Coppa del Mondo FIFA 2026

Nati rientrata e accolta con moderata euforia

Folla delle grandi occasioni al rimpatrio zurighese dei rossocrociati, che hanno salutato e ringraziato i tifosi

14 luglio 2026
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Ovazioni ripetute per la Nati, sbarcata a Zurigo di rientro dalla Coppa del mondo dopo l'eliminazione subita ai quarti di finale contro l'Argentina. Ma i giocatori – così come in generale i fans – non si sono mostrati eccessivamente euforici per il risultato ottenuto, e anche questo un segno di maturità e di acquisita consapevolezza nel proprio potenziale. Così ha infatti risposto Johan Manzambi, interrogato sulla sua emozionante avventura nordamericana, nella quale è stato eletto ben due volte miglior giocatore del match, prima di infortunarsi e dover guardare da bordocampo le ultime due partite disputate dai suoi compagni: «Ourtroppo mi sono fatto male, ma i miei compagni se la sono cavata lo stesso più che egregiamente». ‘Bene ma non benissimo^recitava in vece un cartello brandito da un tifoso accorso ad accogliere i rossocrociati.

Parle che riflettono il clima che regnava a mezzogiorno martedì sulla Turbinenplatz, 14mila metri quadrati nel cuore di uno dei quartieri più animati di Zurigo. Il pienone c’è comunque stato, e alcuni sostenitori venuto da lontano, per assicurarsi i posti migliori si sono presentati davvero con larghissimo anticipo. Però, come detto, nessuno ha ecceduto con l'euforia. Niente a che vedere, insomma, con quanto riservato ai reduci norvegesi lunedì a Oslo, dove a presentarsi sono state almeno 90mila persone. I vichinghi del resto, al pari della Svizzera, hanno scritto una pagina storica del proprio football, qualificandosi per i quarti di finale. L'accoglienza riservata agli elvetici, insomma, è parsa più un obbligo che qualcosa di realmente sentito fino in fondo.

Dopo l'atterraggio – avvenuto secondo programma alle 10.15 – il clan rossocrociato è stato accompagnato in bus verso un hotel zurighese che sorge presso la Turbinenplatz. Alle 12.15, con un quarto d'ora di ritardo, i primi a salire sul palco sono stati i membri dello staff tecnico al completo. Peter Knäbel, presidente dell'Asf, si è subito rivolto alla folla: «Sono davvero fierissimo del nostro staff. In Canada e negli Usa abbiamo dato tutto ciò che avevamo. E abbiamo sentito che anche voi tutti avete dato il meglio di voi stessi. E dunque, d parte mia, rivolgo a tutti voi un gigantesco applauso. Ci portiamo appresso tutte queste emozioni come fossero una responsabilità per il futuro: vogliamo restare bravi come lo siamo oggi, e magari addirittura migliorare ulteriormente».

In seguito è toccato a Murat Yakin prendere la parola. Il Ct ha dichiarato che... «Avremmo davvero voluto restare in Nordamerica una settimana in più, ma è comunque gradevole poter rimpatriare in queste condizioni, dopo ciò che abbiamo realizzato. E consapevoli di aver regalato motivo di festeggiare a tutti voi tifosi che ci avete seguito da casa. È fantastico che la gente si sia svegliata alle 3 o alle 5 del mattino per seguirci, ci ha provocato la pelle d'oca». Poi i giocatori sono stati chiamati in scena uno dopo l'altro, in ordine du numero di maglia. Grandi applausi sono stati tributati soprattutto a Xhaka, Manzambi e Vargas, ma pure a Embolo. La punta del Rennes, ricordiamo, è stata espulsa contro l'Argentina a causa di una simulazione subito dopo che la Svizzera aveva segnato il gol dell'1-1.

Sceso dall'aereo col cappuccio alzato sul berretto, Embolo sul palco aveva solo il berretto, ma nascondeva gli occhi dietro lenti oscurate. Su uno striscione con 3 cuori disegnati si leggeva ‘Breel, siamo con te, non solo quando vinci. Grazie per il tuo impegno’. Messaggi che avranno fatto del bene al basilese. Lultimo a parlare è stato il capitano Granit Xhaka: «Non era scontato vedervi qui così numerosi. Abbiamo sentito anche da lontano il vostro sostegno. Spero che vi abbiamo reso felici». Il regista del Sunderland ha poi ricordato che, in assenza di autentici fuoriclasse, la Nati ha ovviato con energia ed enorme spirito di gruppo. Questo è proprio ciò che caratterizza la Svizzera. Non è facile capire il valore di quanto abbiamo raggiunto. Lo faremo probabilmente nelle vacanze, una volta allentata la tensione. e stato un buon torneo, possiamo essere fieri di quanto fatto. Con un po‘ di fortuna, avremmo andare ancor più lontano, ma questo fa parte del gioco. Accettiamo tutto quello che ci è capitato».

Infine la squadra ha gettato piccoli palloni alla folla, prima di abbandonare la scena, protetta dalla calca, dopo la mezz'ora passata sul palco. E ora, come detto, spazio a un po’ di meritate vacanze.

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