È un susseguirsi di rilevamenti cronometrici di assoluto spessore alla Weltklasse, dove grazie alle buone condizioni meteo cadono ben due record mondiali

Le ottime condizioni atmosferiche che hanno caratterizzato la serata di Zurigo facevano sperare in rilevamenti cronometrici di tutto rispetto. E il meglio dell’atletica internazionale non ha deluso le aspettative: ben due i record planetari, quello dei 100 metri a ostacoli femminili e quello dei 400 (sempre a ostacoli) maschili. Due ore stellari e che non si ammiravano da parecchio, almeno un decennio. Un meeting, stavolta veramente da Weltklasse, destinato a entrare nei libri di storia. Campionessa olimpica nel 2024, Masai Russell ha infatti tuonato un eccezionale 12”09 in assenza di vento. L’americana, che l’anno scorso aveva già ritoccato il primato nordamericano, ha letteralmente surclassato la concorrenza. A iniziare dalla nigeriana Tobi Amusan, che deteneva il miglior tempo in assoluto, limato di tre centesimi. Da segnalare che Ditaji Kambundji e Annik Kälin hanno chiuso rispettivamente in settima e ottava posizione.
Un’impresa che, appena qualche minuto prima, aveva compiuto anche il brasiliano Alison dos Santos. Nei 400m a ostacoli aveva infatti fermato il cronometro in 45”80, abbassando di 0”14 il primato realizzato il 3 agosto 2021 alle Olimpiadi di Tokyo da Karsten Warholm. Pure lui presente nella mitica serata di Zurigo, ma dovutosi accontentare del secondo posto. Il nativo di San Paolo è scattato a spron battuto, mantenendo un ritmo folle, senza mai vacillare. «È stata una serata incredibile! Non riesco a descrivere a parole quanto successo. Il pubblico e l’atmosfera erano perfetti». Da molte stagioni fra i migliori del pianeta, Dos Santos ha corso il giro di pista della vita firmando il 26esimo record mondiale della Weltklasse. Il suo primo grande titolo è datato 2022 in occasione della rassegna iridata di Eugene, dove ha conquistato l’oro. Dopo ben due bronzi olimpici e un quinto posto mondiale nel 2025, questa sera è arrivata la definitiva consacrazione quale re della specialità.
Da incorniciare pure la prova di Audrey Werro. La più attesa della serata non si è fatta prendere dal nervosismo, correndo per la terza volta in carriera sotto il minuto e 45 secondi. Spinta da Femke Broeders-Bol, la 22enne ha infatti tagliato il traguardo in 1’53"70 abbassando di ben dieci centesimi quel crono stabilito a Parigi a inizio anno sinonimo di primato nazionale. Un risultato che assume contorni ancor più incredibili se pensiamo che la rossocrociata non ha mai perso in stagione. Pare dunque una questione solo di tempo prima che possa riuscire a battere il record mondiale di Jarmila Kratochvilova, questa sera distante circa quattro decimi. Meno pimpante Simon Ehammer, fermatosi a 8,14m nel salto in lungo dove si è imposto il greco Miltiadis Tentoglou (8,45m).
Nell’asta maschile il fenomenale Armand Duplantis ha invece ancora una volta dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Il nativo di Lafayette si è issato fino a 6,25m, nuovo record del meeting, cercando anche lui di ritoccare quello planetario così da battere l’ellenico Emmanouil Karalis. Karalis che ha superato l’asticella posta su a 6,20m, scrivendo anche in questo caso la storia insieme a Duplantis: per la prima volta in assoluto due atleti hanno raggiunto questa misura nello stesso concorso. Una prova di altissimo livello ha caratterizzato pure i 100m femminili. L’oro di Parigi 2024, Julien Alfred, ha corso nell’eccezionale tempo di 10"70 stabilendo il secondo riferimento più veloce nella storia e il nuovo record nazionale. La velocista ha battuto l’americana Melissa Jefferson-Wooden, che ha chiuso la prova con lo stesso tempo, ma cinque millesimi di secondo più lenta. Un fotofinish che segna la prima sconfitta di Jefferson-Wooden dai Giochi parigini. Il podio è stato completato dall’altra statunitense, Sha’Carri Richardson, che ha tagliato il traguardo ben dietro alle due.
I 400 metri a ostacoli femminili hanno invece proposto un finale drammatico: Anna Cockrell si è imposta in 52"13, stabilendo il nuovo record del meeting e la miglior prestazione stagionale mondiale. A lungo si pensava tuttavia che dovesse vincere la slovacca Emma Zapletalova: capace di prendere il comando della corsa fin dalla partenza, e in procinto di prolungare la sua imbattibilità, la campionessa europea di Birmingham è inciampata sull’ultimo (maledetto) ostacolo perdendo il ritmo e terminando sesta. Cockrell ha quindi approfittato della caduta, superando dinanzi a tutta la concorrenza il traguardo. Per capire quanto abbia corso veloce l’americana, basta il confronto diretto: il 52”13 stampato dalla 28enne di Ramon è di ben diciassette centesimi più rapido del personale di Zapletalova (52”30). Alle spalle della vincitrice, che ha dominato la prova, troviamo la connazionale Dalilah Muhammad e la giamaicana Rushell Clayton. Dal canto suo la portoghese Fatoumata Binta Diallo, ai piedi del podio, ha fermato il cronometro in 53”30 realizzando il record nazionale.