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02.07.2020 - 21:380

Puntelli ticinesi allo zoccolo duro granata

Il presidente Paolo Righetti: ‘In questo momento l’Acb ha bisogno di gente che ama l’Acb e lo mette davanti a tutto’’

L’ultima puntata della tribolata passata stagione è coincisa con la sconfitta dell’Yverdon dominatore del campionato, il cui ricorso contro l’interruzione del torneo di Promotion League è stato respinto lo scorso 12 giugno. L’esito, scontato, aveva definitivamente posto fine a un campionato che i vodesi si apprestavano a vincere, azzerato però dall’Asf in seguito alle restrizioni per arginare la pandemia da coronavirus, allora ancora molto rigide.

Archiviata una stagione senza vincitori né vinti, ma con tante vittime, lo sguardo volge già alla prossima. Per il Bellinzona l’inizio ufficiale dello ostilità è avvenuto ieri allo stadio Comunale, dove Valerio Jemmi ha diretto il primo allenamento, sotto gli occhi attenti e interessati del presidente granata Paolo Righetti. «L’esito del ricorso dell’Yverdon - spiega -  era scontato. Ritengo però che il comitato di Prima Lega abbia perso una ghiotta occasione di fare qualcosa di importante per rinvigorire un po’ il nostro campionato che non è certo dei più motivanti. Il tempo per fare dei ragionamenti non mancava, ma si è invece deciso di andare avanti come prima. Confidavo in un aumento delle squadre di Challenge League per dare una possibilità in più alla seconda e alla terza classificata della Promotion League, le cui ambizioni sono invece frustrate dall’unica promozione diretta. Parliamoci chiaro, l’anno prossimo il grande favorito è ancora l’Yverdon, squadra che non ha assolutamente intenzione di abbassare la guardia. Si annunciano ancora più agguerriti di prima, e questo incide parecchio sugli stimoli delle avversarie. Era auspicabile che il comitato di Prima Lega si facesse sentire di più. Noi, ma lo stesso vale per i vodesi e il Rapperswil (anche i sangallesi avevano deposto un ricorso, ndr), siamo stati lasciati in balìa degli eventi, con pochissime informazioni e nessun contatto diretto. I ricorsi di Yverdon e Rapperswil facevano leva anche su queste difficoltà, ed è più che comprensibile. Rappresentiamo società che in questo campionato qualcosa contano. Siamo gli unici tre club con un’infrastruttura praticamente già pronta per la Challenge League».

'Ambiziosi. Ma facendo il passo secondo la gamba'

Posto che l’Yverdon è favorito, il Bellinzona dove si situa nella corsa alla vetta? «Alla luce del contesto storico in cui siamo e delle enormi difficoltà con le quali dobbiamo fare i conti, l’Acb deve rispolverare un motto che ci è rimasto tanto caro, fare il passo secondo la gamba, evitando di commettere l’errore dello scorso anno, quando alzammo troppo l’asticella. Scenderemo in campo per vincere, comunque, ma senza un carico esagerato di pressione. Ciò che più conta, al momento, è che l’Acb è viva e vegeta. In marzo, aprile e maggio abbiamo passato momenti di grande incertezza dal punto di vista finanziario. Le spese erano ingenti, e nel nostro caso non ha giovato che abbiamo disputato in trasferta gran parte delle partite dell’andata, per poi essere costretti a rinunciare agli incassi degli incontri di ritorno cancellati dalla pandemia. Senza dimenticare, poi, le difficoltà di alcuni dei nostri sponsor, a loro volta duramente colpiti dal lockdown. Qualcuno ha già annunciato che ridurrà il proprio contributo, comprensibilmente. Dobbiamo reinventarci, e inventarci qualcosa. Ecco perché stiamo pensando di rilanciare la campagna “Amici del Bellinzona”, già fatta vent’anni fa, con contributo libero. Potrebbe anche diventare lo sponsor principale da stampare sulle casacche della squadra».

Si parte da capitan Magnetti

La pianificazione della prossima stagione è in corso, ma è una strada in salita. «Il budget è difficilissimo da fare, in una situazione così. Nell’ultimo mese era un po’ come sciare di notte nel bosco: non sai cosa ti trovi davanti, navighi a vista, giorno per giorno, le incognite sono tante. Pur con mille difficoltà, stiamo lottando per sistemare le cose. Contiamo di risolvere alcune pendenze entro le prossime settimane. Il lavoro è tantissimo, il tempo è poco. Non pensavo che ci facessero iniziare già a metà agosto. Personalmente, sono un po’ scettico, ma sono pronto anche a farmi sorprendere».

Il primo tassello della rosa 2020/21 è stato capitan Gaston Magnetti. Una scelta simbolica. «Anche perché la scorsa avrebbe potuto essere la sua ultima stagione. Ma lui stesso, motivatissimo, ha detto che non avrebbe voluto finire la carriera in granata in quel modo, senza giocare ancora almeno una partita davanti al suo pubblico. È bello che sia lui la prima pedina attorno al quale costruire la nuova squadra».

Tante conferme, altre in arrivo

Si parte dalle conferme di tasselli importanti. «Con pressoché tutti quelli dello zoccolo duro ticinese - Pelloni, Forzano, Monighetti, Facchinetti, Berera, Quadri, Guarino, Felitti, Italo e Facchin - abbiamo trovato un accordo. Hanno dimostrato grande sensibilità, venendo incontro alle esigenze della società. È stato un gesto molto significativo in un momento per niente facile».  

«Melazzi - prosegue Righetti - è in scadenza, difficilmente possiamo permetterci di confermarlo. Rischieremmo di prendere impegni che non possiamo onorare. L’Acb deve rimanere sana. In entrata, stiamo ancora valutando diversi profili. Li si vedrà presto all’opera, chi per sostenere un provino, chi invece perché saremo riusciti a trovare un accordo. Ci piacerebbe inserire in organico qualche altro giocatore ticinese».

È noto che il bomber Patrick Rossini e Bruno Martignoni, non confermati dal Chiasso, sono profili interessanti, ma nulla è scontato. Anche perché Righetti puntualizza che “in questo momento l’Acb ha bisogno di gente che ama l’’Acb: chi farà parte della rosa e dello staff granata nella prossima stagione dovrà avere bene in chiaro questo concetto, come è chiaro a noi dirigenti che mettiamo l’Acb davanti a tutto”.

Tre settori per l'accesso allo stadio

Un ruolo importante lo può avere la campagna abbonamenti (che partirà alla fine della settimana prossima). «Ci sono ancora troppe incognite, legate soprattutto al numero di spettatori ammessi allo stadio. I quali andrebbero poi divisi in tre settori divisi, per garantire la tracciabilità. Non è una nostra scelta, sono norme che giustamente ci sono state imposte, a tutela della salute. Va da sé che, in base ai limiti ai quali ci dovremo attenere, la priorità per l’accesso allo stadio sarà data agli abbonati».

Eccolo, quindi, un primo piano relativo all’occupazione del Comunale varato dalla società: 300 posti in tribuna, 300 posti spalti lato tribuna (buvette principale), 300 posti spalti fronte tribuna (buvette di legno). Gli altri 100 posti (dei 1’000 ammessi dalle attuali disposizioni federali in materia di assembramento) corrispondono ai giocatori, staff tecnico, arbitri e dirigenti delle 2 squadre impegnate. Maggiori informazioni seguiranno. 

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