Nell'ultima giornata della rassegna di Zagabria i rossocrociati si devono inchinare solo alla Gran Bretagna e alla Russia

Dopo l’argento di Lipsia, il bronzo di Zagabria! I rossocrociati hanno conquistato un’altra medaglia europea nel concorso a squadre. A 24 ore dalla cocente finale alla sbarra, in cui è rimasto fuori dal podio a causa di una caduta, Noe Seifert ha mostrato di avere i nervi saldi durante la sua ultima esibizione: sul medesimo attrezzo, ha eseguito un esercizio meno difficile per consentire alla Svizzera d’issarsi ancora una volta sul podio della ribalta continentale. È la terza medaglia (a squadre) dopo il bronzo di Berna nel 2016 e il già citato argento l’anno scorso.
Matteo Giubellini, Florian Langenegger, il ticinese Mattia Piffaretti, Dominic Tamsel e Seifert (242’094 punti) hanno dovuto cedere il passo solo alla Gran Bretagna (246’728) – che si è confermata sul tetto d’Europa per il secondo anno consecutivo – e alla Russia (246’158), che tornava in lizza dopo la squalifica imposta per l’invasione dell’Ucraina. Il portacolori dell’Sfg Chiasso era impegnato in corpo libero (13,700), anelli (13,400), volteggio (12,600) e parallele (13,833). «È incredibile! Non penso che riuscirò a realizzare questa impresa, finché non rientreremo in Svizzera. Sono contentissimo e fierissimo della squadra, ma pure di me stesso: sono infatti stati anni difficile. Ho avuto parecchi contrattempi, infortuni, ma non ho mollato. I sacrifici... sono valsi la pena», ha dichiarato ai microfoni della Rsi.
La ginnastica elvetica continua dunque a ben disimpegnarsi grazie soprattutto a Seifert, seppur abbia lasciato i Mondiali senza medaglie individuali. Bronzo nel concorso generale l’anno scorso, l’argoviese questa volta è rimasto ai piedi del podio. Poi, come accennato, ha fallito la finale alla sbarra. Ha tuttavia chiuso questa rassegna con una nota positiva, che ben fa sperare per la prossima edizione. L’intento sarà di qualificarsi per le Olimpiadi di Los Angeles.