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'Dobbiamo vincere le tre partite che restano' (Keystone)
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08.05.2018 - 06:200

Per il Losanna Cornaredo è l'ultima spiaggia

L'attaccante ticinese dei vodesi ospiti giovedì del Lugano non nasconde le difficoltà: 'Dobbiamo vincerle tutte, e sperare che il Sion perda qualche punto'

Tre punti giovedì pomeriggio e per il Lugano la stagione passerà agli archivi, con i suoi aspetti positivi (l’avventura in Europa League, la salvezza) e con quelli negativi (il cambio di guida tecnica, la mancanza di continuità nelle prestazioni, il costante flirtare con la fatidica linea). Ma a tre giornate dal termine della stagione c’è chi sta peggio, molto peggio. Il Losanna, ad esempio, ripartito a Natale con ambizioni non nascoste e attualmente fanalino di coda a sei lunghezze dai bianconeri. Per i vodesi i tre punti in palio giovedì a Cornaredo rappresentano il tubo dell’ossigeno al quale aggrapparsi per continuare a sperare nella salvezza. Ne è cosciente anche Simone Rapp, arrivato nella pausa invernale alla Pontaise portando in dote le 9 reti stagionali segnate con la maglia del Thun, ma fermatosi a due soli centri in undici partite con quella del Losanna... «A questo punto non serve a nulla guardarsi indietro. Fossi rimasto a Thun può darsi che mi troverei nella stessa situazione. Da sportivo sono contento del buon girone di ritorno dei miei ex compagni di squadra, ma ora la mia attenzione è focalizzata sulla salvezza del Losanna. A Natale ho preso una decisione e continuo ad essere convinto della bontà della scelta. Lasciarsi prendere dai dubbi avrebbe quale unico risultato uno spreco di energie in un momento nel quale i serbatoi sono in riserva e vi è un traguardo cruciale da raggiungere».

Se per il Lugano quella dell’Ascensione sarà “la madre di tutte le partite”, «per noi a maggior ragione sarà una sfida da ultima spiaggia. Vincendo i bianconeri si salverebbero, mentre con i tre punti noi rimarremmo comunque in bilico. Si tratterebbe però di un grande passo avanti. Se guardo la classifica mi sembra chiaro come Thun, Grasshopper e Lugano possano contare su un vantaggio abbastanza importante nei nostri confronti. Direi che la lotta rischia di essere ristretta a Losanna e Sion. Purtroppo non abbiamo più a disposizione uno scontro diretto con i vallesani, avendoli già sciupati tutti e due (3-1 al Tourbillon, 0-2 alla Pontaise, ndr), per cui non ci resta che vincere le ultime tre partite e sperare che il Sion perda qualche punto qua e là. Per lo meno, con il cambio dell’allenatore abbiamo ritrovato un po’ di gioco».

Ilija Borenovic ha sostituito Fabio Celestini, tecnico che negli scorsi anni era stato celebrato come uno dei talenti emergenti a livello elvetico. Eppure la squadra mancava di gioco... «Difficile spiegare certe situazioni. Quel che posso dire è che Borenovic ha cercato di semplificare le cose, ci ha riportato ad alcuni concetti basilari del calcio, con un 4-4-2 all’interno del quale ognuno è conscio del lavoro da svolgere. In questo momento, con la classifica che preme, un ritorno alla semplicità penso possa essere la mossa più azzeccata».

Il passaggio delle quote societarie in mano alla multinazionale petrolchimica Ineos, la costruzione del nuovo stadio della Tuilière da 12’000 posti (pronto nel 2019), gli investimenti di mercato dello scorso inverno, l’ambizione di arrivare in Europa nel giro di tre stagioni... Per il club vodese una discesa in Challenge League rappresenterebbe un colpo durissimo: «Assolutamente sì. Per noi, ma per tutto il movimento romando, proprio nella stagione in cui lo Xamax ritrova la Super League e potrebbero esserci tre squadre svizzero-francesi nella massima serie (concentrazione verificatasi soltanto due volte negli ultimi 15 anni, nelle stagioni 2011-12 e 2012-13, ndr)».

A 270’ dalla fine la pressione schiaccia... «Contro lo Zurigo non ho giocato per un guaio muscolare e spero di rientrare a Cornaredo. Ma ho sofferto in tribuna ed è stato più faticoso che scendere in campo. Certo, la pressione c’è, proprio per il discorso sull’importanza per la società di raggiungere la salvezza. Ma dobbiamo imparare a conviverci e trasformare la pressione in carica positiva, perché indietro non possiamo più tornare. Guardiamo avanti, consci di poter vincere tutte le partite e di avere maggiori possibilità di riuscirci se sapremo scendere in campo con la mente libera. Facile a dirsi, meno a farsi quando ogni pallone che ti arriva tra i piedi pesa un quintale...».

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