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laR
 
05.12.2021 - 22:31

‘Contro il Davos ci è mancato un po’ di tutto’

Kneubuehler torna sulla sconfitta dell’Ambrì in casa dei grigionesi. ‘Stanchi dal giorno prima? No, è più mentalmente che non eravamo pronti”

Davos – Rispetto allo scorso weekend, è un passo avanti. Almeno sul piano qualitativo, l’Ambrì Piotta ha fatto meglio. Ma non abbastanza per raccogliere più di quel punto agguantato sabato contro lo Zurigo. Perché dalla trasferta domenicale di Davos i leventinesi tornano a mani vuote, condannati da un’entrata in materia complicata, che li vede incassare due reti nei primi otto minuti del confronto. Un gap che, malgrado una prova in crescendo per il resto della partita, gli uomini di Luca Cereda non riusciranno più a recuperare. «Se abbiamo qualcosa da recriminare sulle nostre prestazioni del fine settimana, questo a mio modo di vedere riguarda più la nostra prova qui a Davos piuttosto che quella contro i Lions – analizza Johnny Kneubuehler –. Contro lo Zurigo abbiamo giocato meglio, al punto che meritavamo anche più di quel punto che ci è rimasto in mano al termine del confronto. Oggi, invece, avremmo sicuramente dovuto fare di più. È frustrante perdere così, perché avremmo voluto e potuto fare meglio...».

Fatali, a Davos, sono stati i primi otto minuti di gioco, quelli che, come detto, hanno permesso agli uomini di Wohlwend di scavare quel divario che poi si è rivelato incolmabile malgrado i generosi sforzi di Kneubuehler e compagni. C’era forse nelle gambe qualche tossina non del tutto smaltita dopo la partita del giorno prima? «Mah, non credo. Sarebbe troppo facile aggrapparci a questa scusa per trovare un alibi per la nostra prestazione. Non è perché eravamo reduci da una partita il giorno prima, mentre i nostri avversari hanno riposato, o per la trasferta in quota che abbiamo perso, ma piuttosto perché all’inizio del confronto non eravamo sufficientemente pronti dal profilo mentale. È lì che avremmo dovuto fare il ‘click’ giusto».

Il numero 11 dei leventinesi traccia poi un bilancio complessivo del weekend: «Sabato abbiamo giocato bene, a tratti anche meglio dello Zurigo. A bocce ferme, quel punto frutto della sconfitta all’overtime ci sta anche stretto. Oggi, invece, non possiamo essere contenti di come siano andate le cose». L’impressione, da fuori, è che a Davos sia mancata in particolare quell’esplosività che vi aveva permesso di mettere alle strette lo Zurigo meno di 24 ore prima. «È mancato quello, ma diverse altre cose; un po’ di tutto quasi. Abbiamo messo anche meno intensità nelle nostre giocate, siamo stati meno duri sui check e abbiamo tirato troppo poco. Questo senza nulla voler togliere ai nostri avversari, molto bravi e veloci». Tolta la prima parte del periodo iniziale, la partita si è comunque fatta sensibilmente più equilibrata: «Sì, se facciamo astrazione dall’inizio tutto in salita, questo confronto lo potevamo vincere anche noi. Nello spogliatoio, alla prima pausa, ci siamo detti che questa partita la potevamo ancora girare, e ci abbiamo appunto provato. Ed è proprio per il fatto che una certa reazione ci sia stata che fa ancora più male una sconfitta così».

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