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Calcio
21.06.2021 - 13:00
Aggiornamento: 18:29

Alla fine Renzetti il Lugano se lo tiene

Senza la garanzia finanziaria che ancora manca, niente mini licenza. Il presidente: ‘Tocca ancora a me ma stiamo cercando una soluzione congiunta’

I soldi non ci sono, questo è palese. Quantomeno non tanti quanti ne prevede la garanzia che ancora manca per l'ottenimento della cosiddetta mini licenza che sancirebbe - agli occhi della Swiss Football League - il passaggio di proprietà tra Angelo Renzetti e i due imprenditori  interessati all'acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario dell'Fc Lugano Sa in mano, appunto, al presidente bianconero. Il quale, oltre che presidente, resta anche l'azionista di maggioranza, perché la paventata cessione molto difficilmente avverrà, non nei tempi indicati dalla sedicente nuova proprietà. 

Tanto rumore per nulla, quindi. Il rumore fatto da chi da settimane si professa già nuovo proprietario ma senza cacciare il grano che serve alla finalizzazione di un accordo che a questo punto o salta o slitta a data da stabilire. Il rumore fatto dalle parole dello stesso Renzetti, che di fronte ai tentennamenti dei suoi interlocutori e a promesse che non state mantenute ha fatto cattivi pensieri, arrivando a dire di temere una frode. «Ci siamo sentiti - spiega il numero uno del Lugano -, gli investitori vogliono trovare un altro tipo di accordo, diverso da quello originale, che prevede che il Lugano vada avanti con la mia licenza, che io resti in sella, e che loro fungano da supporto. È una bozza alla quale stanno lavorando. A questo punto Serve una soluzione congiunta, anche per evitare che a rimetterci siano i tifosi e gli abbonati. Questa soluzione che mi auguro di trovare prevede che io mantenga il mio 60 per certo. Spero proprio che si trovi un accordo in tal senso, perché quello che conta è che l’Fc Lugano possa andare avanti. Cercherò naturalmente di tutelarmi, analizzerò quanto hanno da propormi e poi farò le mie valutazioni».

Ma nel frattempo non sono state fatte troppe concessioni a chi, in fondo, ancora non può certo dirsi azionista del Lugano? «Il problema è legato alla mini licenza - spiega Renzetti -. Noi abbiamo dato le firme per la normale amministrazione, non per stipulare contratti con giocatori, allenatori, o per cominciare a gestire la società».

Renzetti parla di collaborazione che vada a beneficio del Lugano: ma se non hanno soldi, cosa portano? Se li avessero, non figurerebbero sulla garanzia che devono sottoporre alla lega per la mini licenza? «Continuano a dire che soldi ne hanno, spero quindi di vederli presto sul tavolo. Quanto alla mini licenza, avevano paura che non gliel'avrebbero concessa. Da mercoledì, la licenza continuerà a essere la mia. Questo potrebbe dar loro più tempo...».

Che ne è, alla luce di questi sviluppi, dei contratti stipulati con l’attaccante Demba Ba e l'allenatore Abel Carlos da Silva Braga? «La soluzione alla quale lavoriamo potrebbe andare proprio in quella direzione: potrebbero assumersi loro l’onere di questi contratti, sarebbe un modo per sostenere la società».

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