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11.02.2022 - 18:15

Zurigo-Lugano è sfida di cartello

A Berna si sfidano Young Boys-Basilea. Bianconeri ‘scarichi’ o sull’onda lunga dell’euforia?

Se “leggiamo” la classifica considerando anche la storia delle società, il match di cartello della 21esima giornata sarebbe Young Boys-Basilea in programma domenica a Berna. Senonché, a ben vedere, c’è un certo Zurigo-Lugano che poco o nulla ha da invidiare alla “classicona” del calcio svizzero, segnato negli ultimi dodici anni dal dominio dei rossoblù prima e dei gialloneri campioni in carica poi. Al Letzigrund va infatti in scena un duello molto affascinante tra la capolista e la quarta in classifica. Quasi una sfida al vertice che vede protagonista – con grande merito – la compagine di Mattia Croci-Torti, distante solo 3 punti dalla terza piazza. Merito di un rendimento eccezionale, di una condizione generale di squadra eccellente e della qualità di conduzione di un tecnico che si sta togliendo tante soddisfazioni. Su tutte, conta quella di aver condotto il Lugano in semifinale di Coppa Svizzera, considerato l’obiettivo stagionale. Ora, gli scenari che si aprono proprio alla luce del passaggio del turno grazie al successo di giovedì a Thun sono due: la squadra accusa il colpo in termini di energie mentali, più che fisiche, e al Letzigrund avrà vita difficile, oppure sullo slancio emotivo di una vittoria pesantissima ancorché sofferta si presenta all’esame della capolista sulla “nuvoletta” dell’euforia che rende tutto possibile, anche il colpo gobbo.

Chiedere di più, a questo Lugano – annunciato l’arrivo dal Rapperswil del 21enne attaccante italiano Alessandro Casciato e il ritorno a Salisburgo del brasiliano Luis Phelipe – è ingeneroso. Un calo di tensione dopo essere riusciti a restare in corsa per la Coppa, con tutto il relativo dispendio di energie che tale sforzo comporta, sarebbe anche legittimo, oltre che comprensibile. A noi piace però pensare che questo Lugano tragga nella fatica mista alla fiducia generata dalle vittorie quelle risorse che sono inevitabilmente venute un po’ meno per rendersi protagonista di una signora prestazione anche domenica.

La vittoria per 3-1 nel derby del precedente turno contro il Grasshopper – era dal 2014 che i due club zurighesi non avevano più un ruolo da protagonista in Super League – ha allungato a otto la striscia di vittorie filate dello Zurigo, capolista di Super League. Una squadra che pratica un calcio piuttosto incostante, con alti e bassi all’interno della stessa partita ma che ha una virtù spiccata nel riuscire a tradurre in tre punti anche queste oscillazioni di rendimento.

Evidentemente sembra essere l’anno buono per una squadra che festeggiò l’ultimo titolo nel 2009 con la direzione tecnica di Bernard Challandes, dopo i due campionati vinti con Lucien Favre nel 2006 e nel 2007 sotto gli impulsi di un centrocampo guidato da Gökhan Inler, Blerim Dzemaili e Xavier Margairaz. 14 vittorie a fronte di soli 4 pareggi e 2 sconfitte costituiscono un ruolino impressionante per una compagine che non respirava da molte stagioni l’aria dell’alta classifica alla quale sembra invece aver fatto l’abitudine. 9 le lunghezze di vantaggio sul Basilea secondo, 10 quelle sullo Young Boys terzo, un divario riconducibile proprio al numero esiguo di pareggi e di battute d’arresto, a un attacco in linea con quello delle due rivali più accreditate e a una difesa non impermeabile (è “solo” la quarta) ma all’altezza della situazione e delle ambizioni di titolo che potrebbero ricevere nuovi impulsi dalla sfida del Letzigrund e dal contemporaneo duello “fratricida” di Berna tra l’Yb e i rossoblù.

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