In attesa di capire le sorti dell'Acb, i Boys sono tornati a parlare. ‘Non esistono più le condizioni per giustificare una nostra presenza allo stadio’

Questa sera l'Ac Bellinzona chiuderà la sua logorante stagione culminata nella retrocessione in Promotion League. I nodi da sciogliere circa il futuro della società rimangono tuttavia parecchi. Così i B'zona Boys (che lunedì avevano lasciato il campo nella ripresa, facendo calare il Comunale nel silenzio) sono tornati a far sentire la propria voce. Nel comunicato, che proponiamo di seguito in forma integrale, affermano che "al momento non esistono più le condizioni per giustificare una nostra presenza allo stadio".
"Dopo quattro stagioni segnate da gestioni societarie tragicomiche e scellerate, siamo ormai giunti al capolinea. La speranza di poterci finalmente lasciare alle spalle l’infame gestione Bentancur-Martignoni si è subito infranta contro i proclami sconclusionati, le parole al vento e la sconcertante inadeguatezza di Trujillo. Il tutto si è poi facilmente tradotto in debiti, retrocessione e, a questo punto, probabile fallimento.
Anche in questa stagione il nostro gruppo non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, nemmeno di fronte al susseguirsi di prestazioni sportive indecenti che hanno ben presto fatto capire come il destino sportivo dell’Acb fosse segnato. Lo abbiamo fatto con quella follia che caratterizza il nostro amore per la maglia granata, un sentimento capace di farci superare tutte le avversità vissute negli ultimi anni senza mai perdere la rotta.
Lunedì scorso abbiamo però deciso di dare un segnale forte, abbandonando il Comunale all’inizio del secondo tempo. È stata un’uscita di scena pianificata in precedenza e che non ha avuto nulla a che fare con il risultato sul campo, semplicemente l’ennesima scoppola di una stagione catastrofica. Questo per poi cercare delle spiegazioni faccia a faccia con il direttore generale Krasniqi, che non si è sottratto al confronto ma che non è comunque stato in grado di chiarire nulla. Lo scempio vissuto nell’ultima settimana ci ha così spinto a prendere una delle decisioni più difficili e sofferte in oltre vent’anni al seguito dei colori granata, ossia quella di non presenziare alla partita di oggi a Carouge.
Al termine di una stagione dove abbiamo ancora una volta dato tutto per l’Acb, siamo consapevoli che al momento non esistono più le condizioni per giustificare una nostra presenza allo stadio. A bocce ferme troveremo la forza di rialzarci e di esprimerci ancora, ma adesso vogliamo essere noi ad apporre la parola fine a questa miserabile annata. Siamo gli unici che si meritano di farlo perché, oggi più che mai, sappiamo di essere sempre stati dalla parte giusta e di non avere più nulla da dimostrare".