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Il presidente dei Lugano Tigers Alessandro Cedraschi
Tiri liberi
30.11.2021 - 15:30
Aggiornamento: 18:38
di Dario Bernasconi

Dal carro di Carnevale al palazzetto dello sport

Il ‘sì’ uscito dalle urne sancisce la realizzazione di una struttura che sarà all’altezza delle esigenze sportive e al passo con i tempi

Lugano avrà il suo palazzetto dello sport. Sembra incredibile ma, dopo circa 46 anni, arriverà fra quattro anni. Scrivo 46, perché nel lontano 1979 si parlava già di questa struttura e dovevano essere Viganello e Federale a costruirlo.

Ricordo che al Carnevale di quell’anno, con altri colleghi e gli allievi delle maggiori della Casa Rossa di Molino Nuovo, avevamo realizzato un carro (l’unico, a dire il vero) con il “palazzetto fantasma”. Già allora era solo nelle fantasie, più che vicino alla realtà. Adesso, invece, è sancito da una votazione popolare, che legittima il tutto. Non sarà solo per il basket, ovviamente; ma a noi interessa che venga costruita una struttura al passo sia con le esigenze sportive, sia con i tempi.

Per il Basket Lugano significa una nuova sfida. Il presidente Alessandro Cedraschi, nel recente passato, ha più volte lanciato appelli a persone e a imprenditori, affinché prendano a cuore la sua causa e cioè riportare i Tigers a un buon livello agonistico, per dare continuità all’immagine sportiva di Lugano come qualche lustro fa. Il coinvolgimento va indirizzato verso persone che hanno voglia d’investire in un progetto, che sia sostenibile e dia visibilità anche a chi investe.

Lugano è una città ricca, inutile nasconderlo; quindi le potenzialità non sono minime. Occorre che si gettino le basi per arrivare a essere pronti a mettere in campo una compagine nel 2025, che sia di nuovo un punto di richiamo per i tifosi e per il pubblico in generale, con una struttura societaria adeguata per fare un salto di qualità. Un palazzetto significa anche gare della Nazionale, incontri internazionali, partecipazione a coppe europee. Sono tutte speranze che stanno alla base di ogni ricostruzione ed è auspicabile che il settore imprenditoriale si prenda a cuore questa possibilità anche per dare un ulteriore senso a questa bella opera.

Nazionale, si spera nei miracoli

L’attualità è invece portatrice di un livello agonistico internazionale di scarso livello e lo si è visto nelle due gare della Nazionale contro l’Austria, dove si è stati sconfitti, e contro Cipro, dove era impossibile perdere. Due prestazioni che hanno messo in evidenza quanto poco ci sia da mettere in campo sia sul piano tecnico sia sul piano fisico. Mancavano Kazadi, M. Mladjan, Grave e anche Jurkovitz contro l’Austria, ma non può essere una scusa. I limiti espressi da più di metà squadra sono stati evidenti e in pratica si sono salvati solo Kovac, Cotture e Portannese: Kozic, Nzege e Fofana possono essere dei buoni cambi ma non certamente in grado di reggere il colpo contro i migliori. Speriamo in qualche miracolo della natura visto che a livello tecnico abbiamo lacune che sono il frutto di un lavoro insufficiente fatto nei club.

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