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laR
 
09.02.2022 - 09:00
Aggiornamento: 19:41

‘Siamo amici, ma solo fuori dal campo’

Il bomber del Verbano Simone Cappiello lancia i quarti di finale di Lnb, con il derby contro il Ticino Unihockey

siamo-amici-ma-solo-fuori-dal-campo
Ti-Press

Con il Regazzi Verbano Gordola che ha concluso la regular season di Lega Nazionale B al quarto posto (con una media punti di 1,714, ovvero 37 punti in 21 partite) e il Ticino Unihockey al quinto (a quota 1,681 punti a partita, o se preferite 38 punti raccolti in tutti e 22 gli incontri in programma), il Ticino unihockeystico vivrà a partire da sabato il primo storico derby nei playoff.

Uno dei protagonisti della stagione sul fronte Verbano è l’ala Simone Cappiello, autore di ventuno gol e sei assist nelle ventuno giornate disputate dai gordolesi (annullata l’ultima contro il Basilea a causa di casi Covid fra i renani): «Già l’anno scorso ero partito bene con quattro reti e un assist, ma poi il campionato era stato interrotto causa Coronavirus dopo appena cinque giornate. Quest’anno abbiamo trovato le linee giuste e sono andato abbastanza bene. Ci speravo nella media di un gol a partita, ma non me l’aspettavo per forza. I duri allenamenti svolti sono stati ripagati. Rispetto all’anno scorso aver potuto giocare ventuno partite è un grosso passo in avanti».

Sulle orme del padre

Cappiello, classe 1999, ha ricevuto in eredità dal padre il seme dell’unihockey: «Lavoro nella ditta di mio padre nell’ambito dell’artigianato tessile, nello specifico per la lavorazione del cuoio. Con l’unihockey ho iniziato a cinque-sei anni, seguendo anche in quel caso le sue orme, lui che è il fondatore dell’Uhc Ascona, società in cui ho colpito le prime palline. Poi, a quindici-sedici anni, sono poi passato nelle giovanili del Verbano, il Drakkar, in collaborazione con lo stesso Ascona e la Gambarognese. Tre stagioni fa ho fatto un anno di pausa per motivi personali, poi ho ricominciato con grande motivazione e posso dire di aver raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato».

Fra le due squadre c’è un rapporto di sana rivalità, ma la battaglia agonistica è garantita. L’equilibrio pure, visto che i due derby in stagione sono finiti di poco nelle mani del Ticino (per 7-6 e 9-6): «Ho diversi amici che militano nel Ticino Unihockey, dai tempi delle selezioni giovanili. Prima della partita ci incontriamo e scherziamo assieme, magari anche sui social, fra i quali anche il loro giovane scorer Pablo Mariotti, ma in campo è come se non ci conoscessimo. Abbiamo voglia di rivincita, perché perdere entrambi i derby di regular season non è proprio bellissimo. Ma sono convinto che nel post-season ci sarà un bel cambiamento. Comunque tutte e due le volte i risultati erano stati abbastanza tirati ed eravamo stati superati solo nel finale. Avere gara 1 in casa è fondamentale, ma sarà importantissimo vincerla per fare un deciso passo in avanti in vista della qualificazione, perché invece perdere un terzo derby consecutivo sarebbe una bella batosta».

Da un punto di vista neutrale intanto questo derby rappresenta un’occasione d’oro per fare pubblicità a uno sport molto più praticato che mediatizzato: «Per il movimento ticinese avere un derby ai playoff può fare solo bene, sperando che tutto resti nei confini della sportività. Può anche essere l’occasione per promuovere il nostro sport che in Svizzera interna è molto più “famoso” che qui. Inoltre, risparmiarci tre ore di trasferta in torpedone è un grosso vantaggio anche da un punto di vista fisico, ma la vera sfida sarà sul piano mentale».

L’“unihockey-spettacolo” del Verbano

Le emozioni si mescolano allora alla determinazione, alla consapevolezza nei propri mezzi alla preparazione e a un po’ di pretattica: «Loro hanno forse un po’ più di pressione, dettata dal fatto di aver vinto i due precedenti ed essere già andati in passato alle semifinali. Comunque nessuna delle prime tre ha scelto il Tiuh come avversaria. E sicuramente avere la garanzia di ritrovare una delle ticinesi in semifinale è un bel traguardo per i due club e anche oltre Gottardo un po’ ci temono. Nei derby non c’è comunque mai una favorita, a non mancare saranno invece le molte emozioni. Un po’ di tensione c’è, ma cerchiamo di rimanere tranquilli e controllare sia le emozioni positive, sia quelle negative».

Simone Cappiello e compagni non intendono di certo lasciare nulla d’intentato: «Siamo pronti e preparati, speriamo di avere un buon supporto dalla tribuna, sono sicuro che in tutte le partite ci sarà una bella cornice di tifo per entrambe le squadre, come di solito accade per le sfide stracantonali. Detto ciò noi siamo determinati a vincere le tre partite necessarie. Sicuramente il fatto di non aver dovuto intraprendere la trasferta di Basilea ci lascia riposare un po’ di più, ma visto che all’andata avevamo vinto noi, il risultato non sarebbe sicuramente stato scontato. Con Jarmo Eskelinen (attivo da inizio stagione nel doppio ruolo di allenatore-giocatore, prendendo il posto sulla panchina locarnese di Michel Betrisey, ndr) abbiamo un gioco fluido e veloce, che a me personalmente piace. Direi che cerchiamo di fare dell’“unihockey-spettacolo”».

Lo spettacolo, a tutti i livelli, è dunque assicurato. L’appuntamento è per sabato al Centro sportivo di Tenero per gara 1 alle 20 e domenica per gara 2 all’Arti e Mestieri di Bellinzona alle 19. La serie si svolge al meglio delle cinque partite, con le ultime tre in programma il 19, 20 e 27 febbraio (sempre alle 20 in punto).

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