ATLETICA LEGGERA
14.10.2022 - 17:41
Aggiornamento: 18:41

In Kenya il triamcinolone sta diventando un caso

Altre due maratonete – Diana Kipyokei e Betty Lempus – sono state sospese per l’utilizzo della sostanza proibita. Nel 2022 fermati per doping 23 keniani

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La maratoneta Diana Chemtai Kipyokei, vincitrice a Boston nel 2021, e la sua connazionale Betty Wilson Lempus sono state sospese provvisoriamente per violazione delle regole antidoping. Lo ha annunciato l’Athletics Integrity Unit (Aiu). I casi provenienti dal Kenya si stanno moltiplicando.

Le due atlete sono accusate di aver alterato le prove e ostacolato il procedimento, in particolare attraverso l’uso di documenti falsi, dopo essere risultate positive nel 2021 al triamcinolone, un glucocorticoide che nel 2011 era ancora consentito in alcune forme, prima di essere completamente vietato nelle competizioni da gennaio.

Diana Chemtai Kipyokei (28 anni) ha vinto la maratona di Boston nell’ottobre 2021, una delle sei maratone "principali", dopo la quale è risultata positiva al triamcinolone. Betty Wilson Lempus (31) ha vinto la mezza maratona di Parigi nel settembre 2021.

Le due sospensioni arrivano tre giorni dopo che anche il loro connazionale Mark Kangogo, vincitore della Sierre-Zinal in agosto, è risultato positivo al triamcinolone. Kipyokei e Lempus sono il ventiduesimo e il ventitreesimo atleta del Kenya a essere sospeso nel 2022: il loro paese è stato inserito nella categoria A delle liste di controllo di World Athletics e dell’Agenzia mondiale antidoping (Ama) dal 2016.

"I casi annunciati oggi fanno parte di una tendenza all’uso di triamcinolone osservata nell’atletica keniota – ha dichiarato l’Aiu in un comunicato –. Dieci atleti keniani sono risultati positivi alla sostanza vietata tra il 2021 e il 2022, rispetto ai due casi del resto del mondo".

Nel 2018 il prodotto si era trovato al centro delle polemiche che avevano coinvolto la squadra di ciclismo Sky (ora Ineos): i parlamentari britannici avevano accusato Sky di aver utilizzato il triamcinolone per migliorare le prestazioni dei suoi corridori, tra cui il vincitore del Tour de France 2012 Bradley Wiggins. All’epoca era una pratica legale, grazie all’aiuto di esenzioni per uso terapeutico, ma non etico, avevano accusato i deputati.

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