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tiri liberi
09.02.2022 - 18:20
di Dario ‘Mec’ Bernasconi

Un fischio ‘regalato’ è un chiaro errore volontario

Un metro più lineare delle direzioni arbitrali gioverebbe alla crescita del basket svizzero

Quando si segue una partita il coinvolgimento è su più piani: c’è il lavoro al tavolo, dove si segue la gara e si prendono le note statistiche in tempo reale e gli avvenimenti più salienti, utili alla stesura dell’articolo. Poi c’è l’interazione con il pubblico, in “diretta” con quelli nelle vicinanze e di “passaggio” quando si parla sulle scale o alla pausa principale. Si colgono così anche le impressioni di chi sa farsi coinvolgere al cento per cento, benché poi non sia sempre facile fargli accettare certe decisioni arbitrali e magari spiegarne meglio anche i motivi. Non siamo mai stati teneri con gli arbitri, ma va detto che anche noi abbiamo la nostra opinione su certi fischi e spesso la manifestiamo chiaramente. Il basket è uno sport molto difficile ma, è una mia convinzione, ci sono delle volte in cui gli arbitri si complicano la vita e fanno arrabbiare tutti, dai giocatori agli allenatori, al pubblico. Fino a mettere in discussione le partite stesse. Ora, è difficile attribuire a un fischio l’esito di una gara, se si pensa a quanti ce ne sono in 40 minuti, certamente non meno di un centinaio. Che ne possano scappare di quelli “anomali” ci può stare, che siano decisivi… a volte succede. Se un mio fischio strampalato manda in panca il migliore di una squadra a risultato in bilico a tot minuti dalla fine è diverso di un fischio sbagliato dopo 4 minuti di gioco. Grave è quando si ha l’impressione, e qui uso il punto interrogativo, che ci siano poi, dopo errori pacchiani magari discussi dagli stessi arbitri in un timeout, “fischiate” dette di compensazione. In questo caso è una stucchevole conferma che non ci siamo, che non c’è assunzione di responsabilità per aver sbagliato prima, perché un fischio “regalato” è un chiaro errore volontario. Ecco, vorremmo che non passasse mai questo messaggio. Dicevo prima che ci sono squadre che si lamentano per una o due fischiate quando in partita hanno sbagliato 15 tiri liberi e perso 17 palloni, un’assurdità.

Però non ci è piaciuto constatare in più gare, e ci sono evidenti esempi, quando si usano metri diversi a seconda dei giocatori: se uno è un bravo giocatore esperto ha maggiori possibilità di un giovane che certi contatti non gli vengano fischiati, che i blocchi in movimento gli vengano tollerati, che certi falli diventino antisportivi anziché no. Qui sarebbe bene che il metro fosse più lineare anche perché ciò aiuterebbe il basket stesso a crescere in maniera corretta. E gli arbitri possono direttamente dare una mano, piaccia o no.

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