Salernitana
0
Juventus
3
2. tempo
(0-2)
SPORT
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
HOCKEY
1 ora

Gdt Bellinzona, è di nuovo tempo di emozioni

Dopo la semifinale di Coppa persa contro il Martigny, che quel trofeo l’ha poi vinto, da giovedì spazio alla magia dei playoff.‘C’è il livello per salire’
Salto con gli sci
4 ore

Mondiali, Simon Ammann ci sarà

Il ‘Folletto del Toggenburgo’ farà parte del contingente rossocrociato per le gare iridate di Planica, previste dal 21 febbraio al 5 marzo
Atletica
4 ore

Moggi e Petrucciani da record a Macolin

I due ticinesi dell’Lcz tra i grandi protagonisti nel weekend, ma da segnalare ci sono anche i due primati di categoria stabiliti da Laura Torino Imberti
COSE DELL'ALTRO MONDO
4 ore

Una squadra in Europa? No, meglio quattro

La Nfl sta pensando di sbarcare sul Continente con un’intera division. Un’idea che non andrà in porto prima di un decennio, viste le molte incognite
Sci
5 ore

Lara a difesa del suo titolo iridato

In programma mercoledì a Méribel il superG femminile, con la ticinese – campionessa in carica – ovviamente fra le favoritissime
NATIONAL LEAGUE
6 ore

Il Berna mette le mani su Josh Teves

Il ventisettenne difensore canadese rinforzerà gli Orsi fino al termine della stagione: arriva dai finlandesi dell’Jyväskylä
Formula 1
6 ore

Nuovo look per l’Alfa Sauber

Livrea rosso-nera per la vettura del team con sede a Hinwil, che conferma i piloti Bottas e Zhou nel Mondiale che scatta il 5 marzo in Bahrain
Parigi 2024
6 ore

‘Niente russi finché c’è la guerra’

Anne Hidalgo, sindaca della capitale francese, cambia idea: ora è contraria alla presenza di Mosca alle Olimpiadi di Parigi del 2024
Sci
7 ore

Combinata d’oro per Pinturault

Sulle nevi di casa, il veterano francese precede sul podio gli austriaci Schwarz e Haaser. Rossocrociati senza acuti
Basket
8 ore

Calendari troppo fitti e time out sprecati

Fra i problemi del nostro basket c’è l’uso spesso improprio e controproducente da parte degli allenatori dei minuti di sospensione
Sci
10 ore

Pinturault al comando dopo il superG

Nella combinata iridata di Méribel-Courchevel, Meillard chiude solo 12° la prova veloce, staccato di 1"34 dal francese. La manche di slalom alle 14.30
Calcio
10 ore

Terremoto in Turchia, ritrovato vivo Christian Atsu

Il ghanese ex Chelsea e Newcastle, che figurava fra i numerosissimi dispersi, è stato tratto in salvo dalle macerie provocate dal sisma
EURO 2020
08.07.2021 - 14:39
Aggiornamento: 17:10

Raheem, Wembley e il sogno di un bambino

Sterling, attaccante della Nazionale inglese, è cresciuto nel quartiere di uno stadio del quale voleva diventare il re

raheem-wembley-e-il-sogno-di-un-bambino

Domenica, Raheem Sterling vestirà i panni di giocatore chiave dell'Inghilterra nella finale del campionato europeo contro l'Italia. Sarà in campo a Wembley, quello stadio al quale è sempre stato così vicino. Così vicino, eppure così lontano. Una foto ritrae Raheem Sterling fuori dalla sua scuola, nel quartiere londinese di Wembley, con sullo sfondo il famoso arco alto 134 metri dello stadio. Un luogo iconico che sembrava fuori dalla portata per i ragazzi del quartiere. Ma non per Raheem Sterling.

Ora, a 26 anni, è molto orgoglioso delle sue umili origini. «Vengo da Wembley», ha detto al Guardian. Il quartiere possiede un pato comunale dal quale si gode una vista diretta dell'iconico stadio. Qui Sterling giocava con gli amici, la maggior parte dei quali aveva due o tre anni in più. Ora, Sterling porta lo stadio tatuato sull’avambraccio.

Mai una pistola

Un altro tatuaggio – con un soggetto decisamente meno affascinante – fa mostra di sè sulla gamba del giocatore: un fucile d'assalto M16. L'attuale stella del Manchester City è nata in Giamaica. Quando aveva due anni, suo padre fu colpito a morte per le strade di Kingston. Su Instagram, Sterling ha spiegato il motivo per il quale si è fatto tatuare un’arma da fuoco: «Ho giurato che non avrei mai toccato una pistola in vita mia. Io sparo con il piede destro».

Un proposito che non è stato facile mantenere. Wembley, nel nord-ovest della capitale inglese, è una zona residenziale difficile. Il 92% degli alunni della Copland School, frequentata anche da Sterling, appartengono a minoranze etniche, parlano più di 50 lingue diverse e più di un terzo ha diritto a pasti scolastici gratuiti a causa del basso reddito. Sterling ha fatto parte della formazione giovanile del Queens Park Rangers prima di passare, all’età di 15 anni, nelle giovanili del Liverpool. «Aveva necessità di allontanarsi da Londra, da quel quartiere, da quell'ambiente violento, costellato da bande di strada», ha spiegato un giorno sua madre.

Nadine Clarke, la madre, in Giamaica era stata una rispettabile atleta di atletica leggera. Dopo la morte del marito, si era trasferita a Londra in cerca di lavoro, lasciando Raheem, che allora aveva appena due anni, alle cure della nonna. «Mia nonna era fantastica, ma ero geloso degli altri bambini quando li vedevo con le loro mamme. A quel tempo non riuscivo a capire cosa facesse la mia per me». Soltanto dopo tre anni di separazione, era stato possibile per Raheem raggiungere la madre nella capitale inglese.

Tutto tranne che scontato

Così, quando ha iniziato a frequentare la scuola di Wembley, il suo allenatore ha capito subito la qualità del diamante grezzo che aveva tra le mani. «Non era mai scontato – ricorda Paul Lawrence, che ha lavorato anche nei settori giovanili di Chelsea, Fulham e Queens Park –. Era eccezionale. Ho capito fin dal primo giorno che ce l'avrebbe fatta a costruirsi una carriera da professionista».

Sterling ora vive nell’assai più elegante contea di Cheshire, tra Liverpool e Manchester. Però visita regolarmente la sua vecchia scuola. In vista della semifinale di Coppa d’Inghilterra del 2019, in programma a Wembley tra Manchester City e Brighton, ha comprato 550 biglietti e li ha fatti distribuire tra alunni e insegnanti della Colpand School, in modo da permettere loro di vedere dall’interno quello stadio che tutti i giorni osservavano dall’esterno. E dopo una partita giocata con la Nazionale a a Southampton, si presentò alla sua vecchia scuola e firmò sul posto la maglietta che aveva indossato, con una dedica speciale: “per la mia scuola preferita”.

Domenica tornerà a Wembley per la più importante partita della sua vita. Con i suoi dribbling, gol e assist, è una delle ragioni principali per cui un’Inghilterra per il resto non particolarmente esaltante è riuscita a raggiungere l’atto conclusivo del torneo continentale. Eppure alcuni opinionisti non lo volevano nemmeno in squadra dopo una stagione mediocre con il Manchester City. Circa 15 anni dopo aver sognato “di essere un giorno il re di Wembley”, Sterling è a un passo dal realizzare il suo sogno d’infanzia.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved