Nei 346 chilometri di prove cronometrate fra Bisha e Al-Henakiyah il più bravo è Mattias Ekström, che precede Romain Dumas e Carlos Sainz

Nell’undicesima tappa del rally Dakar, ben 346 chilometri di prove cronometrate dipanatisi fra Bisha e Al-Henakiyah, la Ford ha confezionato la tripletta: Mattias Ekström (Raptor T1+ ufficiale) ha chiuso la sua fatica in 2h47’22” precedendo di più di un minuto Romain Dumas (Raptor privata) e di due il compagno di squadra Carlos Sainz. Per il marchio dell’ovale questa edizione della corsa più celebre del pianeta è stata un sali e scendi di emozioni nonché risultati, pagante in termini di successi giornalieri ma non di classifica generale. A conservare la testa è il qatariota Nasser Al-Attiyah (Dacia Sandriders) dinanzi a Nani Roma, attardato di 8’40”, anche lui al volante di una Ford Raptor. Il nove volte campione del mondo Sébastien Loeb ha condotto la sua Dacia in terza posizione a circa dieci minuti dal capofila. Un altro papabile alla vittoria finale, Henk Lategan, ha invece dovuto rinunciare a ogni speranza di raggiungere il podio. Percorsi 140km, il sudafricano è infatti rimasto fermo più di un’ora e mezza complice un problema tecnico alla sua Toyota Hilux del team Gazoo Racing. È riuscito a ripartire, ma il ritardo accumulato ha fatto scivolare Lategan fuori dalla lotta. L’ennesimo ribaltone nei piani alti, insomma.
Dal canto suo l’americano Skyler Howes (Honda) si è imposto per la prima volta in questa edizione del rally Dakar, categoria moto, mettendosi alle spalle di soli 21” il compagno di marca – che l’aveva atteso dopo il rifornimento per sfruttare i bonus di tempo – Adrien van Beveren. Una tappa lunga e selettiva, che ha messo alla prova uomini e mezzi. Pure la generale risulta molto serrata, poiché il team Honda ha strategicamente permesso a Luciano Benavides (Ktm) di prendere il comando provvisorio della corsa e accumulare 23” di margine su Ricky Brabec. Un distacco minimo... A pochi giorni dal traguardo, mai la corsa era stata così equilibrata. Nonostante le pesanti conseguenze dovute alla caduta di mercoledì, leggasi clavicola e sterno fratturati, il campione in carica Daniel Sanders (Ktm) si è comunque presentato al via della tappa chiudendo in tredicesima posizione. Le chance di ripetersi sono quasi nulle, ma l’australiano non ha intenzione di ritirarsi prima della bandiera a scacchi del 17 gennaio quando la Dakar terminerà sulle rive del Mar Rosso. “Non molliamo! Mamma e papà mi hanno insegnato a non mollare, mai. Non mi ritirerò, dunque, finché qualcuno non mi dirà di farlo o mi trascinerà fuori dalla gara”.