SPORT
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
HOCKEY
5 ore

Uno sterile Lugano cade a Bienne

Alla Tissot Arena i bianconeri dominano il primo tempo ma non pungono. Alla distanza escono i bernesi, capaci di sfruttare le occasioni e poi amministrare
SCI ALPINO
5 ore

A Lake Louise Sofia Goggia concede il bis

Dopo la vittoria di venerdì, l’italiana si è ripetuta. Terzo posto per Corinne Suter a 37 centesimi dalla vincitrice. Tredicesima Lara Gut-Behrami
QATAR 2022
5 ore

L’Argentina scherza con il fuoco, ma alla fine sorride

Messi e compagni fanno poco per superare l’Australia e all’ultimo secondo Kuol potrebbe mandare tutti ai supplementari
hockey
5 ore

Con gli uomini contati, ma con il cuore l’Ambrì vince

I leventinesi interrompono contro il Rapperswil la striscia negativa, cambiando marcia dopo un primo tempo disastroso
SCI ALPINO
8 ore

Solo sei centesimi separano Kilde da Odermatt

Sulla Bird of Prey di Beaver Creek la vittoria è andata al norvegese. Terzo posto per il canadese Crawford. Noni Feuz e Hintermann
QATAR 2022
9 ore

Olanda troppo quadrata, gli Stati Uniti si arrendono

Finisce 3-1 per gli Oranje il primo ottavo di finale dei Mondiali. Decisivo Dumfries con due assist e un gol
Bob
18 ore

Stavolta per Michael Vogt il podio c’è per davvero

Quarto una settimana prima a Whistler, a Park City lo svittese chiude al terzo rango la prova di Coppa del mondo di bob a due
i mondiali dal divano
22 ore

Questione di prospettiva

Il gol del Giappone, la festa dei tunisini eliminati, ma vittoriosi sulla Francia: la felicità, nel calcio e non, dipende da come guardiamo le cose
Qatar 2022
1 gior

Storico ma inutile successo del Camerun sul Brasile

Gli africani, nel finale di partita, trovano con Aboubakar il gol per battere la formazione delle riserve verdeoro
QATAR 2022
1 gior

Shaqiri, Embolo, Freuler, la Svizzera è agli ottavi

Superata la Serbia al termine di una partita ricca di emozioni. Rossocrociati superiori all’avversario, prestazione eccellente
Sci
1 gior

Lake Louise, Sofia Goggia e un sorriso al fotofinish

Nella prima libera femminile della stagione l’italiana batte per 4 centesimi Suter e per 6 l’austriaca Hütter. Lara è 18esima: ‘Domani ci riprovo’
QATAR 2022
1 gior

Svizzera affronta la Serbia senza Sommer ed Elvedi

I due ancora alle prese con un attacco influenzale. Saranno sostituiti da Gregor Kobel tra i pali e da Fabian Schär in difesa. Shaqiri in campo da subito
Qatar 2022
1 gior

La Corea sconfigge il Portogallo B e va agli ottavi

I sudcoreani rimontano la rete iniziale lusitana, ribaltano il risultato e, grazie al maggior numeri di gol segnati, superano l’Uruguay
QATAR 2022
1 gior

Questione di millimetri, il gol del Giappone era valido

La Fifa precisa che la rete con la quale i nipponici hanno sconfitto la Spagna era regolare, siccome la proiezione della sfera toccava la linea di fondo
Qatar 2022
1 gior

L’Uruguay batte il Ghana 2-0, ma non basta

La sconfitta del Portogallo contro la Corea permette agli asiatici di superare la Celeste a livello di gol segnati
Hockey
1 gior

Fatton senza ghiaccio per sei, otto settimane

Prestato allo Zugo a metà novembre, il ventunenne portiere del Lugano ha rimediato lo strappo dei legamenti di una caviglia
Calcio
1 gior

Il Lugano di Croci-Torti torna a sudare. ‘Siamo carichi’

Ritrovo a Cornaredo per i bianconeri, per l’inizio della preparazione al campionato che riprenderà il 22 gennaio. ‘Una preparazione diversa dal solito’
Altri sport
1 gior

Il Ticino torna da Losanna con sette medaglie al collo

Buon risultato d’assieme per i judoka di casa nostra in una competizione a cui accedevano soltanto i migliori atleti del ranking nazionale
BASKET
1 gior

Due trasferte in Romandia per Spinelli e Tigers

Il Massagno non deve scherzare contro il Nyon, mentre un Lugano con qualche assente di troppo sarà ospite del Ginevra
SCI ALPINO
1 gior

Cdm senza pace, annullata la discesa di Beaver Creek

Uomini fermi, come settimana scorsa a Lake Louise, a causa di vento e precipitazioni nevose. Si tratta della nona gara tolta dal calendario o posticipata
Hockey
1 gior

Tre giornate e multa a Bachofner

Dopo la carica alla balaustra ai danni di Bykov, squalifica e 3’200 fr. di ammenda per l’attaccante dello Zurigo
Qatar 2022
2 gior

Il Giappone che non t’aspetti: primo posto di gruppo

Dopo i tedeschi, i nipponici mandano al tappeto anche la Spagna, che però va comunque agli ottavi: i primi sfideranno i croati, i secondi i marocchini
laR
 
29.06.2021 - 18:32

La Svizzera non ha (più) paura di svegliarsi

Grande protagonista dello storico successo sulla Francia, Mario Gavranovic rivive la magica notte di Bucarest e spiega l'esultanza dedicata alla figlia

la-svizzera-non-ha-piu-paura-di-svegliarsi

La Svizzera non deve avere (più) paura. Quella che sembrava un incubo, la maledizione degli ottavi di finale in un grande torneo, è stata infine spezzata dopo 67 anni nella magica serata di Bucarest, dove Gavranovic e compagni in una partita folle hanno trascinato una nazione intera (e non solo) sulle montagne russe delle emozioni: dal vantaggio di Seferovic su fino alla rincorsa di Rodriguez per il rigore del possibile 2-0, prima di cadere vertiginosamente dopo l’errore dal dischetto del difensore e la cinica rimonta francese con la doppietta in due minuti di Benzema e la pennellata di Pogba; da capogiro la risalita iniziata con l’incornata di Seferovic e culminata con il colpo di classe dell’attaccante ticinese a un niente dal 90’, che hanno reso possibile la festa scatenatasi come non accadeva da tempo in tutta la Svizzera dopo che la manona di Sommer ha intercettato l’ultimo decisivo rigore di Mbappé. Sì, oggi la Svizzera ha potuto aprire gli occhi e constatare, senza più paura, che l’incubo si è trasformato in un sogno. E il bello è che non è ancora ora di svegliarsi.

«Mia figlia quando ha paura nasconde gli occhi in quel modo, a me fa sorridere e mi ero detto che avrei festeggiato così un eventuale gol», ci racconta Gavranovic riferendosi all’esultanza (con dedica alla figlia di due anni, Leonie) in occasione della rete del 3-3, che il 31enne nato a Lugano e cresciuto calcisticamente nel Team Ticino e nel club bianconero non esita a definire «al cento per cento il gol più importante della mia vita. Se poi sia anche uno dei più belli, sinceramente mi importa poco, per me conta segnare e farlo da con un tiro all’incrocio da trenta metri o da due passi a porta vuota mi dà la stessa soddisfazione. È difficile poi spiegare cosa ho provato in quel momento, sono state emozioni così forti e se inizialmente non ho realizzato cosa avevo fatto, in seguito ho capito quanto quella rete sia stata importante non solo per noi, perché riacciuffando la partita e poi vincendola, abbiamo scritto la storia del calcio svizzero. Tanto che ammetto di essere riuscito a dormire pochissimo stanotte, però a farmi compagnia ci sono stati i moltissimi messaggi ricevuti da famigliari e amici, nonché tutte le attestazioni di affetto e le scene di giubilo provenienti da tutto il Paese, che non hanno fatto che aumentare la fierezza e la felicità per lo storico traguardo raggiunto».

Siglare il vitale gol che ha mandato Svizzera e Francia ai supplementari non è però bastato al giocatore della Dinamo Zagabria, che si è proposto per tirare (e realizzare) il primo dei rigori decisivi, esercizio oltretutto che in passato aveva spesso condannato la Nati… «Non ci ho pensato, ho solo cercato di concentrarmi sul mio tiro, senza dimenticare che i rigori sono una lotteria e ci vuole anche un po’ di fortuna. Ho scelto io di tirarlo per primo, mi sentivo bene e mi sono proposto, così come hanno fatto altri miei compagni, con i quali ci siamo detti che sarebbe davvero stato un peccato non uscire vincitori da quella partita e che se eravamo arrivati a quel punto, era perché lo meritavamo, per cui siamo andati tutti molto decisi sul dischetto ed è andata bene».

Anche nell’ottavo di finale contro i transalpini il ticinese ha fatto la differenza entrando dalla panchina (al 73’ al posto di Shaqiri)... «Non è sempre facile riuscire a entrare in partita velocemente, ma non c’è altra scelta. Io cerco sempre di farmi trovare pronto, scaldandomi bene e poi muovendomi tanto per trovare il ritmo. Molto importante è essere pronti mentalmente, anche se bisogna dire che non è difficile trovare le motivazioni quando si ha la possibilità di entrare in campo in partite del genere e di realizzare gol così importanti. Speriamo di segnarne altri».

Già perché venerdì a San Pietroburgo “Gavra” e compagni – che sono volati in Russia già martedì sera – hanno un altro appuntamento con la storia, il quarto di finale contro quella Spagna battuta solo una volta (ma indimenticabile, ai Mondiali del 2010 in Sudafrica) in 22 scontri diretti e qualificatasi a sua volta battendo in maniera rocambolesca (5-3 dopo i supplementari) la Croazia… «Abbiamo potuto vedere in diretta solo il primo tempo, ma già stasera inizieremo a studiare la Spagna e domani a preparare la partita sul campo. Sulle loro qualità c’è poco da dire, sono fortissimi e hanno tanti giocatori giovani a cui piace giocare la palla, ma anche noi – a maggior ragione dopo aver battuto i campioni del mondo – siamo in fiducia e puntando sulle nostre armi proveremo a scrivere un’altra pagina di storia».

Pier Tami: ‘È questo il nostro scopo, regalare emozioni’

Seppur senza scendere in campo, un altro ticinese è protagonista di questa nazionale dei miracoli ed è il primo a non essere sorpreso della grande prestazione di Gavranovic… «Posto che tutta l’azione è stata bellissima, Mario ha fatto un gran gol e non è vero che sono tutti uguali, questo è stato speciale – afferma il direttore delle squadre nazionali elvetiche Pierluigi Tami –. Ha sempre segnato tanto ma dall’inizio della nostra preparazione a Bad Ragaz, in allenamento vede la porta in maniera incredibile, per cui quando ha fatto sedere il difensore avversario ero quasi certo che avrebbe centrato la porta».

Anche l’ex tecnico di Locarno, Lugano e Grasshopper sottolinea la portata di un’impresa che ha riavvicinato la nazione a una selezione aspramente criticata dopo il pesante ko con l’Italia… «La notte è stata breve ma il risveglio dolce grazie ai social e ai messaggi che ci hanno reso partecipi delle emozioni vissute in tutta la Svizzera dai nostri tifosi. In fondo il nostro scopo è questo, fare bene e regalare emozioni. Effettivamente dopo il match con l’Italia ci sono stati momenti delicati e tutti ci siamo posti delle domande, io stesso avevo detto che perdere così non era accettabile. La reazione è però stata fantastica e nelle sfide con la Turchia e soprattutto con la Francia abbiamo portato nuovamente in campo i nostri valori, come ad esempio la solidarietà e l’identificazione. A tal proposito dopo la vittoria dell’Italia sull’Austria si è parlato tanto del gruppo e del fatto che a decidere la partita sono stati giocatori entrati dalla panchina (Chiesa e Pessina, ndr), per cui ci tengo a far notare che è successo un po’ lo stesso a noi, chi è entrato ha portato impulsi positivi e anche per questo sono contento per tutto il gruppo, oltre che bellissimo è stato un successo significativo anche da questo punto di vista».

Un gruppo che può continuare a sognare? «Deve! Anche se in questo momento la priorità va data al recupero, sia fisico sia mentale. Dopo la vittoria con la Francia abbiamo festeggiato il giusto, tanto in campo ma poi in hotel ho già visto l’atteggiamento corretto per iniziare a preparare la prossima partita contro un avversario che stimola una nuova impresa. Come dire, siamo stati bravi, ma ora focus sulla Spagna».

Una “Roja” che i rossocrociati dovranno affrontare senza lo squalificato Xhaka... «La Spagna era e rimane fortissima e favorita, anche per la vittoria del torneo, ma in fondo anche la Francia lo era. Dobbiamo concentrarci su noi stessi e recuperare per farci trovare pronti. Senza il nostro capitano? Ci mancherà sicuramente, ma abbiamo delle alternative e chi giocherà dovrà fare come Mario, che prende i minuti che gli vengono concessi e li trasforma in qualcosa di importante. Inoltre ricordo che anche agli Europei U21 in Danimarca (nel 2011 con lo stesso Tami a guidare la Svizzera, ndr) Granit aveva dovuto saltare la semifinale per squalifica, ma ci eravamo ugualmente qualificati per l’ultimo atto».

Perso contro… la Spagna. Ma quella è una storia chiusa, ora ne stiamo scrivendo un’altra.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved