Unihockey

TiUh, diverse le novità di inizio stagione

Nuovi stranieri, arrocchi all'interno dello staff tecnico e impegnativi progetti per il futuro nell'agenda dei bellinzonesi

10 settembre 2026
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«Il club esiste da 21 anni, 16 dei quali trascorsi in Lnb, e la mia presidenza dura ormai da 8 anni», ha esordito il presidente del TiUh Massimo D'Alessi presentando alla stampa la nuova stagione agonistica. «Abbiamo affrontato sfide enormi, vivendo belle emozioni, ma pure facendo fronte a qualche difficoltà, come quella del reperimento delle risorse. Però ormai siamo una realtà solida e apprezzata dentro e fuori dal Paese, e il fatto di essere stati votati come miglior squadra ticinese fra tutti gli sport lo scorso anno ci riempie di piacere».

Quali sono i nuovi obiettivi? «Vogliamo confermarci, mettendo sempre nel mirino la crescita sportiva e umana dei giovani: l'anno scorso abbiamo raggiunto le semifinali dei playoff, e speriamo di ripeterci. Ma abbiamo traguardi da raggiungere anche fuori dal campo: la Federazione svizzera ci ha proposto di diventare la società di riferimento (Centro di competenza regionale) per l'intero movimento cantonale entro il 2028-29. È qualcosa che ci inorgoglisce ma che, al contempo, ci pone davanti a ulteriori sfide, perché le nostre mansioni aumenteranno: dovremo infatti occuparci fra le altre cose della formazione degli allenatori, dello scouting a livello cantonale e della gestione della varie selezioni cantonali. Ad ogni modo, la collaborazione con gli altri club presenti sul territorio funziona molto bene, e dunque siamo ottimisti sul futuro dell'unihockey in Ticino. A questo punto, riteniamo inevitabile arrivare prima o poi a una professionalizzazione parziale del club: abbiamo calcolato infatti che le ore di lavoro che tutti noi svolgiamo per la società ammontano almeno a due impieghi a tempo pieno. Ma resta inteso che a impedire che tutto crolli sono i volontari, senza i quali – anima e forza vitale del club proprio come gli sponsor – nulla di tutto ciò potrebbe esistere».

Responsabile tecnico del club è sempre l'ex ambrìpiottese Tiziano Gianini: «I nuovi compiti che toccheranno al club mettono tutti noi di fronte a grandi sfide. Il torneo è molto equilibrato, bisogna restare coi piedi per terra, ma i playoff sono un obiettivo realistico. Per raggiungerlo, abbiamo cambiato qualche pedina. Oggi, con due portieri svizzeri al 100%, possiamo permetterci di avere tre stranieri di movimento, a cominciare dal confermato Lankinen, che garantisce esperienza ed equilibrio. Gli altri due sono invece giovanissimi (uno del 2005, l'altro del 2006) ma vantano già una discreta esperienza: porteranno tanto entusiasmo. Ci sono almeno un paio di squadre ben attrezzate – Basilea e Thun – ma l'obiettivo playoff è alla nostra portata. Da segnalare che, nel corso dell'estate, abbiamo operato un paio di arrocchi all'interno del settore tecnico, ridefinendo alcuni ruoli. Ci rende davvero orgogliosi riuscire a schierare almeno una squadra per ognuna delle categorie esistenti, partendo dai bambini piccoli fino alla prima squadra. Infine, abbiamo rinforzato i rapporti di collaborazione e partenariato in pratica con tutte le altre squadre ticinesi, compreso il Verban, e col quale sarà possibile l'interscambio di giocatori a livello giovanile. Cosa auspichiamo? Soprattutto un miglioramento della situazione a livello di occupazione delle varie palestre sul territorio, che rimane un po' un tasto delicato, visto che non è facile far convivere le esigenze delle scuole e dei vari club sportivi».

Confermato alla guida della prima squadra è il coach Luca Tomatis: «Dopo gli arrocchi nello staff tecnico, cambierà un po’ il modo di lavorare. Inoltre andranno integrati i nuovi stranieri, i quali si stanno peraltro impegnando molto, anche dimostrando di voler davvero imparare l'italiano. Continueremo nell'opera di integrazione dei migliori giovani nella prima squadra. Per ora tutto è andato bene, d'estate abbiamo lavorato duramente malgrado il caldo torrido. Abbiamo buone sensazioni, ricavate anche dall'aver fatto bella figura in amichevole contro squadre di Serie A. Il nostro è un buon livello, ora serve soltanto giocare. Come squadra, non ci basterà arrivare ai playoff: vogliamo farlo chiudendo la regular season fra i primi 4, per poter giocare in casa il primo turno. Ciò non toglie che abbiamo rispetto per tutti gli avversari, che in generale si sono rinforzati».

«Come mentalità, abbiamo fatto altri passi avanti», spiega il vicecapitano Alessandro Tomatis. «Ci siamo allenati bene, anche con 20 o 25 presenti (alcuni dei quali provenienti dall'U21). Vogliamo andare più avanti possibile sia in campionato sia in Coppa». «La scorsa, per me, essendo arrivato solo a stagione inoltrata, è stata un'annata monca», racconta il 35enne finlandese Iiro Lankinen. «Ma quest'anno sono qui dall'inizio, e sarà diverso. Io mi sento ancora giovane, e in grado di dare il mio contributo. Sto imparando l'italiano, e spero per Natale di riuscire a parlarlo decentemente». «Dal primo giorno, qui ci troviamo benissimo», gli fa eco il connazionale Lassi Koivisto (20 anni). «Grazie a tutti per l'accoglienza». Infine Ville Heiska (21 anni, finnico a sua volta). «Ringrazio quelli che mi hanno offerto questa chance. La comunità ci ha accolto molto bene, sento la gente ticinese molto vicina, e molto simile a noi nordici».

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