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04.11.2021 - 18:08
Aggiornamento : 18:33

Mikkel Boedker scalpita. ‘Ma all’inizio ero febbricitante’

Ultimo doppio impegno del Lugano prima di tirare il fiato, con McSorley che sembra intenzionato a dare spazio al danese. ‘Ma valutiamo tutte le opzioni’

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A volte i numeri non bastano. Perché malgrado un bottino di 12 punti in 18 partite, cosa che ne fa il quarto miglior realizzatore del Lugano, Mikkel Boedker le ultime quattro le ha dovute seguire dalla tribuna, vittima del turnover tra gli stranieri. «In fondo non è nemmeno stato un male tirare un po’ il fiato in un mese di ottobre così – premette con schiettezza il 31enne attaccante danese –. Logicamente non è mai bello dover far da spettatore, men che meno quando sei fisicamente pronto per gettarti nella mischia. Le prime partite in cui non facevo parte dei convocati per il match, a ogni buon conto, ero febbricitante, per cui qualche giorno di tregua era comunque necessario». Durante la tua assenza la squadra non se l’è passata molto bene... «Stare a margine della competizione in una situazione così è ancora più complicato perché vedi i compagni in pista in difficoltà, e vorresti dar loro una mano concretamente. E, comunque, sono dell’avviso che la concorrenza per un posto in squadra sia anche positiva: un po’ di competizione interna sprona ognuno a dare il meglio di sé, a tutto vantaggio del collettivo». Il fatto che la squadra sia reduce da tre sconfitte consecutive potrebbe anche indurre coach McSorley a ritoccare la composizione del quartetto di stranieri da schierare in pista per gli ultimi due impegni prima della pausa dedicata alla Nazionale: «Ovviamente è una scelta che spetta all’allenatore, e solo a lui, ma io ci sono: fisicamente mi sento recuperato e sono pronto a tornare nella mischia e a dare il mio apporto alla causa della squadra».

Domani lo Zurigo alla Cornèr Arena e sabato la trasferta a Berna, poi finalmente si potrà staccare la spina dopo settimane particolarmente cariche (con quelli di domani e sabato, gli impegni in campionato del Lugano da inizio ottobre saliranno a quindici, a cui va aggiunto il doppio confronto di Champions League contro il Berlino)... «È stato un mese particolarmente carico, in più segnato da parecchi infortuni. D’altro canto il fatto che praticamente a ogni partita ci mancasse questo o quel giocatore ha permesso agli altri di farsi carico di maggiori responsabilità e guadagnare in coraggio. È però vero che un ritmo così serrato brucia parecchie energie, fisiche e mentali. Per cui ben venga la pausa, utile anche per fare una sorta di reset. È l’occasione ideale per guardare la situazione con una mente un po’ più lucida e rimetterci al lavoro su quelle cose che devono essere migliorate, in modo da ripresentarci alla ripresa con nuova energia e nuove idee. Ma prima di pensare alla ripresa, ci sono appunto ancora due partite da giocare, iniziando da quella contro lo Zurigo davanti al nostro pubblico: vincere a casa nostra sarebbe importante per affrontare nel migliore dei modi l’ultimo scoglio prima della pausa».

Come valuti la vostra stagione sin qui? «Siamo nella seconda metà della classifica, ovvero dalla parte sbagliata rispetto a quella a cui ambivamo, e non abbiamo ancora raggiunto alcun obiettivo che ci eravamo prefissati, quindi... Ma davanti a noi c’è ancora parecchia strada da fare, e tempo per raggiungere ciò che volevamo». Sebbene sulla carta la squadra quest’anno presenti un tasso tecnico superiore rispetto a quello della passata stagione, a livello di risultati il rendimento non ha conosciuto l’auspicato salto di qualità. Anzi, dopo 22 partite il bottino dei bianconeri è di 26 punti, dieci in meno rispetto a quelli raccolti un anno fa dopo il medesimo numero di incontri... «Effettivamente guardando alla sola classifica, le cose quest’anno sembrano essere un po’ più complicate per noi. Ma non sono preoccupato: dobbiamo solo aggiustare qualche dettaglio e poi il nostro motore tornerà a girare a pieno regime. La preparazione a una partita passa dallo spogliatoio, dove dobbiamo mettere a fuoco le cose che l’allenatore ci chiede di fare, per poi attuarle sul ghiaccio, partendo dalle basi e poi costruendo su quelle. Non spetta a me dire cosa non abbia funzionato nelle ultime tre partite, ma sono persuaso che in questa squadra ci sono ottimi giocatori, con le qualità di cui necessitiamo; ora dobbiamo solo tornare a sfruttarle. È comunque innegabile che ci voglia un po’ più di determinazione, soprattutto nelle zone calde della pista, con l’obiettivo di segnare qualche rete in più rispetto a quanto fatto nelle ultime partite».

Sull’eventualità di un impiego di Boedker per le partite del weekend (stamane il danese si è allenato in linea con Hudacek e Herburger), coach McSorley prende tempo: «Una decisione definitiva non l’abbiamo ancora presa – spiega il tecnico dei bianconeri –. Stiamo ancora valutando un po’ tutte le opzioni. E in ogni caso, in una situazione come la nostra, con due portieri infortunati, se scegliamo di schierare Irving sacrificando uno straniero di movimento non dev’essere visto come una punizione per quest’ultimo».

Intanto sul ghiaccio della Cornèr Arena, nell’allenamento della vigilia della sfida contro i Lions, si rivede Loeffel, al suo primo allenamento completo (con la casacca rossa dei convalescenti) con il resto del gruppo: il rientro nei ranghi del difensore numero 58 è più vicino. Come più vicino sembra essere quello di Carr, che tuttavia non ha ancora ripreso ad allenarsi con il resto del gruppo.

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