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Nonostante il 4-1 al 40’, i biancoblù ci hanno creduto fino alla fine. ‘Le abbiamo provate tutte’ (Ti-Press)
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laR
 
19.11.2021 - 23:47
Aggiornamento: 25.11.2021 - 23:31

Luca Cereda: ‘Il secondo tempo? È lì che abbiamo perso’

All‘Ambrì non basta la determinazione e ben cinque minuti a porta vuota. ’Dopo il buon primo tempo, il Lugano ha giocato con più disperazione nei duelli’

Quel gol di Kostner dopo nemmeno dieci minuti sembrava essere il preludio di tutta un’altra serata, per Daniele Grassi e il suo Ambrì. A cui, invece, un buon primo tempo non è bastato per mettere la firma sul 243esimo derby della storia. «Il punto – spiega l’attaccante verzaschese dei biancoblù – è che nel secondo tempo non siamo riusciti a mettere in pista l’intensità del primo tempo. E forse siamo stati puniti anche un po’ duramente, visto che anche noi abbiamo avuto a disposizione delle chiare occasioni da gol. A differenza nostra, credo tuttavia che il Lugano sia stato più costante di noi nei primi due tempi a livello d’intensità. In altre parole, a volte noi non eravamo al nostro livello massimo, e a differenza nostra gli avversari le occasioni le hanno sfruttate, sono stati bravi in quello».

Nonostante i tre gol di scarto dopo quaranta minuti, l’Ambrì tuttavia ci ha creduto fino alla fine. «Di sicuro quando siamo tornati in pista nel terzo periodo l’abbiamo fatto con l’intenzione di girare quella partita. Il fatto che Ciaccio abbia preso il posto di Conz? Adesso è difficile dire quale impatto abbia avuto. Però, ripeto, eravamo sul ghiaccio con l’attitudine di chi vuol cambiare le cose. Poi, è vero, forse c’erano un po’ troppi gol da recuperare, ma se ne avessimo segnato uno in più a 5’ dalla fine avremmo approfittato di una spinta aggiuntiva».

Infatti, se c’è una cosa che più di tutto dimostra la determinazione dei biancoblù di voler cambiare le cose è la scelta di Cereda di togliere il portiere a cinque minuti e rotti dalla fine, partendo dall’idea di voler giocare a 6 contro 4 nei due minuti di una penalità inflitta a Loeffel per il crosscheck a Kneubuehler. «Un coach ha tre mosse a disposizione: chiamare il timeout, cambiare il portiere e modificare le linee – spiega il tecnico biancoblù –. Quindi direi che stavolta le abbiamo provate tutte».

Alla fine, i biancoblù non sono riusciti a concretizzare le occasioni avute in avvio. «Credo che abbiamo fatto un buon primo tempo, in cui meritavamo qualcosa di più, mentre invece dopo il Lugano è stato migliore di noi. Perché ha giocato con più disperazione nei duelli e nel gioco».

Indubbiamente ha pesato il fatto di aver incassato il secondo e il terzo gol bianconeri in appena un minuto e mezzo, in entrata di periodo centrale. «Penso che il primo gol (il 2-1 di Thürkauf, ndr) fosse un po’ casuale, quindi sono cose che capitano. Avremmo dovuto però subito reagire, cosa che invece non è capitata in tutti e venti i minuti. O perlomeno non ci siamo riusciti in maniera decisa al punto da poter cambiare il destino della partita».

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