Il centrocampista del Sassuolo non soltanto salterà la Svizzera, ma deve pure salutare il torneo. Il tecnico Jesse Marsch: ‘Ho sentito l’osso spezzarsi’

Nonostante abbia conquistato la prima vittoria della sua storia a un Mondiale di calcio, grazie all’incredibile goleada rifilata al povero Qatar, il Canada si vede la festa rovinata dal grave infortunio occorso a Ismael Koné, centrocampista che gioca in Italia, nel Sassuolo, costretto a uscire dal campo in barella, tra le lacrime di alcuni suoi compagni. Il tutto sotto gli occhi del premier canadese Mark Carney, le cui grandi passioni in verità sono l’atletica e l’hockey, soprattutto, visto che da giovane ha anche giocato, a livello universitario, in qualità di portiere, sognando persino una carriera tra i professionisti, ma che per l’occasione si gode la sfida calcistica nello stadio di Vancouver a cui assistono oltre cinquantamila spettatori.
L’episodio incriminato, che gela i tifosi della Foglia d’acero, arriva all’ottavo della ripresa: Madibo entra in ritardo e stende Koné, che rimane a terra, e dopo passaggio dal Var scatta il rosso diretto per il qatariota, visibilmente sconvolto, al pari di diversi altri giocatori in campo, nonché del coach statunitense dei canadesi, Jesse Marsch, che ammetterà ai giornalisti di aver sentito «l’osso spezzarsi».
Ciò che è sicuro, è che per il calciatore del Sassuolo i Mondiali sono andati: anzi, il giocatore è già stato operato, dopo che le analisi avevano diagnosticato la frattura esposta di tibia e perone. Così, contro la Svizzera, mercoledì sera (alle 21), Jesse Marsch dovrà far senza uno dei suoi giocatori più emblematici. Anche se, dopo la goleada dell’altra sera, ai canadesi basterà un pareggio contro i rossocrociati di Yakin per chiudere il girone B in testa (ma anche in caso di sconfitta, avrebbe comunque buone possibilità di approdare ai sedicesimi).