Formula 1

La F1 vuol crescere ancora grazie a Netflix e Apple

Anche grazie alla discussa serie tv ‘Drive to Survive’, il Circus è intenzionato ad allargare il proprio bacino di fan al di là dell'Oceano

Nuova offensiva nel Paese delle stock car
(Keystone)
26 febbraio 2026
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Già di proprietà di un gruppo americano, e con tre Gran Premi su suolo statunitense, la Formula 1 sogna di aumentare ulteriormente la propria popolarità in Nordamerica e nell'America Latina grazie a due giganti dell'intrattenimento televisivo e cinematografico come Netflix e Apple. Adulata ma anche talvolta criticata, la serie documentaria di successo “F1: Drive to Survive”, che venerdì svelerà la sua ottava stagione su Netflix, ha portato la disciplina regina dello sport motoristico in una nuova dimensione. Ogni anno questa serie racconta il dietro le quinte della stagione precedente, con l'effetto di aver profondamente ringiovanito il pubblico dello spettacolo della F1, con il rischio, secondo i suoi detrattori, di cedere talvolta alla drammatizzazione e alla sceneggiatura dei conflitti tra piloti e direttori di scuderia.
In ogni caso l’irruzione del gigante americano dello streaming nel già molto prospero Circus ha provocato «cambiamenti epocali, se si pensa a dove eravamo come sport al momento del lancio della serie (nel 2019, ndr)» riassume Liam Parker, responsabile della comunicazione di Formula One Group, che dal 2016 è una filiale del gruppo americano Liberty Media, società attiva nel mondo dei media e quotata al Nasdaq di New York che conduce da quasi dieci anni un'offensiva per aumentare l'audience della F1 negli Stati Uniti, Paese che è la culla di corse automobilistiche strapopolari come la Nascar o, pensando alle monoposto, l'IndyCar.