Calcio

Al Rheinpark per chiudere al meglio la prima fase

Il Bellinzona giocherà domenica nel Principato sperando di raccogliere punti preziosi per godersi la pausa con una certa serenità

15 dicembre 2023
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Il Bellinzona scende in campo domenica a Vaduz per disputare l’ultima gara della prima fase, e lo farà ovviamente con l’intenzione di rincasare con la posta piena, per chiudere al meglio il girone d’andata e per poter trascorrere la pausa invernale con una certa serenità. L’impresa, sul campo del Principato, non sarà semplicissima – perché di partite facili in questa Challenge League non ce ne sono –, ma è certo alla portata dei granata che, malgrado la sconfitta rimediata mercoledì a Thun nel recupero, da un paio di mesi a questa parte sono riusciti a registrare i meccanismi difensivi e a infilare alcuni risultati utili capaci di riscattare un inizio di stagione che non faceva presagire nulla di buono.

La compagine del Liechtenstein è circa dello stesso livello di quella granata – in classifica è sotto di un paio di lunghezze – ma, al contrario di quanto successo agli uomini di Benavente, nelle ultime settimane è entrata in una serie negativa: non vince infatti dal 22 settembre, cioè la bellezza di 10 partite, periodo nel corso del quale ha raccolto soltanto 6 punti, frutto di altrettanti pareggi. L’ultimo successo il Vaduz – attenzione superstiziosi – lo ha conquistato proprio contro il Bellinzona, al Comunale. Nello stesso lasso di tempo, l’Acb di punti ne ha raccolti invece la bellezza di 18, e dunque – fra le due – è senz’altro la squadra messa meglio.

Risulta alquanto singolare quanto quest’anno la situazione nella capitale sia diversa rispetto alla prima fase della stagione scorsa, quando i granata erano neopromossi nel torneo cadetto. Lo scorso anno, infatti, il campionato era cominciato meglio: fino a metà ottobre i risultati erano stati confortanti, tanto che si parlava addirittura di una possibile promozione nella massima serie. Ma poi il Bellinzona aveva vissuto due mesi (novembre e dicembre) da incubo, con una crisi di risultati che avevano fatto scivolare la squadre nelle ultime posizioni della classifica e che avevano – giustamente – scontentato la piazza. Si credeva, un anno fa, che la pausa invernale potesse portare nuova linfa e un po’ di pace, ma in realtà quando si tornò in campo a fine gennaio non si vide alcun miglioramento. Anzi, l’allontanamento di Baldo Raineri (che aveva a sua volta sostituito Sesa) e l’arrivo di Maccoppi erano coincisi con altri pessimi risultati e avevano portato alla lunga a un serio rischio di retrocessione.

Quest’anno il cammino granata nel girone d’andata si è rivelato in pratica opposto a quanto visto nel 2022-23: inizio più che balbettante, allontanamento di Chieffo (coach dai metodi quantomeno discutibili), insediamento del nuovo staff tecnico spagnolo e arrivo – grazie finalmente a un metodo di lavoro efficace – di una serie prolungata di risultati positivi (2 sole sconfitte in 10 gare) che hanno tolto la squadra dalle sabbie mobili. Certo, anche quest’anno a livello di tranquillità ambientale non tutto è filato liscio – pensiamo ad esempio alla questione del patentino inadeguato di Rosas Montero –, ma il gruppo ha saputo non lasciarsi condizionare dalle vicende burocratiche, relegando gli imprevisti fuori dal campo. E così, a prescindere da come andrà la partita di domenica a Vaduz, quest’anno la pausa sarà vissuta da tutti in maniera assai più rilassata rispetto all’anno passato. La più grande speranza è che – dopo aver calibrato come detto gli equilibri difensivi – nel 2024 i granata possano risolvere anche i problemi in attacco, autentico limite mostrato in questa prima fase dalla compagine di Benavente e Rosas.

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