Il fischietto sloveno, che aveva già diretto l'Argentina durante la rassegna del 2022 contro l'Arabia Saudita, ha una vasta esperienza

A dirigere la finale del Mondiale più grande della storia, sia in termini di squadre partecipanti che di chilometri percorsi, sarà un arbitro il cui Paese non era presente nel torneo: Slavko Vincic. “È la terza volta che designo la terna dell’atto conclusivo e mi viene sempre la pelle d’oca. La scelta è un processo complesso, ci sono molti pezzi del puzzle che devono essere combinati per ottenere il quadro perfetto. È qualcosa che attraversa la competizione – ha spiegato Pierluigi Collina, responsabile della Fifa –. Quello che più conta sono le prestazioni, oltre che le partite che hanno diretto in precedenza e il fatto che la squadra del Paese che rappresentano non sia in lizza nella manifestazione”.
C’è anche una questione di pedigree. Vincic è abituato infatti a questi grandi palcoscenici sicché in carriera ha diretto una finale della Champions e una di Europa League. Ha inoltre arbitrato due partite in Qatar e la semifinale tra Francia e Spagna di Euro24, mentre in questa rassegna Brasile-Marocco, Giordania-Algeria e il sedicesimo di finale Messico-Ecuador dove ha espulso l’ecuadoregno Hincapie. “Ero sconvolto – il suo commento –, ma sono felicissimo e soprattutto fiero”. I gradi d’altronde non mancano per dirigere la finale di un torneo in cui la tecnologia doveva essere protagonista e invece sono esplose le polemiche. Da quelle sui presunti favoritismi per Messi e soci, in particolare in occasione dell’ottavo di finale contro l’Egitto costate l’appellativo di Vargentina, passando a Folarin Balogun – espulso ma riammesso dalla Fifa dopo una telefonata di Trump – fino alle critiche del selezionatore francese a Ivan Barton, arbitro della semifinale che ha visto l’eliminazione dei Bleus a opera della Spagna.
Attacchi che avevano spinto lo stesso Collina, anche in maniera irrituale, a prendere una dura posizione. “Nessuno può mettere in discussione l’integrità di ogni ufficiale di gara dei Mondiali – aveva commentato dopo il caso Balogun difendendo a spada tratta Raphael Claus, criticato da Trump –. E nessuno può sostenere che l’arbitraggio Fifa possa essere influenzato da chicchessia, nemmeno dal presidente. I nostri arbitri sono di assoluto livello”. Che questo sarebbe però stato un Mondiale complicato per i fischietti si era intuito già prima dell’inizio, quando a Omar Artan era stato impedito l’ingresso negli Stati Uniti senza che la Fifa potesse intervenire. “Non possiamo controllare tutto”, si era limitato a dire Infantino.
Un’altra caratteristica di Vincic è l’esperienza. Si tratta del quarto arbitro più anziano di sempre a fischiare l’ultimo atto: bisogna risalire al 1986, forse un buon auspicio per l’Argentina, per trovare l’allora 47enne Romualdo Arppi Filho. Commosso, al momento dell’annuncio, il fischietto sloveno ha parlato di “onore incredibile” e “di un sogno che si realizza. Sono estremamente orgoglioso”, ha detto ricordando che rappresentano la Slovenia “nel più grande evento sportivo al mondo”. Con lui ci saranno infatti Tomaz Klancnik e Andraz Kovacic, al suo fianco per tutta la carriera. Quarto uomo il giordano Adham Makhadmeh, assistente di riserva il connazionale Mohammad Al-Kalaf.