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05.07.2022 - 15:43
Aggiornamento: 16:26

Euro di grandi numeri, la Svizzera punta ai quarti di finale

Inizia domani la fase finale della rassegna continentale. Attesi stadi esauriti (anche Old Trafford e Wembley per la finale). Premi raddoppiati

In un’estate prova di grandi appuntamenti internazionali, con i Mondiali decalati a novembre e dicembre per evitare l’asfissiante caldo qatariota, l’attenzione degli appassionati si concentra sugli Europei femminili, al via mercoledì in Inghilterra. Per la Svizzera si tratta della seconda partecipazione al torneo continentale, ma i favoriti sono altri.

Probabilmente è una coincidenza, ma si adatta bene all’immagine. Mercoledì, Inghilterra e Austria inaugureranno l’Euro a Old Trafford, lo stadio simbolo di una delle squadre più blasonate del mondo (Manchester United), noto anche come "Teatro dei Sogni". E forse più di una giocatrice si sentirà davvero in un sogno quando entrerà in campo e lascerà vagare lo sguardo sugli spalti, con oltre 73’000 tifosi presenti per la partita inaugurale di questo 13° Euro. I biglietti sono stati esauriti in pochissimo tempo. L’Inghilterra, come sempre, ha fame di football, poco importa che sia declinato al maschile o al femminile. Tuttavia, non è sempre stato così. Almeno non per tutti.

Il 26 dicembre 1920 si tenne una partita di beneficenza al Goodison Park di Liverpool. Le donne della fabbrica Dick & Kerr di Preston, che produceva locomotive e tram, affrontarono le donne di St. Helens. Vinsero 4-0, entusiasmando 53’000 spettatori e raccogliendo l’equivalente di 140’000 sterline. Il denaro non era destinato solo ai veterani di guerra, come era accaduto in altre apparizioni della squadra, ma anche ad aiutare la classe operaia.

La federazione inglese (Fa) non apprezzò questo inaspettato entusiasmo per il calcio femminile, motivo per cui appena un anno dopo (5 dicembre) decise di bandire le partite femminili dai suoi campi, ritenendo che il calcio fosse "del tutto inadatto alle donne" e che quindi non dovesse essere "sostenuto". Sarebbero passati 51 anni prima che il divieto venisse revocato.

Wembley pieno in 43 minuti

Data la costante crescita e la crescente popolarità di questo sport negli ultimi anni, tali atti misogini sembrano quasi surreali. Ma anche nel 2022 la Uefa non se la caverà senza qualche nota stonata. La centrocampista islandese Sara Bjork Gunnarsdottir ha criticato l’organizzazione europea che non rispetta il calcio femminile perché, a differenza degli Euro maschili, le partite non si disputano negli stadi più grandi e migliori del Paese. Le islandesi, ad esempio, giocheranno in un campo di allenamento del Manchester City con una capacità di 4’700 persone.

Il direttore del torneo Chris Bryant ha dichiarato ai media inglesi che le sedi hanno dovuto essere scelte già nel 2019 e che, grazie alla crescita degli ultimi anni, il torneo adesso è più grande di quanto la Fa avesse ipotizzato al momento della candidatura: "Abbiamo dovuto fare di necessità virtù, ma avere stadi esauriti non è mai una brutta cosa".

Non solo la partita inaugurale sarà sicuramente giocata con gli spalti pieni, ma anche la finale del 31 luglio a Wembley. Ci sono voluti 43 minuti per vendere tutti gli 87’000 biglietti. Non sorprende che questo Euro, per il quale l’Uefa verserà 16 milioni di euro di premi, il doppio rispetto all’ultima edizione, stabilisca nuovi standard di interesse per gli spettatori. Nel 2017 nei Paesi Bassi era stato venduto il numero record di 274’041 biglietti e quest’anno in Inghilterra sono già stati attribuiti più di 500’000 tagliandi.

Per la Svizzera un sorteggio difficile

In termini sportivi, il torneo propone diversi contendenti per il titolo. La Spagna, con l’eccellente Alexia Putellas, i campioni in carica dell’Olanda, la Svezia, che si è classificata terza alla Coppa del mondo, e la Germania, così come Francia e Inghilterra: è su queste Nazionali che si concentreranno le attese dei bookmaker. Il Paese ospitante, sostenuto dal suo pubblico, spera di poter festeggiare quel titolo continentale sfuggito un anno fa agli uomini. Per la Svizzera si tratta del secondo Campionato europeo dopo quello del 2017, quando fu eliminata al primo turno sotto la guida dell’attuale allenatrice della Germania, Martina Voss-Tecklenburg. Questa volta le ambizioni sono diverse e le giocatrici di Nils Nielsen sognano di raggiungere i quarti di finale. Ma con Svezia e Olanda in gruppo, la Nazionale rossocrociata deve fare i conti con due pesi massimi. E lasciare indietro uno di loro sarà difficile.

Premio massimo di 2,085 milioni di euro

Il montepremi complessivo della competizione è stato aumentato a 16 milioni di euro, rispetto agli 8 milioni del 2017 per l’ultima edizione in Olanda. Di questa somma, 9,6 milioni (60%) saranno divisi in parti uguali tra le 16 squadre qualificate, mentre il resto sarà versato in base ai risultati.

Tutte le squadre riceveranno un minimo di 600’000 euro per la loro partecipazione alla fase a gironi, il doppio rispetto al 2017. Oltre a questo importo minimo, ogni squadra incasserà 100’000 euro in caso di vittoria e 50’000 euro in caso di pareggio.

Un posto nei quarti di finale frutterà 205’000 euro, mentre un biglietto per le semifinali aggiungerà altri 320’000 euro. Il vincitore del torneo riceverà altri 660’000 euro, mentre la Nazionale sconfitta in finale dovrà accontentarsi di 420’000 euro. Se il vincitore finale avrà vinto tutte le partite, riceverà 2,085 milioni di euro.

Bonus per i club

Per la prima volta nel calcio femminile, l’Uefa ha introdotto un bonus di 4,5 milioni di euro per i club che forniscono giocatori per il torneo. Questo meccanismo di compensazione esiste in campo maschile dal 2008.

In concreto, ogni club riceverà 500 euro a giocatore per ogni giorno di convocazione, compresi i dieci giorni di preparazione prima della competizione e un giorno successivo per il viaggio di ritorno, il che garantisce un minimo di 10’000 euro a giocatore per ogni club. In caso di cambio di club entro il 30 giugno, l’importo giornaliero sarà diviso tra i due club in base alla rispettiva durata della clausola, ha dichiarato la Uefa.

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