Reduce da una striscia di 5 successi in altrettante partite di campionato, domenica i bianconeri vogliono nuovamente dimostrare di saper soffrire in campo

È un Lugano forte, compatto e ben consapevole della propria forza quello che domenica pomeriggio, da capolista malgrado abbia giocato una gara in meno della più diretta concorrenza, andrà al St. Jakob a sfidare un Basilea che, pur occupando la terza posizione in graduatoria, accusa già cinque lunghezze di ritardo dai bianconeri (potenzialmente otto, considerando appunto la partita che i sottocenerini devono ancora recuperare). Sono cifre che bene illustrano la superiorità mostrata fin qui dalla squadra di Mattia Croci-Torti, autrice di un percorso netto in Super League fatto di cinque incontri e altrettante vittorie, con la miglior difesa del torneo e il secondo attacco più prolifico.
Ciò che più impressiona di questo Lugano è la capacità di soffrire, la disponibilità al sacrificio da parte di tutti, l'abilità nel vincere sia le belle partite sia quelle sporche, contro qualsiasi tipo di avversario e perfino contro le avversità: anche quest'anno infatti, si registra qualche infortunio di troppo, ma finora – per fortuna – le defezioni non si fanno sentire come avveniva nel recente passato, e chi è chiamato a sostituire un compagno in difficoltà non lo fa mai rimpiangere.
Eroe della serata di giovedì – benché i complimenti vadano davvero rivolti a tutti – è stato Albian Ajeti che, sbarcato a Lugano soltanto da poche ore ed entrato in campo da sostituto nella parte finale del match, ha pescato dal cilindro la rete che ha risolto una gara che a tutti pareva destinata a chiudersi a reti inviolate. A proposito, Ajeti arriva proprio da Basilea, avversario domenicale dei bianconeri: avrà voglia di fare un dispetto anche al club che ha smesso di scommettere su di lui? STE