Quattro agenti feriti e un tifoso in codice rosso; ultras chiedono di non giocare, Juve fuori dalla Champions e Toro rimonta da 0-2 a 2-2
Prima di arrivare a questo epilogo, però, è successo il caos dentro e fuori dal campo. Tutto è cominciato nel pomeriggio, intorno alle 17, quando nei pressi dello stadio sono scoppiati violenti scontri. Gli ultras della Juve percorrevano in corteo corso Unione Sovietica, i tifosi del Toro si erano radunati al Filadelfia, altri gruppi granata si stavano spostando dalla curva Maratona. Tutti i percorsi confluivano in piazzale San Gabriele da Gorizia, è qui che si è scatenata la guerriglia: le tifoserie sono venute a contatto, con lacrimogeni e cariche di alleggerimento le forze dell'ordine hanno disperso le due fazioni.
Durante gli scontri sono rimasti feriti quattro agenti e un tifoso della Juve, colpito alla testa e trasportato in codice rosso in ospedale, dove è stato operato e ha ricevuto la visita di una delegazione di ultras del Toro. "Quella che doveva essere una serata all'insegna del calcio e del divertimento, a causa del comportamento irresponsabile e criminale di alcuni, è degenerata in scontri e violenze" ha dichiarato il sindaco, Stefano Lo Russo, che ha espresso "solidarietà agli agenti rimasti feriti mentre erano al lavoro per garantire l'ordine pubblico e vicinanza al tifoso coinvolto nei disordini che ora è in ospedale".
E qui si è aperto l'altro derby, quello dentro allo stadio: la notizia dello juventino in codice rosso fa il giro nel settore ospiti e gli ultras bianconeri chiedono a gran voce di non giocare, posizionandosi sulle balaustre e minacciando l'invasione di campo. Capitan Locatelli cerca di calmare gli animi, le squadre rientrano negli spogliatoi e la stracittadina è stata posticipata alle 21.45, con la contemporaneità delle altre partite della lotta per la Champions ormai saltata. D'Aversa parte con il tandem Simeone-Zapata, Spalletti è senza Yildiz e lo sostituisce con Boga, la sorpresa è tra i pali con Perin che si prende la porta e manda Di Gregorio in panchina. Si gioca però in un clima surreale, perché lo spicchio dedicato ai tifosi della Juve è pressoché deserto e anche la parte centrale della curva Maratona, cuore pulsante del tifo granata, si svuota e di fatto annulla la coreografia prevista.
È la squadra di Spalletti a partire meglio, il derby si sblocca al 24': Thuram trova Vlahovic nel cuore dell'area di rigore, il serbo controlla e anche grazie a una deviazione di Ebosse. Il Toro prova a reagire, ma Perin resta praticamente inoperoso e trema soltanto su una girata di Gineitis che comunque non inquadra lo specchio della porta. I bianconeri vanno negli spogliatoi in vantaggio ma durante l'intervallo arrivano i finali dagli altri campi: il Milan perde, vincono Roma e Como, con Gasperini e Fabregas che volano a braccetto in Champions e condannano Spalletti all'Europa League. Il raddoppio di Vlahovic a inizio ripresa sembra stendere il Toro, che però reagisce e accorcia subito con Casadei. Adams fa esplodere il Grande Torino a 5' con la rete del 2-2, che sarà anche il risultato finale.