fc-lugano-ora-spetta-al-club-la-giocata-vincente
CALCIO
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
CICLISMO
4 ore

Comincia il Tour fra sospetti e Covid

Timori vecchi e nuovi attorno alla corsa più famosa al mondo che scatta oggi a Copenaghen
ATLETICA
11 ore

Duplantis vola a 6,16 metri, nuovo record del mondo

A Stoccolma, il pupillo di casa ha strabiliato ancora una volta. Bene Mujinga Kambundji nei 200 e la 4x100 con Ajla Del Ponte
BASKET
11 ore

Una brutta Nazionale battuta a Cipro

Nelle pre-qualificazioni per Euro 25, Svizzera superata 71-63. Ciò nonostante, in caso di vittoria domenica in Irlanda passerebbe al secondo turno
CORSA D'ORIENTAMENTO
12 ore

Argento per Aebersold, diploma per Elena Roos

Ai Mondiali sprint in Danimarca, nella prova individuale la ticinese ha mancato la medaglia per un’indecisione tra il 15.mo e 16.mo punto di controllo.
CALCIO
14 ore

‘A due settimane dal via, siamo sulla strada giusta’

Mattia Croci-Torti soddisfatto del campo d’allenamento di Malles Venosta, nonostante la sconfitta in amichevole con l’Ingolstadt
Formula 1
15 ore

Hamilton: togliere spazio alle voci del passato

Continua la polemica fra il britannico e Nelson Piquet
Hockey
16 ore

Adrien Lauper confermato dai Ticino Rockets

L’attaccante trentaquattrenne militerà un’ulteriore stagione a Biasca
TENNIS
16 ore

Wimbledon indigesto alla Svizzera, anche Golubic a casa

La zurighese, unica elvetica a raggiungere il secondo turno, è stata superata in due set dalla ceca Barbora Krejcikova
Calcio
16 ore

Siebatcheu lascia lo Young Boys

Il capocannoniere dello scorso campionato va all’Union Berlino
Hockey
16 ore

‘Ho la sensazione di poter ricevere un buon minutaggio’

Prime pattinate ad Ambrì per il giovane Valentin Hofer, in arrivo dallo Zugo: ‘Fisico, pattinaggio e tiro sono le mie principali qualità’
TENNIS
20 ore

Il Covid colpisce ancora, Bautista Agut costretto al forfait

Lo spagnolo, semifinalista nell’edizione 2019, aveva superato di slancio il primo turno contro l’ungherese Balazs. ‘Sintomi non gravi, decisione giusta’
Hockey
21 ore

Kevin Fiala firma con i Los Angeles Kings

L’attaccante svizzero, scambiato dai Minnesota Wild, giocherà in California le prossime sette stagioni
Calcio
21 ore

Torna Shaqiri e Chicago ritrova il successo

Buona prova dello svizzero dopo l’infortunio alla coscia
CICLISMO
22 ore

Tour de France, altre perquisizioni alla Bahrain

A Copenaghen gli investigatori passano al setaccio auto e camere d’hotel
calcio
1 gior

‘L’entusiasmo del pubblico può essere la marcia in più’

L’esperienza di Gaetano Berardi al servizio della difesa del Bellinzona. ‘È anche una scelta familiare’.
Tennis
1 gior

Nole in carrozza, Ruud e Kontaveit lasciano Londra

A Wimbledon, il norvegese battuto dal francese Humbert, l’estone (numero 2) rimandata a casa dalla tedesca Niemeier. Domani tocca a Viktorija Golubic
CALCIO FEMMINILE
1 gior

Ultimo test prima dell’Europeo, arriva l’Inghilterra

La Svizzera ospita le britanniche al Letzigrund, nella speranza di far dimenticare la scoppola subita contro la Germania (7-0)
ATLETICA
1 gior

Del Ponte e Petrucciani nei 26 per Eugene

Swiss Athletics ha confermato la selezione per i Mondiali in programma dal 15 al 24 luglio nell’Oregon
Tennis
1 gior

Wimbledon, Raducanu eliminata in 2 set

Ottima prova della francese Garcia
Tennis
1 gior

Golovin: al Roland Garros tutte le ceche avevano il Covid

Ma la Federazione ceca smentisce
PODISMO
1 gior

Parte nel weekend l’intensa estate agonistica dell’Asti

Sabato seconda edizione del Morobbia Trail, domenica il Gp Rossa per il campionato di podismo
CICLISMO
1 gior

Giro d’Italia donne, Elise Chabbey sogna una tappa

Presente anche Caroline Baur, neocampionessa svizzera
Tennis
1 gior

Wimbledon, Djokovic avanza facilmente

Eliminato a sorpresa il norvegese Ruud
CALCIO
1 gior

Nel recupero Durrer firma la vittoria bianconera

Prima amichevole del Lugano nel ritiro di Malles Venosta e successo contro il Kaiserslautern. Domani si replica contro l’Ingolstadt
laR
 
16.05.2022 - 20:19
Aggiornamento: 22:03

Fc Lugano, ora spetta al club la giocata vincente

Dopo il capolavoro di staff e giocatori capaci di conquistare la Coppa, tocca ai nuovi dirigenti trovare il mondo giusto per cavalcare l’entusiasmo.

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

E adesso? Adesso è ancora tempo di festeggiare, certo, e lo sarà a lungo per il popolo bianconero, perché un traguardo straordinario come la conquista della Coppa Svizzera e in generale del primo vero trofeo da 29 anni – per quanto il titolo di Challenge League e la conseguente promozione del 2015 abbiano rappresentato uno snodo fondamentale per la storia del club – deve essere festeggiato degnamente. D’altronde, si tratta di uno dei momenti più alti da molto tempo a questa parte di un gloriosa società che negli ultimi anni ha dovuto lottare per sopravvivere, prima ancora che per tornare grande. In questo senso, il trionfo di Berna non può che rappresentare la chiusura del cerchio aperto una decina di anni or sono da Angelo Renzetti e chiusosi solo sulla carta lo scorso settembre con la cessione del club al miliardario di Chicago Joe Mansueto, perché all’atto pratico il vero e meritato punto esclamativo è stato posto domenica al Wankdorf da un Lugano ibrido, un po’ (tanto) renzettiano, un po’ "americano".

Sì perché la pietra miliare piazzata da Croci-Torti e dai suoi ragazzi sta proprio a indicare il prima e il dopo, in una transizione che meglio di così non sarebbe potuta iniziare ma che ora, appunto, tutti non vedono l’ora di vedere come proseguirà. C’è (e non solo da domenica) l’entusiasmo; ci sono i soldi; per la prossima stagione c’è la prospettiva europea; c’è un pubblico che ha battuto un colpo mostrando come il potenziale è ben al di sopra delle tre migliaia scarse di persone che regolarmente animano Cornaredo; c’è un allenatore amato da tutti che ha dimostrato di saperci fare (eccome) anche al di fuori dei "campetti ticinesi, c’è una rosa che a sua volta alle qualità già note ha aggiunto l’aggettivo "vincente"; ci sono dei dirigenti (nominiamo Michele Campana ma idealmente elenchiamo tutti coloro che in questi anni hanno affiancato Renzetti nella sua lotta per la sopravvivenza) che averne, e altri che a tutto ciò stanno aggiungendo ulteriore serietà professionalizzando la struttura. Insomma, ci sono tutte le premesse per fare bene, anzi benissimo, partendo proprio da un trionfo che per dirla alla Martin Blaser, ha messo il vento in poppa al Lugano.

Questione di scelte e di un equilibrio da preservare

A questo punto si tratta quindi più che altro di una questione di scelte, quelle che dovranno effettuare i nuovi dirigenti bianconeri per cercare di sfruttare al meglio le condizioni ideali appena elencate e disegnare la società (e di conseguenza la squadra) del futuro. Partendo proprio dallo spogliatoio, le questioni aperte sono molte e in parte legate. Ci spieghiamo: Croci-Torti, che ha già un contratto per la prossima stagione, ha dimostrato che le sue capacità in panchina vanno ben oltre l’ambito motivazionale – pensiamo solo a cosa si è inventato a livello tattico per la finale, surclassando il suo omologo Peter Zeidler –, ma come più volte sottolineato la vera arma vincente del suo Lugano rimane l’unione e la coesione del gruppo. Snaturarlo troppo significherebbe dover ricreare quasi da zero questa alchimia e rompere un equilibrio al di fuori del quale anche il tecnico momò si ritroverebbe a muoversi per la prima volta, con tutti i rischi del caso. In questo senso il recente rinnovo di capitan Sabbatini è stato un segnale importante, a livello di spogliatoio ancor prima che di campo (siamo comunque sicuri che il 34enne saprà ancora apportare un valido contributo anche sul terreno), ma dall’altra parte della bilancia a pesare non poco sono il possibile ritiro di Maric, l’addio sicuro di Lovric (andrà all’Udinese), quello praticamente certo di Lavanchy e quello probabile di Custodio. Per questi ultimi due, in scadenza, non è stato trovato un accordo, anche se Custodio si è detto disponibile a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative, in quanto desideroso di rimanere a Cornaredo. Starà alla società decidere se farlo o no e questa sarà proprio una di quelle scelte che faranno capire il peso dato dal nuovo corso alla storia recente bianconera (vittoria in Coppa compresa) e alle dinamiche dello spogliatoio.

Saranno invece rivelatrici più che altro delle ambizioni di Blaser, Heitz e soci le scelte che verranno fatte su chi arriverà e soprattutto su chi partirà tra i gioiellini che hanno brillato in particolare in questo finale di stagione. Già perché sono in molti, tra club svizzeri ed esteri, ad aver messo gli occhi sui vari Celar (23 anni e contratto con il Lugano sino al 2025), Saipi (21/2026), Valenzuela (23/2025) e Rüegg (23), con quest’ultimo in prestito dal Verona ma sul quale la società sottocenerina vanta un diritto di riscatto. Elementi valorizzati dal Lugano e dalla vendita dei quali il club potrebbe quindi ricavare immediato plusvalore, ma anche giovani con un potenziale di crescita ancora alto e importanti per l’economia del gioco bianconero. A maggior ragione se si pensa che nella prossima stagione saranno, perlomeno inizialmente, tre le competizioni in cui si cimenterà la squadra, visto che al campionato e alla coppa nazionale grazie al trionfo nell’ex trofeo Sandoz si è aggiunta anche la Conference League. Più precisamente il secondo turno preliminare di un cammino che per raggiungere la fase a gironi della terza competizione per club europea prevede un solo altro turno, il playoff (nel quale entreranno in gioco le eliminate dalle qualifiche di Europa League e ad esempio la quinta classificata di Premier e le settime di Serie A e Liga). Un percorso che rimane quindi difficilissimo, ma non impossibile. Ecco perché sarà importante capire con quale rosa (a livello numerico e qualitativo) il Lugano si presenterà a luglio all’inizio del campionato e ad agosto al primo appuntamento europeo (andata il 4 e ritorno l’11). Quel che è certo è che per la terza volta in sei stagioni il club ticinese sarà presente sul palcoscenico continentale, frutto della vittoria di domenica e dei due terzi posti nella Super League 2016/2017 e in quella 2018/2019. Se a questi aggiungiamo il quarto rango della scorsa stagione, il quinto del 2019/2020 e la situazione nel campionato che sta volgendo al termine (Sabbatini e compagni possono chiudere terzi, quarti o quinti), emerge come dal ritorno nell’élite del calcio elvetico del 2015, solo in due occasioni l’Fcl ha finito la stagione oltre al quinto posto (9o nel 2015/2016 e 8o nel 2017/2018), approdando tra l’altro in finale di Coppa anche nel 2016. Mica male.

A parole le ambizioni ci sono, ora si aspettano i fatti

Come dire che se si parla di ambizioni e della volontà di far crescere ulteriormente il club, il prossimo obiettivo non può che essere lottare per il titolo (e magari proseguire il cammino europeo). Esageriamo: con le giuste mosse a livello di mercato, volte sia a preservare il più possibile l’alchimia all’interno dello spogliatoio, sia ad allargare e rinforzare la rosa a disposizione del Crus, offrendogli ancora più frecce per un arco che come detto ha dimostrato di saper utilizzare con sagacia, questo potrebbe accadere già nella prossima stagione. In fondo, quest’anno uno Zurigo non poi così diverso ha stravinto il campionato, e Basilea e Young Boys sembrano ancora lontane dal ritrovare al proprio interno i giusti equilibri per tornare a essere dominanti come in passato. A settembre, al momento del passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova proprietà, erano stati gli stessi Blaser e Heitz a porre quale obiettivo a breve termine la conquista della Coppa Svizzera e a medio quello del campionato. Messo in bacheca il primo, non si può che passare a inseguire il secondo, sempre che alle parole si facciano seguire i fatti.

Non farlo, vorrebbe dire in un certo senso tradire la fiducia di chi sin da subito ha abbracciato anche il nuovo progetto bianconero. E qui ci riferiamo ai circa 2’800 habitué che in media si presentano a Cornaredo – più che ai 10’000 e passa sostenitori presenti domenica a Berna, la maggior parte dei quali purtroppo giovedì non sarà probabilmente allo stadio per l’ultima partita casalinga della stagione –, ma pure a chi con il proprio voto lo scorso novembre ha dato l’ok alla costruzione del nuovo Polo sportivo degli eventi che comprende il nuovo stadio, imprescindibile per la sopravvivenza (e la crescita) dell’Fc Lugano.

Farlo, significherebbe invece cavalcare la magia creatasi in questi mesi in cui il club cittadino è passato dall’orlo del baratro alla consacrazione sportiva per provare a ricreare un entusiasmo tale da richiamare regolarmente allo stadio almeno parte della marea bianconera – formata da gocce provenienti da ogni angolo del Ticino – di Berna. Dove Croci-Torti e la squadra non hanno sbagliato una virgola, azzeccando praticamente ogni scelta e ogni giocata. Ora tocca al club.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
coppa svizzera fc lugano mattia croci-torti
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved