Coppa del Mondo FIFA 2026

Murat Yakin: ‘Siamo perfettamente lanciati’

Ottenuta la qualificazione, i rossocrociati hanno una settimana per preparare il prossimo match. Akanji: ‘Manzambi è un creativo, avremo bisogno di lui’

25 giugno 2026
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Qualificandosi mercoledì alla fase a eliminazione diretta, la Svizzera è entrata in un novero assai ristretto di squadre: fra le formazioni europee, infatti, solo la Francia è riuscita al pari dei rossocrociati a superare sempre il primo turno dal 2014.

Né Spagna né Inghilterra, né tantomeno Portogallo (eliminato ai gironi nel 2014), Germania (subito fuori sia nel 2018 che nel 2022) e Olanda (nemmeno qualificata nel 2018) – per non parlare dell’Italia (assente da ben tre edizioni) sono infatti riusciti a fare altrettanto nel torneo che più conta.

Certo, l’avventura degli elvetici nelle ultime tre edizioni della Coppa del mondo si è poi sempre conclusa già agli ottavi di finale, ma ciò non cambia il dato di fatto: ai grandi appuntamenti non manchiamo più ormai da un bel pezzo. Oltretutto, la selezione guidata da Murat Yakin non si è limitata a superare il primo scoglio, ma lo ha fatto addirittura da prima in classifica, – davanti al Canada padrone di casa –, un exploit che a livello di torneo iridato non le succedeva più dal 2006 (in Germania).

«Finora siamo stati perfettamente all’altezza delle aspettative», ha spiegato il commissario tecnico, ovviamente intenzionato a far dimenticare l’umiliazione subita negli ottavi di finale dal Portogallo quattro anni fa in Qatar, quando i lusitani finirono per sommergerci di gol (6-1). «Abbiamo cominciato bene il torneo, e ora siamo lanciati, dimostrando di possedere ritmo e fiducia nei nostri mezzi. Ora però, ottenuta la qualificazione, vogliamo anche goderci un po’ il momento», ha aggiunto il selezionatore.

Toccherà fare una levataccia

Nei sedicesimi di finale, la truppa elvetica affronterà una delle migliori terze classificate degli altri gruppi di qualificazione. L’avversario potrebbe provenire ad esempio dai gironi G o J, ma nulla – come vedremo più in basso – è ancora deciso con certezza, tutt’altro.

Si sa però che ora avremo diversi giorni per riposare e preparare al meglio il prossimo impegno: torneremo in campo soltanto giovedì 2 luglio, a Vancouver, alle 20 ora locale, vale a dire le 5 del mattino di venerdì per chi seguirà il match in tv dall’Europa, non certo l’ideale. Tornati a San Diego, Manzambi e compagni conosceranno il nome del loro prossimo rivale solo nel corso del weekend (sabato), dopodiché avranno quattro giorni nel proprio campo-base per preparare al meglio la prima sfida a eliminazione diretta. Dopodiché abbandoneranno definitivamente la California, dato che anche l’eventuale ottavo di finale verrebbe disputato a Vancouver, per poi far rotta verso Kansas City nel caso di un ulteriore passo avanti nel tabellone.

Al gruppo toccherà gestire al meglio i prossimi sei giorni senza gare da disputare; qualche giocatore è felice del lungo ‘riposo’, ma altri – come Manuel Akanji – non se sono troppo entusiasti. «Come me, altri miei compagni preferirebbero avere impegni più ravvicinati. Ad ogni modo, starà al Ct decidere quale intensità adottare nei prossimi allenamenti». Yakin dovrà altresì valutare lo stato di ogni singolo atleta, per decidere infine chi schierare nell’11 titolare del prossimo match.

Fra le decisioni da prendere ci sarà ovviamente quella relativa al posto di terzino destro, ruolo svolto fin qui da ben tre uomini: Widmer, Zakaria e Jaquez. E quest’ultimo, lucernese 23enne, pur giocando di solito al centro della retroguardia pare quello fin qui capace di dare maggiori garanzie: da due suoi lanci lunghi sono infatti scaturite le due reti elvetiche contro il Canada ieri.

Anche più avanti, ad ogni modo, bisognerà studiare – e trovare – la formula adatta: Djibril Sow, schierato a destra al posto di Aebischer, non ha commesso troppi errori, è vero, ma il suo apporto a livello offensivo è stato praticamente nullo. Tutto il contrario di Johan Manzambi, risultato di nuovo decisivo con un gol e un assist contro il Canada. Dopo le sue due reti contro la Bosnia Erzegovina, il ventenne ginevrino aveva mostrato di essere divenuto ormai indispensabile per questa squadra, specie come numero 10, ruolo perfetto per lui.

Manuel Akanji ha spiegato molto bene il perché: «Johan è molto creativo, e noi abbiamo bisogno di giocatori capaci di creare qualcosa nei momenti più delicati». L’estro di Manzambi, in effetti, pare ormai imprescindibile, se si vuole avanzare almeno agli ottavi: per quanto ormai habitué del Mondiale, infatti, la Svizzera non è ancora riuscita a superare anche il secondo scoglio.

Il rompicapo dei possibili accoppiamenti

Vincendo il Gruppo B, la Svizzera ha guadagnato come detto il diritto di affrontare una delle 8 migliori terze classificate. Circa il nome della rivale, per ora si sa soltanto che alcune squadre sono più probabili di altre.

Essendoci 12 gironi, esistono ben 495 possibili combinazioni delle otto migliori terze classificate, lo dice la matematica combinatoria. In ciascuna di queste combinazioni, ogni squadra “wild card” è stata precedentemente abbinata alla vincitrice dei gruppi A, B, D, E, G, I, K e L. Questi abbinamenti sono stati scelti arbitrariamente dalla Fifa per minimizzare i problemi logistici. Ad esempio la Svizzera, che ha giocato tutte le sue partite sulla costa occidentale, non verrà mai abbinata alla terza classificata del gruppo C, che ha la propria sede sulla costa orientale.

Secondo le 495 possibili combinazioni, la vincitrice del gruppo B viene abbinata 260 volte alla terza classificata del gruppo G, 190 volte alla vincitrice del gruppo J e le restanti volte alle terze classificate dei gruppi E (26), I (14) e F (4). Ciò significa che, in oltre il 90% dei casi la Svizzera affronterà la terza classificata del gruppo G o J. E ciò restringe dunque, significativamente, le possibilità.

Da notare che nel gruppo G tutte e quattro le squadre – Egitto, Iran, Belgio e Nuova Zelanda – possono ancora arrivare terze, ma non necessariamente con abbastanza punti nel carniere per qualificarsi. L’avversaria più probabile della Svizzera si trova quindi nel gruppo J, dove le principali contendenti sono l’Austria e l’Algeria di Vladimir Petkovic, entrambe con 3 punti prima dello scontro diretto di sabato a Kansas City.

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