La dabbenaggine di Embolo lascia i rossocrociati in 10 per oltre 50 minuti. La Svizzera, sconfitta 3-1, termina ai quarti il suo miglior Mondiale

Un primo tempo giocato al di sotto delle proprie possibilità – e una follia di Embolo – hanno purtroppo privato la Svizzera della possibilità di raggiungere la prima semifinale mondiale della propria storia. Ai rossocrociati va comunque riconosciuto il fatto di aver giocato un ottimo secondo tempo, così come da elogiare è stato l'atteggiamento di tutti una volta rimasti in dieci dopo l'espulsione dell'attaccante elvetico, giunta per doppia ammonizione a seguito di una sua scellerata simulazione rivelata dal Var dopo che l'arbitro, in un primo momento, era cascato nel tranello. Nonostante i cinquanta minuti di inferiorità numerica, la Svizzera è riuscita a portare l'Argentina ai supplementari (1-1 al 90‘), ed è crollata soltanto negli ultimi minuti del match.
A Kansas City, in uno stadio occupato al 95% da tifosi albiceleste, Svizzera e Argentina sono scese in campo per il loro quarto di finale sotto una gran cappa di calore. Inizio di match con i rossocrociati a pressare alto e a disturbare la costruzione di gioco dei campioni del mondo in carica, ma la buona impressione destata dagli uomini di Murat Yakin dura poco. Passano pochi minuti (10‘) e i sudamericani sono già in vantaggio: corner di Messi (il secondo consecutivo) e inzuccata vincente di Mac Allister, colpevolmente lasciato troppo libero di colpire da Akanji, Sow ed Embolo. La Svizzera si trova in svantaggio per la prima volta, considerando sia il percorso di qualificazione al Mondiale cominciato lo scorso settembre sia le prime cinque gare disputate nel torneo nordamericano.
La rete subita lascia il segno, tanto che per vedere una reazione elvetica – tiro da lontano di Sow neutralizzato senza patemi dal Dibu Martinez – passa un'altra buona decina di minuti. La Svizzera – benché sia superiore nel possesso palla – viaggia su ritmi troppo lenti, sbaglia con frequenza passaggi e appoggi, e quando non ha la palla tende a ripiegare eccessivamente, spesso commettendo fallo: un atteggiamento che avvantaggia gli argentini, che in simili circostanze vanno a nozze. L'unica fiammata rossocrociata, al 32’, è quando Embolo si presenta davanti al portiere rivale dopo una palla recuperata bene da Ndoye, ma purtroppo perde il tempo e non riesce a calciare. I sudamericani non è che facciano chissà quanto più degli elvetici, ma intanto chiudono il primo tempo in vantaggio.
Nella ripresa, giocata decisamente meglio dai rossocrociati, Ndoye al 50’ – assistito da Embolo – cincischia in mezzo all'area, ritarda la conclusione e viene infine anticipato da un difensore: per fortuna dell'elvetico, l'azione era viziata da fuorigioco, altrimenti la sua titubanza sarebbe stata ricordata per decenni. E poco prima la retroguardia elvetica viene graziata da Molina che, invece di servire il liberissimo Julian Alvarez, decide di concludere in prima persona e ciabatta il pallone abbondantemente sul fondo. L'Argentina qualche errore lo commette pure: il problema è che gli svizzeri non riescono mai ad approfittarne, né in contropiede né con azioni più manovrate. Il più vicino al gol è Ndoye, di testa al 65‘, ma Martinez sventa la minaccia. Il portiere albiceleste si ripeterà pochi secondi dopo su un missile di Xhaka.
Il gol pare ormai nell'aria, e infatti, dopo alcuni minuti di grande pressione, al 67’ la Svizzera trova finalmente un varco nel baluardo argentino: la rete porta la firma di Ndoye, che in diagonale fredda l'estremo difensore avversario. Purtroppo, pochi minuti più tardi, Embolo rovina tutto: in un contrasto con Paredes, va furbescamente a cercare un fallo, e in un primo momento sembra riuscirci, perché l'arbitro sanziona l'argentino con un giallo. Ma poi, rivista la situazione al Var, si vede chiaramente che è lo svizzero ad allungare una gamba per provocare il contatto, e così il direttore di gara ribalta la decisione ed estrae il giallo per simulazione nei confronti di Embolo, che essendo già ammonito deve abbandonare il campo lasciando colpevolmente i compagni in inferiorità numerica. Davvero un peccato, perché – come detto – la Svizzera stava attraversando il suo miglior momento.
All'85‘, Yakin toglie Ndoye, Sow e Rieder per fare spazio ad Amdouni, Widmer e Muheim: il nuovo schieramento, per sopperire alla mancanza di Embolo, inevitabilmente si fa più guardingo, anche perché all'orizzonte si stanno profilando i tempi supplementari, che la Svizzera dovrà giocare in inferiorità numerica, e non è certo il caso di fare gli spavaldi. Al primo dei 9 minuti di recupero, brivido per un destro velenoso di Messi che fa la barba al palo alla sinistra di Kobel. Da segnalare anche la staffetta fra Rodriguez (riacutizzarsi del problema muscolare avvertito nella gara precedente) e Cömert, che giunge al 90+5’. Giusto un attimo prima che venga sancita l'ufficialità dei supplementari, Kobel compie un miracolo sul neoentrato Montiel, che in acrobazia fa partire una conclusione angolatissima sulla quale, come detto, l'estremo difensore svizzero si allunga salvando il risultato e prolungando ancora un po‘ l'avventura elvetica nel torneo iridato.
I prolungamenti, inevitabilmente, sono una specie di assedio argentino, dato che ora i campioni del mondo schierano un numero inimmaginabile di attaccanti: la dabbenaggine Embolo ha lasciato in ambasce tutti i suoi compagni, che ora solo di rado riescono a superare la metà campo. Yakin richiama anche Zakaria – stremato come tutti – per dare minuti a Jashari. L'applicazione dei rossocrociati è encomiabile: chiudono infatti quasi ogni varco dentro e fuori dalla propria area, badando oltretutto a non commettere troppi falli. I primi 15’ di overtime si esauriscono senza danni, ma nel secondo parziale, al 112‘, il fortino elvetico infine crolla: Julian Alvarez da 25 metri infila un diagonale a giro all'incrocio dei pali, dove Kobel – autore di una grande partita – davvero non può arrivare. L'ultma carta del nostro Ct è Vargas, inserito al posto di Freuler: purtroppo la mossa non si rivelerà vincente, perché il risultato si trasformerà addirittura in un 3-1 a favore dell'Argentina, sigillato in contropiede negli ultimi secondi del match dal subentrato Lautaro Martinez.
«In 11 contro 11 credo che avremmo vinto, perché l'espulsione è giunta proprio nel nostro miglior momento», ha detto il Ct Murat Yakin, «Da quel momento, abbiamo dovuto iniziare soprattutto a difenderci, e la partita è ovviamente cambiata. Peccato, siamo usciti dal torneo per colpa di episodi».
«Il cartellino rosso di Embolo ha cambiato il match», commentato il goleador elvetico Dan Ndoye. «Nell'intervallo, ci eravamo detti che avremmo potuto dapprima pareggiare e poi addirittura vincere questa partita, e infatti il piano stava funzionando. Non capisco i motivi del secondo giallo a Embolo. Credo che siamo stati superiori all'Argentina. Il mio pensiero va a tutti i nostri tifosi in Svizzera: abbiamo sentito il loro calore anche a distanza».
La Svizzera – che ha disputato sei partite nel miglior torneo iridato della propria storia – se ne torna a casa sapendo di avere fatto molto, ma pure con la certezza che, non fosse stato per l'alzata d'ingegno di Embolo – che prima di essere espulso aveva passato gran parte della sua partita a scassare i cabasisi all'arbitro invece di preoccuparsi di gestire al meglio i palloni che riceveva – il suo Mondiale sarebbe pure potuto durare un po’ di più. L'Argentina accede invece alla semifinale, dove mercoledì ad Atlanta affronterà l'Inghilterra che ai supplementari, sempre nella notte fra sabato e domenica, ha superato 2-1 la Norvegia. Nell'altra parte del tabellone, invece, a sfidarsi nel penultimo atto saranno martedì Francia e Spagna.
Argentina - Svizzera 3-1 (1-1, 1-0) dts
Kansas City. 69'045 spettatori. Arbitro: Silva Pinheiro (Por).
Reti: 10’ Mac Allister 1-0. 67‘ Ndoye 1-1. 112’ Alvarez 2-1. 121‘ Lautaro Martínez 3-1.
Argentina: Emiliano Martínez; Molina (85’ Montiel), Romero (105‘ Otamendi), Lisandro Martínez, Tagliafico (78’ González); Paredes (110‘ López); De Paul (85’ Lautaro Martínez), Fernández (90‘ Almada), Mac Allister; Messi, Alvarez.
Svizzera: Kobel; Zakaria (96’ Jashari), Elvedi, Akanji, Rodríguez (95‘ Cömert); Freuler (115’ Vargas), Xhaka; Sow (86‘ Widmer), Rieder (86’ Muheim), Ndoye (86' Amdouni); Embolo.