Coppa del Mondo FIFA 2026

La metamorfosi di Nico Elvedi, sprinter ritrovato

Il difensore centrale rossocrociato, nel corso dell'ultimo anno, grazie a un lavoro specifico ha riacquistato la velocità dei bei tempi

9 luglio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Non convocato da Murat Yakin un anni e mezzo fa, oggi Nico Elvedi è diventato uno dei migliori elementi della selezione elvetica alla Coppa del mondo, torneo in cui i rossocrociati si giocheranno l'accesso alle semifinali contro l'Argentina nella notte fra sabato e domenica (alle 3 ora svizzera). Dopo aver neutralizzato le punte colombiane ai quarti di finale, lo zurighese è chiamato a ripetersi – nella sfida più grande della sua carriera – al cospetto di Lionel Messi e degli altri attaccanti dell'Albiceleste.

La sua esclusione della primavera 2025 in occasione delle due amichevoli contro Irlanda del Nord e Lussemburgo era suonata come un campanello d'allarme per il difensore centrale. L'addio alla maglia rossocrociata da parte di Fabian Schär pareva infatti consegnare il futuro nelle mani del pilastro del Borussia Mönchengladbach – squadra di Bundesliga in cui milita ormai dal lontano 2015 –, ma un periodo negativo sia nel club sia in Nazionale lo aveva poi fatto estromettere dal contingente rossocrociato.

Spesso infortunato e qualche volta in difficoltà contro gli attaccanti più veloci, su Elvedi incombevano dunque ombre preoccupanti. Lui, però, è stato in grado di uscire dal tunnel. «Ho modificato molti aspetti della mia vita», spiegava alla vigilia del match contro la Colombia il quasi trentenne (li compirà il 30 settembre). «Ho migliorato l'alimentazione e ho ingaggiato un personal trainer per perfezionare la mia condizione fisica. Tutto ciò mi ha aiutato».

I risultati di questa presa di coscienza, e dei conseguenti cambiamenti di condotta, si sono palesati come meglio non potevano proprio contro Colombia e Vancouver. Dal momento che la Svizzera non riusciva in attacco a esprimersi secondo il suo solito, il grosso del lavoro toccava ai difensori, fra i quali il più brillante è stato proprio Elvedi, capace di respingere moltissime offensive dei cafetéros, anticipando spesso e volentieri Diaz e Suarez. Un vero pompiere, insomma, pronto a estinguere ogni fiammata nemica. Molto più di quanto non abbia fatto Manuel Akanji, tanto per intenderci, e infatti la stampa elvetica in toto non ha esitato ad attribuirgli il miglior voto in pagella.

Al termine di questa ottima prestazione, che ha largamente contribuito alla storica qualificazione ai quarti di finale del Mondiale, Nico ha ricevuto i complimenti di Yakin. «Sono colpito dal percorso intrapreso da Elvedi nell'ultimo anno», ha detto il Ct. «Era fondamentale, per lui, capire di dover cambiare qualcosa nella sua vita. E ora abbiamo conferma che chi investe viene sempre ricompensato».

Un mese fa a San Diego, nei primissimi giorni dell'avventura nordamericana della Nati, il centrale difensivo aveva spiegato a tutti quali variazioni aveva apportato al suo modo di prepararsi. In particolare, aveva elogiato il lavoro svolto con lui da Rolf Fongué, ex velocista svizzero (tre volte campione nazionale sui 100 metri fra il 2010 e il 2019) specializzatosi poi nel coaching dei calciatori, specie nella cura della velocità.

«Sapevo che Noah Okafor stava già lavorando con Rolf, e così l'ho contattato tramite Instagram», aveva raccontato. «All'epoca, pensavo solo di fare un po’ di lavoro specifico durante l'estate, per mantenere la miglior forma. Rolf però mi ha detto che non procedeva così: è abituato infatti a fissare coi suoi ‘clienti’ obiettivi da raggiungere entro un anno».

Lo zurighese di origini grigionesi – la famiglia di Elvedi viene infatti dalla Val Lumnezia – aveva soprattutto un obiettivo: ritrovare quella velocità che, nel corso degli anni, era andato un po’ perdendo. «Non riuscivo più a superare i 32 km/h, così ho deciso che dovevo fare qualcosa. E da quando lavoro con Rolf, infatti, ho recuperato circa 2 km/h», specifica con un certo orgoglio

A 29 anni e mezzo, Nico può ancora diventare il giocatore più veloce della Nazionale? «Non è il mio scopo», afferma. «Ciò che conta per me è soprattutto sentirmi a mio agio sul campo. E da questo punto di vista, noto un netto miglioramento rispetto all'anno scorso». E lo hanno rimarcato anche i tifosi, che fino a qualche tempo fa tremavano nel vedere scattare un attaccante rapido nella zona di Elvedi. Ma ormai l'uomo dalle 72 presenze con la maglia rossocrociata (3 i suoi gol) rappresenta una garanzia quando la palla giunge nella sua zona di competenza.

Elvedi avrà occasione di mostrare i risultati della sua prodigiosa metamorfosi, come detto, nella notte fra sabato a domenica a Kansas City, ben cosciente che comunque contro Leo Messi – capace di nascondersi per 8 minuti per poi riapparire e decidere il match con un colpo di genio dei suoi – la velocità non sarà sufficiente: fondamentale sarà pure la massima concentrazione.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali