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18.08.2021 - 21:45
Aggiornamento: 22:29

Dai Chicago Fire a un Lugano ‘on fire’, il sogno di Mansueto

Il nuovo proprietario dell'Fcl si è presentato assicurando ‘rispetto, investimenti e ambizioni’ per un club bianconero che sarà legato ai Chicago Fire

Addosso una camicia blu chiusa fino al penultimo bottone, sul volto un sorriso pacato ma coinvolgente, accompagnato da occhi gentili e penetranti allo stesso tempo, alle spalle due scaffali pieni di libri, una finestra che lasciava intravvedere un po’ di vegetazione e un’altra dalla quale si intrufolavano i raggi del sole mattutino dell’Illinois, quando a Chicago l’orologio segnava le 9.04. «Hello everybody!». È così che alle 16.04 in Svizzera Joe Mansueto ha preso simbolicamente – in realtà i contratti sono stati firmati il 13 agosto – il Lugano dalle mani di Angelo Renzetti, che lo aveva gelosamente ed encomiabilmente custodito e cresciuto per undici anni ma che dopo tante stagioni di sofferenze (più a livello di gestione che sportive) era ormai arrivato al limite, psicologico e finanziario.

«In undici anni di presidenza, questa cessione è la vittoria più importante ma non tanto per me e per l’Fcl, per l’intero Ticino sportivo, perché arriva una proprietà di peso alla quale dico grazie. E benvenuto Joe», ha sottolineato inizialmente Renzetti, che in seguito al momento di ringraziare anche i suoi collaboratori, di chiedere «scusa per i miei errori» e di lanciare un appello per il Polo sportivo («dovrebbe venir realizzato anche solo in onore di Borradori, in caso contrario avremmo fallito come popolo») non è comprensibilmente riuscito a trattenere le lacrime, accompagnate dall’applauso che i presenti al Palazzo dei Congressi hanno tributato al “Près”.

‘Voglio costruire qualcosa di speciale e vi prometto che lo faremo, insieme’

Poi, è andato in scena il “one man show” un po’ atipico di Mansueto, che nella sua apparente timidezza – da non scambiare con insicurezza, anzi – è sembrato tutto fuorché un primattore che vuole prendersi la scena e fare spettacolo. In ogni caso, il “palco” l’imprenditore a stelle e strisce lo ha tenuto in maniera decisamente convincente e coinvolgente, lasciando una prima ottima impressione e la sensazione che oltre che decisa e netta, la svolta per l’Fc Lugano potrebbe essere foriera di grandi soddisfazioni. Dopo una doverosa e sentita partecipazione al lutto cittadino per la scomparsa del sindaco Borradori («so che era molto legato all’Fcl e siamo vicini alla Città e alla popolazione») e dopo aver ringraziato tanto Renzetti (che rimarrà numero uno fino all’ok della Sfl, ormai una pura formalità) e Leonid Novoselskiy (il presidente del settore giovanile dovrebbe rimanere fino al termine della stagione), il nuovo proprietario del club sottocenerino ha parlato di un giorno importante «per me e per la mia famiglia, mia moglie Rita e i miei tre figli», sottolineando però come «l’annuncio di oggi non riguarda me, il Lugano non è mio, è vostro. Io devo guadagnarmi la vostra fiducia e quello che posso dirvi è che voglio continuare a costruire qualcosa di speciale qui e avete la mia parola che lo faremo, ma insieme. Tratteremo il club con rispetto e con lo stile che piace a me, ossia dando fiducia alle persone e lasciandole lavorare in libertà in un ambiente che permetta loro di farlo in modo sereno».

Definendosi un uomo «fortunato» per la crescita «che mai mi sarei aspettato» della Morningstar – piattaforma di informazioni sul mondo dei mercati finanziari che ha fondato nel 1984 e che nel nel 2020 ha fatturato 227 milioni di dollari –, Mansueto ha spiegato come proprio la sua azienda lo abbia in passato avvicinato alla Svizzera «la Morningstar ci ha lavorato per anni», prima che altro lo attraesse verso il nostro Paese… «Diversi fattori hanno contribuito. La Svizzera come Paese, un campionato di calcio molto competitivo, la bellissima città di Lugano. Inoltre, il mio direttore sportivo dei Chicago Fire è svizzero (Georg Heitz, l’ex ds del Basilea entrato a far parte del consiglio di amministrazione dell’Fc Lugano così come Martin Martin Blaser, che lascerà il ruolo di Ceo di Ringier per assumerlo a Cornaredo, mentre Michele Campana formalmente diventerà il nuovo direttore operativo, ndr), così come l’allenatore Raphael Wicky (ex nazionale rossocrociato, ndr). Tutto questo, unito al fatto che Renzetti voleva cedere il Lugano, ha creato un’opportunità che abbiamo colto».

‘Abbiamo l’ambizione di vincere dei trofei e per farlo investiremo’

Citando la sua altra società di calcio, la formazione della Major Soccer League acquistata due anni or sono e nella quale «mi sarei aspettato di investire un tot di tempo ma ne ho messo molto, molto di più dopo, perché mi sono reso conto che amo farlo», il multimiliardario (si parla di oltre 5 miliardi di dollari) ha aperto un capitolo importante, visto che tra l’Fcl e i Chicago Fire ci sarà un filo diretto che dovrebbe legare i due club in maniera paritaria… «È una situazione win-win, avere due squadre su due mercati diversi permette di creare una rete all’interno della quale muovere e bilanciare giocatori, risorse e competenze. Nessuna delle due sarà un farm team dell’altra, non è la nostra visione, saranno sullo stesso livello e con entrambe cercheranno di avere successo sul campo».

A proposito di successo e ambizioni, le parole al riguardo del nuovo numero uno fanno sognare i tifosi bianconeri… «Se possiedi un club di calcio, l’obiettivo non può che essere vincere e la nostra ambizione è quella di portare il Lugano a diventare campione svizzero. Certo è che con grandi società come Basilea e Young Boys, potrebbe volerci del tempo per raggiungere il loro livello, per cui quello è più un traguardo a lungo termine, mentre nel breve ad esempio potremmo avere più chance in Coppa Svizzera. Vincere dei trofei è una prospettiva che eccita me e i tifosi, per cui dobbiamo avere l’ambizione di farlo».

Per riuscirci «vogliamo investire, quanto è ancora difficile dirlo, ma di certo il budget (ora sui 10 milioni di franchi a stagione, ndr) salirà. Così come non venderemo giocatori per racimolare fondi, quelli ci sono. La volontà è di migliorare ingaggiando nuovi giocatori ma anche sviluppando il settore giovanile e i giovani talenti, per questo teniamo molto alla collaborazione con il Team Ticino. Detto ciò, guarderemo anche a livello globale e in questo la collaborazione con i Chicago Fire sarà importantissima. Vogliamo essere un club solido e competitivo e abbiamo bisogno di una squadra che ci permetta di mettere in pratica questa visione».

A chi si domanda se e quanto durerà l’impegno l’amore che sembra già sbocciato tra Mansueto e l’Fc Lugano, l’imprenditore a stelle e strisce risponde che «se guardate la mia storia, capite che dove vado, resto. E investo tempo e denaro in una visione a lungo termine. È il mio stile e lo porterò anche a Lugano».

A parole, tutto bello. Ora serviranno i fatti, nella speranza che al “buon lavoro” che gli auguriamo, tra qualche tempo potremo far seguire un “good job, Joe”.

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