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20.05.2021 - 20:29
Aggiornamento: 22:44

Svizzera, outsider di lusso al gran ballo dei Mondiali

A Riga la selezione di Fischer punta a creare la sorpresa. Hofmann: ‘Siamo qui perché vogliamo fare qualcosa di grande’. Sabato sera l'esordio contro la Repubblica Ceca

svizzera-outsider-di-lusso-al-gran-ballo-dei-mondiali
Tommy Albelin e Patrick Fischer sono pronti a cominciare (Keystone)

Nei panni dell'outsider. Di lusso. È così che si presenta la Nazionale ai Mondiali di Riga, che si aprono domani pomeriggio con le sfide e Russia-Repubblica Ceca (all’Olympic sports center, sede di tutte le partite del girone A, quello della Svizzera) e Germania-Italia (all’Arena Riga, dove si giocheranno invece gli incontri del girone B). Ma Grégory Hofmann punta comunque in alto: «Siamo qui perché assieme vogliamo fare qualcosa di grande». In sé, però, all'appuntamento iridato, i rossocrociati si presentano con pochi punti di riferimento. Così come sull'arco dell'intera stagione i giocatori hanno dovuto convivere con la nuova realtà dettata dalla pandemia, altrettanto dovranno insomma fare a Riga, in occasione del primo vero test dopo due anni, ossia dal Campionato del mondo di Bratislava e Kosice. «È difficile pronosticare dove il nostro gruppo si collochi per rapporto alle altre squadre. In fondo non abbiamo giocato assieme per quasi due anni, e in squadra ci sono diversi volti nuovi».

Già, due anni di attesa, perché tra l'edizione 2019 in Slovacchia e quella di quest'anno in Lettonia ci sarebbe dovuto essere il Mondiale casalingo di Zurigo e Losanna, poi appunto cancellato dalla pandemia. L'ambizione della Svizzera di coprirsi di gloria sul ghiaccio di casa l'anno scorso è stato giocoforza accantonato in attesa di un domani più felice. Ma con un roster di 28 uomini (invece di 25) che include quattro giocatori Nhl, a Riga la squadra di Patrick Fischer è chiaramente chiamata a vestire i panni dell'outsider. Con un contratto con i New Jersey Devils di 7,25 milioni di dollari all'anno, Nico Hischier è il giocatore più pagato presente a Riga, davanti al difensore russo Ivan Provorov; e subito a ruota ecco Timo Meier, con i suoi 6 milioni di salario a stagione.

Una coppia in grande forma

Tuttavia, com’è arcinoto, non sono gli stipendi a vincere le medaglie. «Saranno i risultati a parlare per noi. Vogliamo realizzare qualcosa di grande», sottolinea il giurassiano, ancora sulla cresta dell’onda a due settimane esatte dalla conquista del titolo con lo Zugo. Non a caso, assieme al compagno di linea, il valmaggese Dario Simion, i due danno l’impressione di essere al top per qualità di gioco: Hofmann ha imparato a usare a sua velocità per diventare ancora più esplosivo nelle sue azioni, mentre il ticinese ha perfezionato la sua capacità di presidiare lo slot davanti alla porta avversaria. Patrick Fischer ha scelto Enzo Corvi per completare il terzetto: già compagni di squadra a Davos nell’anno dell’ultimo titolo grigionese, nel 2015, Hofmann, Simion e Corvi non avevano però mai giocato assieme sotto la direzione di Arno del Curto. «Io e Dario abbiamo il ritmo e la fiducia dei playof, che vogliamo trasmettere a Corvi: Enzo è molto forte negli ingaggi e ha una grande visione di gioco». Volando forse un po’ al di sotto della quota radar in questa stagione col suo Davos, Corvi ha saputo cavare dal cilindro una delle annate più prolifiche della sua carriera, con 52 punti (di cui quindici gol) in 44 partite, chiudendo al quarto posto nella classifica assoluta dei migliori realizzatori del campionato appena concluso.

Fresco di firma con il Lugano (per sei stagioni), in arrivo dalla Svezia il difensore Mirco Müller guarda al torneo che va per cominciare con fiducia: «Possiamo contare su un buon mix di giocatori, un gruppo con diversi giovani e diversi altri con una certa esperienza». «Dobbiamo lavorare ancora più duramente di altre squadre più talentuose di noi, ma se riusciremo a fare leva sui nostri punti di forza, lo spirito combattivo e la coesione della squadra, allora tutto è possibile», gli fa invece eco Timo Meier.

Sette i neofiti agli ordini di 'Fischi'

Oltre a Hischier e Meier, Patrick Fischer potrà contare su Jonas Siegenthaler (New Jersey) e Philipp Kurashev (Chicago, ex Lugano). Con quest’ultimo che, così come Janis Moser, aveva sorpreso un po’ tutti ritagliandosi un posto nel roster dei Mondiali di due anni fa. Per Siegenthaler, invece, questa sarà la prima partecipazione alla rassegna iridata: nel 2018 aveva sì fatto parte della spedizione rossocrociata alla volta di Copenhagen, ma poi aveva dovuto cedere il posto a Josi e fatto ritorno a casa senza aver calcato la ribalta. Tra gli altri volti nuovi in casa Svizzera vi sono il portiere del Rapperswil Melvin Nyffeler, i difensori Santeri Alatalo (fresco di passaporto svizzero e passaggio da Zugo a Lugano), Tobias Geisser (Zugo) e Fabian Heldner (Losanna). In attacco, oltre a Simion, farà il suo esordio iridato anche il friborghese Killian Mottet.

«Abbiamo indubbiamente una squadra forte, e sicuramente non dobbiamo nasconderci da nessuno – tiene a sottolineare Patrick Fischer –. Se sapremo implementare il nostro sistema di gioco, mettendoci la giusta intensità e affinando i dettagli, allora potremo sicuramente sconfiggere qualsiasi avversario». Anche perché, complice l’assenza di gran parte delle stelle di Nhl, le chance di fare parecchia strada a questo Mondiale aumentano sensibilmente, visto che sulla carta non ci sono squadre imbattibili... «Certo, altre squadre hanno assenze, ma le abbiamo anche noi. Ci sono molti giocatori di hockey molto bravi nella Khl o altrove in Europa, e lo vediamo nella nostra selezione. Abbiamo una buona sensazione, ma siamo consapevoli che sarà un torneo dove non mancheranno le partite difficili», cerca di frenare gli entusiasmi il selezionatore dei rossocrociati.

L’innesto di ulteriori rinforzi provenienti dalle squadre eliminate dai playoff di Nhl resta teoricamente possibile, ma prima di unirsi al resto del gruppo questi giocatori dovrebbero passare attraverso un isolamento di tre giorni e successivamente per una quarantena della medesima durata: una pausa forzata di quasi una settimana prima di poter rimettere piede sul ghiaccio che rende altamente improbabile che qualcuno arrivi per davvero all’ultimo minuto da oltre Atlantico.

Pochi i rinforzi dalla Nhl per tutte le squadre

Le tre superpotenze dell’hockey con cui la Svizzera sarà confrontata nella prima fase portano il nome di Repubblica Ceca (che i rossocrociati affronteranno nella loro partita d’esordio, sabato alle 19.15), Svezia (che incontreranno invece martedì) e Russia (la sfida è in cartellone sabato prossimo). A completare il girone A, quello cioè che disputerà le sue partite all’Olympic Sports Center, sono Slovacchia, Danimarca, Bielorussia e Gran Bretagna. Le tre teste di serie non sono tuttavia arrivate in Lettonia con vere e proprie armate. I russi hanno richiamato dalla Nhl solo sei giocatori, tra cui Grigorenko come unico attaccante. Gli svedesi hanno convocato cinque attaccanti e schiereranno tre giocatori di National League (Tömmernes, Nygren e Klingberg), mentre i cechi, assieme a Jan Kovar dello Zugo, così come i russi, in rosa hanno sei giocatori provenienti da oltre Atlantico, fra cui il talentuoso Jakub Vrana e l’ex biancoblù e ora stella dei Chicago Blackhawks Dominik Kubalik.

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