Tornato in panchina dopo la scomparsa della madre, Didier Deschamps ha fra le mani una squadra che sembra inarrestabile

“Trovate pure difetti a questa squadra: è qualcosa di positivo. Non dev’essere sempre tutto rose... e fiori”. È in questo modo – anche per stemperare un po’ l’entusiasmo – che il selezionatore della Francia, Didier Deschamps, si è rivolto alla stampa dopo l’esaltante vittoria nei sedicesimi di finale. La partita contro la Svezia ha lasciato a tutti la sensazione che i transalpini (a segno grazie a Barcola e alla doppietta personale di Mbappé) siano inarrestabili. “Abbiamo la capacità di creare molte occasioni. L’unico piccolo rammarico è di non essere riusciti a concretizzarne di più, chiudendo anzitempo i conti”, ha continuato il 57enne che ha vissuto un momento carico di emozione. Quando il numero dieci ha sbloccato le marcature quasi allo scadere della prima frazione di gioco correndo a cingere in un tenero abbraccio il suo allenatore, che nei giorni scorsi era tornato in Francia per la morte della madre.
A livello personale “il gesto di Kylian mi ha colpito molto. È il nostro capitano. La squadra è rimasta unita: hanno fatto quanto serviva quando ero assente. È stato meglio che non ci fossi, sia per me che per loro”. Adesso c’è la sfida con il Paraguay, che alla memoria richiama (sempre a questo stadio della competizione) un altro Mondiale. Quando con Deschamps capitano, i padroni di casa, poi diventati campioni del mondo, riuscirono a superare i sudamericani all’ottavo minuto del secondo tempo supplementare grazie al golden gol di Laurent Blanc. “Se c’è una cosa di cui non parlo con i miei giocatori, sono i risultati che ho racimolato all’epoca. Nel 1998 molti non erano ancora nati o erano troppo piccoli affinché quell’evento avesse un significato per loro. È una squadra molto solida, capace di eliminare la Germania. Per superare il turno dovremo nuovamente giocare alla grande”.