Il leader della Corsa rosa vince in solitaria la Bellinzona-Carì e praticamente ipoteca il successo finale

Uno scatto a metà della salita finale, a circa 6,4 km dal traguardo di Carì, ha permesso a Jonas Vingegaard – già leader della corsa – di incrementare ulteriormente il suo vantaggio nella graduatoria generale e, in pratica, di ipotecare il successo finale nel Giro d'Italia numero 109. Bella e spettacolare la 16a frazione – partita da Bellinzona e transitata anche dalla Valle di Blenio –, che ha visto un'impressionante partecipazione da parte del pubblico, che ha affollato i bordi delle strade in cui la corsa è passata.
A cercare di rispondere all'azione del danese della Visma è stato, per qualche secondo, Felix Gall – terzo della classifica generale alla vigilia di questa tappa –, ma presto ha capito che sarebbe stata una guerra persa, e così, saggiamente, ha evitato di strafare e si è fatto raggiungere dagli inseguitori, anche per avere manforte sugli ultimi tornanti dell'arrampicata da Faido a Carì.
Vingegaard – che in questa edizione del Giro ha vinto tutte e quattro le tappe con arrivo in salita – ha tenuto in giornata (113 km totali) una media di 38,2 km/h (meno di 30 minuti per coprire la salita conclusiva, nuovo record) e sotto lo striscione del traguardo ha preceduto l'austriaco Gall (Decathlon) di 1'09" e l'australiano Jay Hindley (Red Bull) di 1'11".
A cinque frazioni dal termine, ora Vingegaard comanda la classifica con oltre 4 minuti di margine sui più vicini inseguitori: Gall è a 4'03", mentre l'olandese Arensman (Ineos) segue a 4'27".