La presidente Lise Klaveness chiede a Infantino di riconoscere che si è trattato di ‘un errore’

La scia di polemiche innescata dal ‘caso Balogun’ non accenna proprio a scemare. A rassegna conclusa, la presidente della Federazione norvegese (Nff) Lise Klaveness ha infatti annunciato che presenterà un reclamo formale alla massima istanza calcistica. Il motivo? Beh, semplice, non intende lasciare che l'intervento di Trump riguardo alla revoca della squalifica passi sottotraccia.
In un'intervista pubblicata dal Times, Klaveness ha spiegato che la Nff mira «a far piena luce sulla vicenda e in particolare sulla telefonata che il presidente americano ha fatto a Infantino chiedendo di revocare la sanzione dell'attaccante». La numero uno ‘norje’ ha poi ammonito i vertici della Fifa, accusandoli di voler «mettere a tacere la questione. Quando si aggirano queste cosiddette regole fondamentali, si crea un precedente assai pericoloso e che minaccia tutto il calcio».
Klaveness chiede dunque a Infantino di riconoscere che si è trattato di «un errore, che non avrebbe dovuto succedere. Sappiamo tutti che questa revoca è stata influenzata da poteri esterni. Non è insomma stata decisa seguendo le corrette procedure. È fondamentale che ora si faccia chiarezza in merito», ha continuato la 45enne già unica voce a protestare formalmente contro il ‘Premio per la pace’ conferito dalla Fifa e dal suo presidente a Trump. «La gravità e la preoccupazione che suscita questa vicenda sono tali che spero possano incoraggiare le persone a farsi sentire. A non avere paura di denunciare simili casi».
La numero uno norvegese ha poi affermato di essere «delusa, ma non sorpresa» per la mancanza di trasparenza mostrata dalla Fifa e per il fatto che non abbia pubblicato l’intero verdetto che spiega la sua presa di posizione. «Non si riesce più a nascondere tutto sotto il tappeto, anzi. Troppe persone hanno avuto la sensazione che qualcosa non funzionasse», ha concluso.
Espulso durante la partita contro la Bosnia Erzegovina, ricordiamo che la squalifica di un match comminata proprio a Balogun era stata "sospesa, con un periodo di prova di un anno" dalla Commissione disciplinare così da permettergli di scendere in campo in occasione degli ottavi contro il Belgio.