Il tecnico del Real Madrid chiede alla Uefa di non limitarsi agli slogan ma di essere più concreta

L'allenatore del Real Madrid, Alvaro Arbeloa, ha dichiarato martedì, alla vigilia del ritorno dei playoff di Champions League contro il Benfica, che la Uefa ha l'opportunità di fare della lotta al razzismo qualcosa di più di un semplice slogan. Il suo intervento si riferiva alle accuse rivolte al giocatore argentino Gianluca Prestianni.
"Abbiamo una grande opportunità di segnare una svolta nella lotta al razzismo", ha dichiarato in una conferenza stampa in merito alla sospensione provvisoria del giocatore argentino del Benfica annunciata lunedì dalla Uefa, in attesa dell'esito dell'indagine. "La Uefa, che è sempre stata una forte sostenitrice di questa causa, ha l'opportunità di fare di più che limitarsi a offrire uno slogan e un bello striscione prima delle partite", ha aggiunto.
Accusato da diversi giocatori del Real Madrid di aver definito Vinicius Junior una "scimmia", Prestianni nega le accuse. Nonostante la squalifica, ha comunque viaggiato con i suoi compagni di squadra, a dimostrazione del sostegno del club portoghese al suo giocatore. Anche il presidente del Benfica, Rui Costa, ha affermato che l'argentino è "tutt'altro che razzista" e che se lo fosse stato, "non avrebbe potuto giocare per il Benfica".
Arbeloa, interrogato ripetutamente sulla questione, ha ribadito che "nulla può giustificare" un atto razzista, in risposta ai commenti del suo mentore, José Mourinho. L'allenatore del Benfica aveva insinuato che Vinicius avesse provocato inutilmente il pubblico dopo il suo gol della vittoria la scorsa settimana.