Ad Aquisgrana in cerca del pass per Los Angeles 2028 ma anche per cercare posto sul podio con Steve Guerdat e Martin Fuchs

Aquisgrana, autentica Mecca dell'equitazione, è un luogo che evoca bei ricordi ai cavalieri svizzeri. Undici anni fa, davanti a 50'000 spettatori, vi avevano conquistato il bronzo europeo e ottenuto, al termine di una gara ricca di suspense, la qualificazione per le Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro. Questo tempio degli sport equestri deve portare nuovamente fortuna a Steve Guerdat e compagni, impegnati da mercoledì nei Campionati mondiali.
L’obiettivo della squadra rossocrociata è chiaro: «Vogliamo qualificarci per le Olimpiadi del 2028 a Los Angeles», sottolinea il caposquadra Peter van der Waaij. Per farlo, la Svizzera deve classificarsi tra le prime sette nazioni. Poiché gli Stati Uniti sono qualificati d’ufficio in qualità di Paese ospitante, la situazione è ancora più favorevole e potrebbe bastare anche un ottavo posto.
Qualsiasi risultato diverso da una qualificazione diretta rappresenterebbe una delusione per la Svizzera. La squadra, tuttavia, ne è consapevole. Sia prima di Rio 2016, sia prima di Parigi 2024, aveva mancato una prima occasione e aveva dovuto passare attraverso gli Europei l’anno successivo, come nel 2015, quando si era aggiudicata il biglietto per un soffio.
Ad Aquisgrana, Van der Waaij punta su un mix di grande esperienza e due esordienti a questo livello. Steve Guerdat monterà Dynamix, Martin Fuchs gareggerà con Conner Jei. I due veterani saranno affiancati da Jason Smith su Picobello e da Gaëtan Joliat su Chelsea. Alain Jufer con Chaccoo fungerà invece da riserva.
Con Guerdat e Fuchs, la Svizzera dispone di due cavalieri in grado, in una giornata positiva, non solo di portare la squadra sul podio, ma anche di puntare a una medaglia individuale. Guerdat arriva in Germania forte di una vittoria particolarmente prestigiosa. Dieci giorni fa, il 44enne giurassiano aveva vinto il Gran Premio di Dublino, con un montepremi di un milione di dollari, in sella a Iashin Sitte.
Ai Mondiali, Guerdat ritroverà Dynamix. Con questa cavalla aveva conquistato l’oro europeo nel 2023 a Milano e l’argento olimpico nel 2024 a Parigi. È in buona forma, il suo cavallo ha esperienza nelle grandi competizioni e Guerdat sa comunque come rimanere nelle prime posizioni per diversi giorni durante un campionato.
In un’intervista concessa al Quotidien Jurassien, il campione olimpico del 2012 ha anche assicurato di soffrire meno alla schiena, dopo aver subìto due interventi chirurgici lo scorso anno. "Non sono ancora tornato al 100%, ma va molto meglio. A cavallo va tutto benissimo e, anche fuori dalla sella, va sempre meglio", ha spiegato.
Lo stesso vale per Fuchs. Lo zurighese fa parte dell’élite mondiale da anni e può sempre aspirare a una medaglia nei grandi appuntamenti. Anche lo stadio di Aquisgrana gli si addice: l’anno scorso vi aveva vinto il prestigioso Gran Premio, quella volta con Leone Jei. Ai Mondiali, monterà Conner Jei.
La coppia rossocrociata ha già dimostrato di cosa è capace ai Mondiali del 2018 a Tryon, negli Stati Uniti. Allora Fuchs aveva conquistato l’argento con Clooney e Guerdat il bronzo con Bianca. Queste due medaglie occupano un posto speciale nella storia svizzera dei Mondiali. Nonostante la sua grande tradizione, il bilancio dei cavalieri elvetici ai Campionati del mondo è sorprendentemente scarso. Prima di Tryon, la Svizzera non era mai andata a podio in una gara individuale della rassegna iridata. Anche a livello di squadre, conta una sola medaglia: l’argento conquistato all’Aia nel 1994. Va tuttavia ricordato che questa competizione si svolge solo ogni quattro anni.
Un posto sul podio ad Aquisgrana rivestirebbe quindi un’importanza considerevole. Le possibilità di conquistare medaglie sono concrete, ma la concorrenza è agguerrita. Richard Vogel figura tra i favoriti più spesso citati per l’oro individuale. Il tedesco monterà United Touch e sa bene cosa significhi imporsi nell’immenso stadio di Aquisgrana. A fine maggio, il binomio vi aveva conquistato il Gran Premio.
Anche la Gran Bretagna figura tra i favoriti. I britannici arrivano con una squadra campione olimpica a Parigi, in grado di puntare all’oro sia a squadre che a livello individuale. Ben Maher con Point Break e Scott Brash con Hello Mango sono tra i nomi di spicco. Campione olimpico a Tokyo, Maher vanta una vasta esperienza nei grandi campionati, mentre Brash fa parte dell’élite mondiale da anni.