Calcio

Fin troppo facile per il Lugano a Pristina

Nel ritorno del Q2 di Conference League contro il Dukagjini, i bianconeri si impongono per 5-1; tripletta per Behrens

29 luglio 2026
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Un buon allenamento, senza infortuni e senza spendere troppe energie: questa è stata l'impressione generale al termine di un match che ha visto il Lugano di Mattia Croci-Torti imporsi largamente (5-1) sui kosovari del Dukagjini, dimostratisi molto più deboli di quanto non avessero lasciato intravedere nella gara d'andata, che i bianconeri avevano vinto soltanto per 1-0.

Il campo del Klubi Futbollistik Dukagjini Klinë – capacità 3mila spettatori – non è omologato, e dunque è in un impianto alla periferia di Pristina che il Lugano è andato a giocarsi il ritorno del Q2 di Conference League. Anche lo stadio di riserva, però, non è che sia poi un gioiello. Manca infatti del sistema d'illuminazione, e dunque le squadre scendono in campo a un orario decisamente insolito per le competizioni continentali: alle 16.30, come succedeva ogni tanto negli anni Settanta e Ottanta.

Oltretutto, il terreno è in cattive condizioni e gli spalti (un cantiere aperto) sono deserti: poche centinaia di persone in totale, tutte raggruppate nella tribuna principale; l'unica eccezione è la ventina di fedelissimi e assai goliardici supporter giunti dal Ticino, sistemati in uno spicchio di curva. Se dalla Uefa è ritenuta adatta un'arena come questa, davvero non si capisce come mai i bianconeri, per anni, siano stati obbligati a emigrare oltre Gottardo per poter disputare le proprie gare casalinghe...

Come ci si attendeva, il Lugano (3-5-2) fa la partita già dai primi scampoli di gara e Behrens porta in vantaggio i bianconeri al 6’: il centravanti tedesco, sul lancio di Grgic, scatta forse in fuorigioco ma, mancando ovviamente il Var, la squadra arbitrale – guidata dal ceco Roucek – decide di convalidare. Il raddoppio giunge nel breve volgere di un paio di minuti, quando Zanotti (grande la sua prestazione) crossa per un liberissimo Dos Santos che, da due metri, deve solo appoggiare di testa la palla nella rete difesa dall’improponibile portiere Lekaj, la cui imbarazzante imperizia era già stata notata in lungo e in largo la scorsa settimana all'Ail Arena.

Il doppio margine induce forse i bianconeri ad abbassare la guardia, e infatti – anche qui dopo pochissimi secondi – i padroni di casa dimezzano lo scarto: Von Ballmoos respinge troppo centralmente una conclusione da lontano di Jeudy (che gode di eccessiva libertà), i suoi compagni di retroguardia non sono per nulla lesti a fiondarsi sul pallone, e così è Maliqi (forse offside) a trovare il tap-in vincente.

Attorno al cooling break, da segnalare due pali colpiti dal Lugano: uno, in realtà, è figlio di un retropassaggio non controllato dal solito Lekaj, il quale viene appunto graziato dal legno; l'altro invece è frutto di un tiro in diagonale di Steffen, poco fortunato. Il 3-1 sottocenerino arriva comunque ben prima dell'intervallo, quando Behrens (36’), imbeccato in verticale da Papadopoulos, si fa beffe dell'impacciata coppia di difensori centrali della formazione kosovara e torna a punire il portiere rivale. Le uniche (mezze) occasioni per i kosovari sono determinate dalle disattenzioni del difensore luganese Mai, davvero in giornata-no in marcatura, nelle chiusure e in fase di rilancio.

Nei primi minuti della ripresa, che il Dukagjini approccia con un paio di sostituzioni, si registra la quarta rete sottocenerina: trattasi di goffo autogol di Sinani che, intervenendo su un innocuo cross di Cimignani, svirgola e beffa il proprio compagno Lekaj, per una volta incolpevole. La quintina porta invece la firma di Behrens (tripletta al 58’ per la punta teutonica), che dopo una caparbia azione di Bislimi può segnare la rete più facile del mondo, praticamente dalla linea di porta. Sull'altro fronte, solo un paio di tiri da dimenticare.

All'ora di gioco, triplo cambio per il Lugano: fuori il deludente Mai (per Kelvin), Behrens (dentro Pihlström) e Steffen, che lascia il posto a Moncada, il quale purtroppo si mangia subito un gol facile. Al 70’ viene richiamato in panchina anche Bislimi, rilevato dal giovane Ajdin, cresciuto nel Basilea e proveniente dall'U21 bianconera. Spazio poi anche a Castro – che sulla maglia porta scritto Beckham –, in campo dal 75' al posto di Dos Santos. Per nessuno dei subentranti, ad ogni modo, ci sarà troppa gloria in una partita ormai scolpita e stancamente trascinatasi verso il triplice fischio. Missione compiuta: i bianconeri accedono facilmente al Q3 di Conference League – dove affronteranno il 6 e il 13 agosto Capodistria (Slovenia) o Runavik (Far Oer) – mentre nel weekend affronteranno a Zurigo il Grasshopper.

«Oggi ho visto una squadra seria, malgrado abbiamo concesso qualche occasione agli avversari», ha detto ai microfoni televisivi coach Croci-Torti al termine del match. «Veniamo da tre successi consecutivi, e ciò era importante anche per cancellare il disastroso inizio di stagione dello scorso anno. Vedo grande impegno da parte di tutti, anche di quei giocatori che potrebbero lasciare presto il Lugano. Segno di grande professionalità e attaccamento ai colori. Ringrazio davvero i tifosi, che sono giunti fin quaggiù malgrado un viaggio certo non facile. Negli anni, fra loro e il nostro gruppo si è creato un bel feeling. E ora sotto col Grasshopper, domenica, una squadra difficile da affrontare e contro la quale le mie squadre di recente non hanno mai brillato».

DUKAGJINI - LUGANO 1-5 (1-3)

Reti: 6’ Behrens 0-1, 9‘ Dos Santos 0-2, 10’ Maliqi 1-2, 36‘ Behrens 1-3, 51’ Sinani (autogol) 1-4, 58‘ Behrens 1-5.

DUKAGJINI - Lekaj; Vitor Hugo, Basri, Sinani (65’ Luan), Bardhoku (46‘ Bytyqi); Pefqeli, Gashi, Merlaku (46’ Elezaj); Maliqi, Stevenson, Isufi (65‘ Thaci).

LUGANO - Von Ballmoos; Bichsel, Mai (62’ Kelvin), Papadopoulos; Cimignani, Grgic, Bislimi (71‘ Ajdin), Zanotti; Steffen (62’ Moncada), Dos Santos (71‘ Beckham Castro), Behrens (62’ Pihlstrom).

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