Calcio

Christian Fassnacht dice addio nel ‘momento più bello’

Il 32enne ha difeso in ben ventiquattro circostanze la maglia rossocrociata, realizzando cinque gol dal suo esordio datato 12 ottobre 2018

(Keystone)
14 settembre 2026
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A una settimana dal primo ritiro stagionale della Svizzera, Christian Fassnacht ha chiuso la (sua) carriera internazionale. Il 32enne di Thalwil ha difeso in ben ventiquattro circostanze la maglia rossocrociata e realizzato cinque gol dal suo esordio datato 12 ottobre 2018 in occasione della Nations League. “Ho scelto di smettere nel momento più bello, anche considerando il mio attuale ruolo in squadra. Quest’estate ho avuto la fortuna di partecipare alla più grande Coppa del mondo e quella di maggior successo nella storia della Nati. È ora di lasciare spazio alle giovani leve”, spiega nel comunicato rilasciato dall’Asf.

E pensare che il suo cammino è stato tutto fuorché ordinario: debutto in Super a metà 2016, a quasi 23 anni, e nemmeno due anni più tardi ha indossato per la prima volta la camiseta della Nazionale maggiore senza passare dalle selezioni giovanili. Un percorso insolito, ma che ha permesso a Fassnacht di conquistare ben cinque titoli nazionali – laureandosi anche capocannoniere della massima serie la passata stagione – e in due occasioni la Coppa Svizzera. È inoltre parte di una ristrettissima cerchia, appena cinque giocatori, che dalla creazione della Super nel 2003 ha toccato quota cento bollature. Nella memoria collettiva, con la maglia della Svizzera, invece rimane impresso per il suo contributo durante i Campionati europei del 2021. E, in particolare, per quell’emozionante ottavo di finale contro la Francia. L’oggi 32enne ha infatti messo piede in campo quando la compagine di Murat Yakin doveva rimontare dal 3-1 a favore dei transalpini, a dieci giri di lancette dalla conclusione dei tempi regolamentari, recuperando due volte palla e innescando le azioni della rimonta.

Fassnacht lascia quindi la Nazionale forte di ben due partecipazioni alla Coppa del mondo e una sulla ribalta continentale. “Sono immensamente grato a tutte le persone che mi hanno accompagnato lungo questo percorso, in primis Murat Yakin e Vladimir Petkovic, ma pure compagni di squadra e membri dello staff: i bei momenti trascorsi assieme, e le grandi esperienze vissute, caratterizzano la Svizzera. È (sempre) stato motivo di orgoglio rappresentare il Paese in cui sono cresciuto, provando a restituire qualcosa”. La sua 24esima e ultima presenza in rossocrociato è datata 24 giugno, quando Xhaka e compagni sconfissero 2-1 i beniamini del pubblico – vale a dire il Canada – nella fase a gironi dei Mondiali nordamericani. L’ultimo sigillo è invece stato a fine maggio a San Gallo, contro la Giordania, proprio durante la preparazione alla suddetta rassegna iridata. “È molto umile, leale. L’incarnazione del giocatore di squadra, che ha sempre dato il massimo delle sue capacità. Merita quindi tutto il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine. Auguro lui ogni bene per il prosieguo della sua carriera nel club», afferma dal canto suo il commissario tecnico.

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