Calcio

Pure la Federazione italiana contro Infantino

L'organo presieduto da Giovanni Malagò si allea ‘alla Uefa così da promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi’

(Keystone)
26 agosto 2026
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Un’altra federazione ha ritirato il proprio sostegno a Gianni Infantino, che nel marzo del 2027 intende ricandidarsi per un altro mandato alla testa della massima istanza pallonara. I recenti sviluppi hanno infatti spinto la Figc a non appoggiare più l’attuale numero uno del calcio mondiale. Una scelta che “esprime in maniera chiara e trasparente la nostra posizione”, che rispecchia quella della Uefa e del suo presidente Aleksander Ceferin, rispetto alle iniziative promosse dalla Fifa in materia di “governance” e “sviluppo delle competizioni”.

Secondo l’organo presieduto da Giovanni Malagò, il pallone “è un’altra storia” rispetto alle proposte lanciate di recente da Infantino. “Continueremo a lavorare a fianco della Uefa e delle altre federazioni europee così da promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi – ha dichiarato il presidente della Figc –. Ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità”. Un modello che fino a questo momento aveva permesso a tutto il movimento di “crescere, innovarsi e non da ultimo difendere i suoi principi fondanti”.

Una presa di posizione diametralmente opposta rispetto a quella dell’ex capitano azzurro Fabio Cannavaro. L’attuale selezionatore dell’Uzbekistan si è infatti unito a una numerosa schiera di vecchie glorie – fra i quali compaiono Javier Zanetti, Pepe e Roberto Carlos – a sostegno del 56enne sottoscrivendo un documento comune di appoggio. Nel corso delle ultime dieci stagioni, affermano, il calcio planetario è migliorato. “I calciatori e le calciatrici sono tornati a essere il centro. Ora hanno una voce, un ruolo concreto. Le nostre opinioni vengono ascoltate: molte iniziative” a beneficio del mondo del pallone sono il risultato diretto “dei nostri contributi”. Da quando Infantino è il presidente della Fifa, concludono, ha svolto “un gran lavoro. Non riconoscerlo sarebbe intellettualmente scorretto, oltre che una grave forzatura”.

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