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Keystone
Dietro ai sorrisi si celano gli abusi
nuoto sincronizzato
27.06.2022 - 23:58
Ats, a cura di Valdo Baumer

Il nuoto sincronizzato in Svizzera fa i conti con gli abusi

Bufera sul dipartimento gestito da Swiss Aquatics, respingono le accuse ma si dimettono i co-direttori sportivi Markus Thöni e Patricia Fahrni

Il nuoto sincronizzato è in subbuglio in Svizzera dopo una serie di rivelazioni trasmesse lunedì dalla radio e dalla televisione di lingua tedesca. Si tratta di una gestione caotica, di insulti e di "politica degli amici", tra le altre cose.

Dopo le turbolenze in seno alla Federazione svizzera di ginnastica, è ora il turno del dipartimento di nuoto sincronizzato di Swiss Aquatics a essere oggetto di pesanti critiche, secondo quanto riportato e testimoniato dai programmi "10 vor 10" e "Echo der Zeit" della Srf.

Nuotatori come Joelle Peschl (23 anni) hanno rivelato ciò che equivale a un abuso: «Sento che in questo ambiente non sono considerata un essere umano», ha detto la nuotatrice.

‘Condizioni insopportabili’

I nuotatori hanno una serie di reclami di vario genere contro la direzione. In un documento interno in mano ai giornalisti si parla di "caos" e "condizioni insopportabili".

Ladina Lippuner (19 anni), nuotatrice sangallese che ha partecipato ai Campionati mondiali di Budapest la scorsa settimana, ha definito "inaccettabile" il modo in cui viene gestita la pianificazione nel dipartimento in questione. «Non sappiamo quando si svolgeranno i prossimi campi di allenamento. Dobbiamo adattarci "spontaneamente" all’ultimo momento».

Anche Joelle Peschl ha denunciato la parzialità dei giudici della federazione. «Un giudice ci ha detto: mi dispiace, siete stati chiaramente i migliori. Ma ho dovuto favorire gli altri». I giudici distribuiscono sistematicamente i loro punti a favore della squadra o del club a cui sono legati.

In cura psichiatrica

Anche i metodi di allenamento sono stati definiti "insopportabili". Urla, minacce, insulti, commenti sconci, tutto, per non parlare delle restrizioni alimentari. «Molti nuotatori devono andare da uno psichiatra o sottoporsi a psicoterapia», ha dichiarato Delphine Hoffmann, allenatrice ed ex nuotatrice romanda.

Le critiche sono state rivolte soprattutto ai due co-direttori sportivi, Markus Thöni e Patricia Fahrni. I due hanno respinto le critiche, affermando che la collaborazione con i club è stata "costruttiva".

Hanno anche affermato che molti dei fatti sono antecedenti all’assunzione dei loro incarichi nella primavera del 2021. «La salute psicofisica dei nostri atleti è la priorità assoluta. Non tolleriamo abusi», hanno dichiarato Thöni e Fahrni. Pur respingendo le accuse, hanno presentato le loro dimissioni.

Dal mese scorso Swiss Aquatics sta monitorando da vicino il dipartimento interessato e ne sta preparando una ristrutturazione.

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