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laR
 
18.02.2022 - 05:30
Aggiornamento: 16:26

Bignotti avverte il Chiasso: ‘La giovane età non è un alibi’

Domenica riparte la stagione del Chiasso: il direttore generale parla di una squadra ringiovanita ma dalla quale si aspetta maturità

Nicola Bignotti non vuole alibi per il suo Chiasso. A pochi giorni dalla ripresa del campionato di Promotion League (domenica alle 15 al Riva IV contro il Rapperswil) che vede i momò occupare il quarto posto in classifica ma già staccati di ben 17 punti dal leader Breitenrain e di 7 dal Bellinzona, il direttore generale rossoblù mette sul piatto senza giri di parole quello che si aspetta dal gruppo guidato dal tecnico Andrea Vitali, ringiovanito rispetto all’andata ma nel quale proprio a livello di maturità il dirigente italiano vuole vedere un cambiamento. Rispetto alla prima parte di stagione, ma anche a una pausa invernale durante la quale capitan Maccoppi e compagni hanno disputato diverse amichevoli non tutte andate come previsto: dopo l’onorevole sconfitta 1-0 con il Lugano, sono arrivati il ko 3-1 con il Servette U21 (Seconda Lega interregionale), le vittorie con Collina d’oro (Seconda Lega, 2-0) e Locarno (Terza, 3-0) e infine il pareggio 0-0 con il Malcantone (Seconda).

«La preparazione è stata molto lunga e portata avanti tra alti e bassi – afferma Bignotti –. Mi riferisco ad esempio a prestazioni in amichevole non all’altezza delle aspettative, in particolare contro squadre di categoria inferiore, e non penso unicamente alle partite perse. L’approccio mentale deve essere diverso, una squadra come la nostra deve avere sempre una mentalità cannibale, sportivamente parlando. A prescindere dall’avversario bisogna andare in campo con la fame di fare risultato. Ed è una mentalità che va allenata, compreso come detto nelle partite contro formazioni di lega inferiore, che non possono venir approcciate con superficialità come accaduto. Perché poi il rischio è che accada lo stesso anche in campionato e non va bene».

Una sorta di monito lanciato ai giocatori rossoblù dal "dg", per il quale la giovane età non rappresenta una scusante… «La squadra è stata ringiovanita, ma ha sicuramente le qualità per fare un buon girone di ritorno e l’età non può essere una scusa. Se un giovane vuole fare il calciatore professionista e ambisce a categorie superiori, deve come prima cosa avere la giusta mentalità e questo significa anche avere la voglia e la determinazione necessarie, a prescindere dall’età e dagli anni di esperienza alle spalle. Non raggiungere gli obiettivi rappresenta un alibi, sia a livello di squadra sia personale. E noi ci dobbiamo togliere velocemente questo alibi, proprio non lo accetto».

Dal mercato elementi con prospettive ‘interessanti, sta a loro dimostrarlo’

Partiti i vari Abedini (classe ’98), Cinquini (’90), Affoltern (’91), Ronchetti (2003), Correia (’97), la squadra ha accolto i difensori Joseph Junior Ambassa (2002, acquistato dal Servette), Enrico Biancon (2001, in prestito dal Padova), l’esterno offensivo Erduan Smajli (2003, ex giovanili dello Young Boys) e il "jolly" – può giocare difensore centrale, terzino o centrocampista – Lucas Peres (2002 in arrivo dal Vasco da Gama)... «Sono ingaggi che confermano la direzione intrapresa ormai da tempo, ossia di puntare su giovani da valorizzare. Sono elementi con prospettive importanti, noi dovremo metterli nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio ma starà a loro dimostrare quanto valgono e trasformare le aspettative in realtà. Ma questo vale non solo per i nuovi, bensì per tutto il gruppo, che ci aspettiamo lavori sodo e cresca, valorizzando sia il lavoro d’insieme sia i singoli elementi».

Quanto agli obiettivi a livello di classifica, Bignotti si limita ad affermare che «la classifica non è mai frutto del caso, per cui anche stavolta rispecchierà il lavoro svolto. Se sarà buono saremo contenti a prescindere dalla posizione esatta in cui ci troveremo».

A proposito di graduatoria, il nuovo format prevede che dopo i 30 turni di campionato le squadre vengano suddivise – mantenendo punti, gol realizzati e incassati – in tre gruppi: Retrocessione, Piazzamento e Promozione, con quest’ultimo che vedrà le prime sei della classe sfidarsi nuovamente una volta (le migliori 3 disputeranno 3 match su 5 in casa) per stabilire chi verrà promosso in Challenge League (solo la prima classificata)... «Per noi cambia poco ma anche in generale, a maggior ragione se i distacchi rimarranno importanti. Se invece dovessero ridursi, allora gli scontri diretti aggiuntivi potrebbero essere decisivi. In ogni caso alla fine salirà sempre la squadra più forte».

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