Introdotto nella stagione 2024-2025, il sistema a quattro livelli è criticato da SFL e club ma registra una diminuzione degli episodi gravi
Dall'introduzione, due stagioni fa, del modello a cascata, gli attori statali e quelli del mondo dello sport non nascondono il loro disaccordo su questo strumento volto a prevenire gli episodi di violenza in occasione di partite di calcio in Svizzera. Tuttavia, entrambe le parti riconoscono che in questo ambito occorra compiere ulteriori sforzi.
Presentato il 14 marzo 2024 dalla Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP), questo modello prevede quattro livelli che sono, in ordine, dialogo, maggiore sorveglianza, chiusura di alcune tribune e partita a porte chiuse. "Queste misure rappresentano un importante passo avanti in materia di coordinamento tra le autorità", spiega a Keystone-ATS il segretario generale della CCDGP Florian Düblin.
Il modello a cascata, applicato per il momento solo al calcio professionistico svizzero, è stato immediatamente respinto dalla Federazione calcistica elvetica (Swiss Football League, SFL) e dai club. Essi giudicano tale sistema "inefficace, unilaterale e sproporzionato", poiché mescola "prevenzione e repressione".
Questo modello è in vigore dalla stagione 2024-2025. "Dopo l'applicazione delle misure, si è osservata in generale una diminuzione della violenza e degli incidenti durante le partite", sottolinea Renato Pizolli, responsabile della comunicazione della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). Nonostante il suo scetticismo iniziale, la SFL riconosce "un'evoluzione positiva della situazione di sicurezza, in particolare per quanto riguarda gli incidenti gravi".
A livello di cifre, anche la presentazione elettronica della situazione sportiva svizzera, pubblicata dall'Ufficio federale di polizia (Fedpol), va in questa direzione. Durante la stagione 2023-2024, quando il modello non era ancora in vigore, Fedpol ha registrato 76 partite con episodi di violenza di particolare gravità e 93 con episodi di violenza. La scorsa stagione, queste cifre sono scese a 58 partite con episodi di violenza grave e 86 con episodi di violenza. Secondo Philippe Guggisberg, responsabile della comunicazione della SFL, questo risultato si spiega con "un'interazione di diversi fattori, tra cui il comportamento responsabile della grande maggioranza dei tifosi, come anche il lavoro di prevenzione svolto dai club, dalla lega e dalle autorità".
La Super League, il massimo campionato, ha visto il numero di partite con episodi di violenza di particolare gravità diminuire di sole tre unità nella scorsa stagione, nonostante il sistema a cascata. Secondo Guggisberg, il numero di incidenti è chiaramente in calo, "ma si osserva parallelamente uno spostamento di alcuni episodi dagli stadi ai tragitti di andata e ritorno".
Durante la stagione 24-25, è stato segnalato l'uso di articoli pirotecnici nel 60,5% delle partite di tutte le competizioni, secondo Fedpol. Danni materiali e aggressioni sono stati registrati rispettivamente in quasi il 20% e in poco più del 10% delle partite.
Fedpol rileva inoltre che la maggior parte delle violenze segnalate è da attribuire ai tifosi ospiti. Le infrazioni sono compiute durante i cortei verso lo stadio, durante la partita e nel viaggio di ritorno. "Questa tendenza è stata constatata dalle forze di polizia e si è manifestata durante la seconda parte dell'ultima stagione", dichiara Pizolli. "Le competenze sono chiaramente definite: la sicurezza negli spazi pubblici è di competenza delle autorità. Tuttavia, tutti i club partecipano ai costi legati a tale sicurezza negli spazi pubblici", aggiunge Guggisberg, citando in particolare l'importante contributo fornito nell'organizzazione e nella gestione degli spostamenti dei tifosi.
Con Yverdon, Stade Lausanne-Ouchy e il Losanna, il cantone di Vaud è in prima linea in questa lotta contro la violenza. Il consigliere di Stato responsabile della sicurezza Vassilis Venizelos ritiene che il modello a cascata "debba essere applicato in modo più omogeneo su tutto il territorio, al fine di guadagnare in efficienza e deterrenza".
"Non bisogna dimenticare che questo modello è solo una delle numerose misure adottate per arginare la violenza nel calcio", ricorda la CCPCS. Un parere condiviso dalla SFL, per la quale "l'essenziale rimane identificare in modo mirato i singoli autori e agire contro di loro, rafforzando al contempo la prevenzione e il dialogo".
Condividendo le preoccupazioni delle altre due entità, la CCDGP sottolinea che persistono problematiche strutturali e raccomanda sanzioni mirate nonché una rigorosa applicazione degli strumenti esistenti. In questo contesto, non è da escludere che il dibattito sul biglietto nominativo, già richiesto dalle autorità, torni sul tavolo.