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18.07.2022 - 19:02
Aggiornamento: 19:21

‘Con la Dinamo Minsk potremmo giocare due volte a Cornaredo’

I bielorussi o l’Hapoel Beer Sheva gli avversari del Lugano in Conference League. Michele Campana e colleghi stanno dunque ‘lavorando sulle due opzioni’

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Nel terzo turno di qualificazione alla seconda edizione della Conference League il Lugano affronterà o l’Hapoel Beer Sheva o la Dinamo Minsk. Israeliani e bielorussi si affronteranno, infatti, tra questo giovedì e il prossimo, nel secondo turno preliminare. In ogni caso i bianconeri disputeranno a Cornaredo l’incontro d’andata (4 agosto), per poi intraprendere la trasferta il giovedì seguente, 11 agosto. Resta solo da capire dove, ma il lavoro del direttore operativo del club Michele Campana prosegue normalmente: «Quando si opera nello sport si impara, in particolare per la logistica e l’organizzazione che mi concernono, a lavorare sulle due opzioni senza pensare troppo. A livello logistico entrambi gli avversari rappresentano una sfida, perché una trasferta in Israele è complicata, ma il vantaggio è che l’abbiamo già intrapresa cinque anni fa, per cui conosciamo club, città e stadio, per cui sarebbe anche bello secondo me rigiocarsela con loro in una rivincita, dopo che allora eravamo stati eliminati di un soffio. Mentre questa volta dovrà per forza uscire un vincitore. L’avversario bielorusso è invece più problematico perché dobbiamo discutere in quanto gli è stato imposto dalla Uefa di giocare al di fuori della Bielorussia e a porte chiuse. Per cui stiamo negoziando con loro l’eventualità di disputare a Lugano anche la partita di ritorno. L’alternativa sarebbe giocare a Novi Sad in Serbia. Per cui c’è molto da lavorare».

Campana è però felice di poter iniziare la sfida sul campo amico: «Da un lato logistico è sempre meglio avere l’andata in casa poiché si ha più tempo per organizzare il viaggio, oltretutto scopriremo il nome del nostro avversario la sera del 28. Anche se sportivamente penso che avere il ritorno in casa sia più vantaggioso, ma ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro».

In ogni caso il rischio di dover intraprendere nuovamente un lungo viaggio, come spesso accaduto con l’Europa League, è tutt’altro che remoto: «Abbiamo fatto trasferte relativamente corte come Malmoe e Copenaghen, oppure Plzen, per cui poteva anche andarci peggio, pensiamo allo Zurigo che è dovuto andare fino in Azerbaigian. Chiaro che un viaggio in Israele sarebbe particolare, anche perché i controlli doganali sono molto lunghi».

Affrontare una compagine bielorussa (nazione alleata alla Russia nel conflitto ucraino) potrebbe rappresentare un’insidia a livello politico? «Non ci siamo ancora chinati sulla questione, noi siamo per tenere la politica e lo sport separati, stiamo parlando di atleti di un club che è costretto a girovagare per l’Europa, dobbiamo assolutamente rispettarli. Anche dopo aver parlato con loro non penso che ci saranno problemi di sicurezza particolarmente elevati».

D’altro canto giocare due volte sul proprio campo è una possibilità assai allettante… «Dobbiamo negoziare le condizioni finanziarie con la Dinamo Minsk, per noi sarebbe un’opzione interessante in quanto ci risparmierebbe un viaggio, che quando si gioca due volte alla settimana può essere d’aiuto alla parte sportiva. E trattandosi di una partita a porte chiuse l’impegno non sarebbe eccessivo».

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