l-ambri-a-forza-quattro-si-ammetto-che-lo-stadio-ci-aiuta
Quello di Inti è un grosso nome, ma non è il solo. 'Bürgler è un'arma offensiva in più, e ha già giocato sotto Arno Del Curto...' (Keystone)
HOCKEY
Risultati e classifiche
TOP 10 HOCKEY MANAGER
1
Iselis Punktebuebe
3381
2
HCB 2416
3165
3
SPARTAK JACK
3154
4
TrigoAce1
3152
5
Metallurg Bangitonov
3133
6
HC Aspi Capitals
3120
7
Chochyeta Berson
3104
8
Cam-s
3074
9
DamianOMacho
3016
10
Maxim la biere
2990
ULTIME NOTIZIE Sport
Calcio
2 ore

In Olanda cede una tribuna: ‘Sono senza parole’

A Nijmegen crolla parte della struttura mentre i tifosi ospiti festeggiano il successo del Vitesse Arnhem sul Nec. Il sindaco: ‘Subito un’indagine’
CICLISMO
2 ore

In Italia esce il film su Pantani. ‘La gente capirà chi era’

Parla Tonina, la madre del ciclista trovato morto 17 anni fa in un residence di Rimini. ‘Rabbia? Le promesse non mantenute. Promesse, solo promesse’
VOLLEY
4 ore

Il Lugano ci prova, ma a far festa e lo Cheseaux

Se prive della forte attaccante argentina Camila Hiruela, le ragazze di Salomoni sfiorano il successo dopo un’entrata in materia difficoltosa
MOTOCICLISMO
5 ore

Supersport, il nuovo campione è Dominique Aegerter

Con due gare d’anticipo, in Argentina il bernese mette le mani sul titolo. È il secondo pilota elvetico a riuscirci, dopo Randy Krummenacher nel 2019
Calcio
5 ore

Al Letzigrund il Lugano non ha tenuto Botta

Contro lo Zurigo ai bianconeri privi del loro numero 10 sono mancate le idee e forse anche un po’ di coraggio. A Croci-Torti di trovare soluzioni...
Basket
5 ore

Per la Sam un ultimo quarto quasi perfetto, Tigers mansueti

La Spinelli Massagno sbanca Ginevra mentre il Lugano è stato annientato da un Nyon per nulla eccelso
Altri sport
7 ore

Mondiale di calcio ogni due anni, l’idea preoccupa il Cio

Il comitato olimpico internazionale vi vede il rischio che si attenti allo sviluppo di altre non meno importanti discipline sportive
Altri sport
8 ore

Olimpia, l’accensione della torcia a porte chiuse

Cerimonia senza pubblico per le restrizioni causate dalla pandemia di coronavirus. Modificata la staffetta, solo due i tedofori
Calcio
10 ore

Chiasso, è un compleanno decisamente amaro

Rossoblù costretti al pareggio dal Brühl fanalino di coda del campionato. Squadra e mister Raineri contestati a fine partita
Sci
14 ore

Il sorriso resiliente di Mélanie Meillard

Tre gravi infortuni e quasi 4 anni passati a ricostruirsi come atleta non hanno scalfito la passione e l’ambizione della 23enne di Hérémence
Calcio
1 gior

L‘Acb si ripete. ’Ma possiamo ancora crescere’

Terzo successo consecutivo in Promotion League per i granata. Jean-Michel Aeby: ‘Non abbiamo giocato benissimo, ma per noi era importante il risultato’
Calcio
1 gior

Marchesano inventa per Ceesay e lo Zurigo affonda il Lugano

Al Letzigrund nel match d’alta classifica un Lugano privo di Bottani non riesce a tirare in porta una sola volta e viene punito dal suo ex attaccante
Hockey
1 gior

Lugano, ‘con Hudacek più respiro a McSorley’

Domenichelli fa il punto alla situazione degli stranieri: ‘L’eventuale ingaggio di un altro giocatore non sarà per prima di metà novembre’
Hockey
1 gior

Non basta il doppio vantaggio: Ambrì battuto a Berna

I biancoblù disputano un ottimo primo tempo e una buna prestazione, ma pagano le numerose occasioni mancate e le fatiche del derby
Hockey
1 gior

Il Davos non fa sconti a un Lugano incerottato

Niente da fare alla Cornèr Arena, superati dalla compagine di Wohlwend grazie alla doppietta di Ambühl
Hockey
1 gior

Libor Hudacek approda a Lugano

Hnat Domenichelli: ‘È un attaccante di talento che può giocare sia al centro sia all’ala destra’. Lo slovacco resterà fino al termine della stagione
VELA
1 gior

Un martedì a Tenero, dove la vela è donna

Al Centro sportivo nazionale una serata dedicata alle regate al femminile, aperta a chi è in attività o a chi vuol avvicinarsi a quell’affascinante realtà
DOPOPARTITA
2 gior

Il sollievo di Cereda. ‘Ho detto ai ragazzi di non panicare’

Nel terzo derby l‘Ambrì ritrova il successo. ‘Lo dovevamo ai nostri tifosi’. Mentre il Lugano vuol correggere il tiro. ’Dischi profondi e più precisi’
Gallery
Hockey
2 gior

È il guizzo di capitan Fora a risolvere il derby

La terza stagionale tra Ambrì Piotta e Lugano si decide in un finale che dà le maggiori emozioni
Hockey
2 gior

Un derby segnato all’ultimo: stavolta vince l’Ambrì

La 242esima sfida della storia viene decisa a meno di due minuti dalla sirena. Lugano costretto alla resa da un puck sulla porta del capitano biancoblù
HOCKEY
 
07.05.2021 - 20:500

L'Ambrì a forza quattro: ‘Sì, ammetto che lo stadio ci aiuta’

Dopo il danese Regin ecco Heim, Burren, Bürgler e Pestoni. ‘C'è chi apprezza la sicurezza a cifre più contenute’, spiega il direttore sportivo Paolo Duca

Gli attaccanti Inti Pestoni, Dario Bürgler e André Heim (il secondo dal Lugano, gli altri due dal Berna) più il difensore Yanik Burren, dagli Orsi pure lui: quattro anni il primo, due gli altri tre. Nomi di cui si vociferava da tempo, e che sono uno più pesante dell'altro e figurano tutti nel maxiannuncio con cui l'Ambrì, nel primo pomeriggio, fa il punto al suo mercato sul fronte interno, dopo aver già annunciato a fine aprile l'ingaggio del danese Peter Regin. È il frutto del grande lavoro di Paolo Duca e di tutto l'Ambrì in generale durante un inverno anche più difficile del solito, vissuto con la costante incertezza della pandemia. «Indubbiamente è vero, c'era tanta incertezza – racconta l'ormai quasi quarantenne direttore sportivo biancoblù –. Per tutti, anche per i giocatori. Alcuni di loro, ad esempio, hanno subito dimostrato di apprezzare più la sicurezza, con la possibilità di trovare un accordo che dia loro magari più serenità pur se a cifre più contenute».

Fa parte della vostra strategia? «La nostra strategia è quella di riuscire a fare il meglio possibile con ciò che abbiamo a disposizione. Siamo pur sempre un club formatore, che dà la possibilità ai giovani di assumersi ruoli più importanti rispetto magari alle società in cui erano prima, e mi fa molto piacere vedere che il sistema Ambrì continua ad attirare giovani di belle speranze come Heim (sempre in corsa per un posto ai Mondiali con la Nazionale di Fischer, ndr) e Burren, ma ben venga naturalmente la possibilità di far firmare giocatori d'esperienza con un certo potenziale, dei pilastri insomma».

Un nome su tutti, quello di Pestoni. «Senz'altro sono felice di ritrovare Inti, con cui ho anche giocato. Ma c'è pure la soddisfazione di avere raggiunto un accordo con un giocatore come Bürgler, che è un'arma in più quanto a potenziale offensivo ma che in passato a Davos ha già giocato sotto Arno Del Curto, quindi sa cosa vuol dire giocare in un sistema in cui hanno un grande peso il forechecking, l'intensità e la pressione sull'avversario».

Al di là del fatto che per Inti questo è un ritorno a casa: è stato difficile riuscire a convincerlo a riguadagnare il Ticino, cinque anni dopo averlo lasciato? «No, direi di no. Io, in verità ci provavo da tempo, ma gli anni scorsi lui aveva altre idee. Stavolta, invece, l'ho visto molto convinto, sentiva che questo era il momento giusto. Anzi, direi che lui ha manifestato subito abbastanza in fretta il suo grande desiderio di tornare, così in breve tempo siamo riusciti a raggiungere un accordo che andasse bene a entrambi».

Si può dire che, roster alla mano, questo sia l'Ambrì di maggior qualità da quando siete arrivati tu e Luca Cereda? «Non lo so... (esita, ndr). Diciamo che, questo sì, c'è un po' di qualità in più rispetto a quest'anno, che è stato difficile, e in cui consapevolmente abbiamo fatto determinate scelte per risparmiare, perché la pandemia ci ha condizionati pesantemente. Anche un po' con la prospettiva rinforzare un pochino gli effettivi per metterci poi nella posizione di avere una partenza più favorevole nel nuovo stadio».

Infatti è quella la vera novità della stagione che si appresta a iniziare: quanto l'arrivo della nuova pista vi ha facilitati sul piano del mercato, tenendo naturalmente conto che, al di là dell'aspetto emozionale, la Valascia non era più adeguata a rispondere ai bisogni dello sport professionistico? «Un pochettino sì, devo ammettere che lo stadio è un tema ricorrente nelle trattative, nelle discussioni. Pure tanti stranieri hanno sentito parlare della Valascia, del resto noi mostriamo loro dei filmati in cui si vedono le partite con la pista piena, non certo adesso che c'è la pandemia, quindi conoscono questo mito. Però ora sanno che arriverà lo stadio nuovo e, sì, c'è interesse da parte degli agenti come pure dei giocatori». 

'Ora c'è più domanda, ma l'offerta è la stessa'

A proposito di interesse: ora che l'Ajoie è salito, nella massima serie siete in tredici. Per prima cosa, non sei sorpreso dalla promozione dei giurassiani? «No, per nulla – risponde, convinto –. Anzi, confesso che già prima dell'inizio della finale davo più chance all'Ajoie che non al Kloten. Perché è una squadra che ha imparato a vincere: due titoli cadetti in pochi anni e pure una Coppa Svizzera dopo aver eliminato quattro squadre di A. Insomma non è un caso. Ed è sempre difficile affrontare un gruppo che ha questa mentalità vincente, che non è cambiato molto in questi ultimi anni con la stessa guida tecnica e un buon nucleo di leader, di trascinatori. Quindi, per me, si può parlare solo di sorpresa relativa».

Sorpresa o no, qualcosa cambierà anche sul piano del mercato. «Certamente. Perché l'offerta rimane la stessa mentre la domanda aumenta, e di solito questo fa salire i prezzi. Diciamo però che quest'impatto non ci sarà subito, nell'immediato, siccome la parte più importante del mercato è conclusa, e con così poco tempo a disposizione l'Ajoie potrà soltanto cercare cinque o sei giocatori per rinforzarsi: immagino che i tre quarti della squadra rimarranno quelli della promozione». 

L'Ambrì, invece? Dopo questi cinque nomi, quindi Pestoni, Bürgler, Heim, Burren e lo scandinavo Regin, i tifosi cosa si devono attendere? «Adesso mancano due stranieri. Infatti sotto contratto abbiamo D'Agostini e Regin, in questo momento. Poi, a tempo debito, quando troveremo i giocatori che faranno al caso nostro e avremo raggiunto un accordo, ne parleremo».

Nel famoso 'radiomercato', come si diceva una volta, si vocifera di un Linus Klasen intenzionato a rompere il contratto con gli svedesi del Luleå per fare ritorno dalla sua famiglia, che vive ancora in Ticino... «Sì sì, ma già un tempo lo davano per certo ad Ambrì, non so se qualcuno se ne ricorda. Fa sempre comodo essere accostati all'Ambrì, mi sembra...».

Ecco, appunto: quanto le notizie messe in giro ad arte, magari dagli stessi agenti dei giocatori, possono disturbare il lavoro di un direttore sportivo? «Allora – spiega –, se la trattativa è già conclusa e c'è già una firma sul contratto, il danno si limita alla sola strategia comunicativa della società, che è già programmata, e la sorpresa per così dire viene rovinata. Diverso, invece, è quando le voci sono campate in aria, perché possono creare danni gravi. Anche se, in fondo, a prescindere dal fatto che l'indiscrezione sia vera oppure no, genera sempre aspettative tra il pubblico, tra gli sponsor e pure tra gli stessi dirigenti della società. Ma soprattutto tra i giocatori: ad esempio, se io ai miei stranieri dico 'ragazzi, dei contratti non parliamo prima di gennaio' e poi qualche giornalista esce con un presunto scoop al mese di novembre, si può ben immaginare quale sarà il malcontento. Prima di tutto devi avere grande credibilità all'interno dello spogliatoio, ma comunque ti toccherà poi passare delle ore al telefono per spiegare a questo o a quell'agente che non è vero. Insomma, la situazione non sarà per nulla indolore».

HOCKEY: Risultati e classifiche

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved