GINNASTICA
15.09.2021 - 20:52
Aggiornamento: 14.12.2021 - 23:11

Simone e le ginnaste Usa accusano l’Fbi. ‘Vogliamo spiegazioni’

La toccante testimonianza di Biles, Maroney, Nichols e Raisman davanti al Senato dopo gli abusi di Larry Nassar. ‘Qual è il valore di una bambina?’

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Simone Biles, McKayla Maroney, Aly Raisman e Maggie Nichols (Keystone)

Simone Biles, McKayla Maroney, Maggie Nichols e Aly Raisman denunciano l’inazione delle autorità sportive a stelle e strisce e della polizia federale americana, per non aver saputo prevenire le aggressioni sessuali commesse dall’ex medico della Nazionale statunitense Larry Nassar su decine di giovani atlete, e questo per ben due decenni. «Siamo state deluse e adesso ci dovete una spiegazione» ha detto la ventiquattrenne campionessa nativa dell’Ohio, davanti a una commissione del Senato che indaga sui fallimenti dell’indagine. «Ritengo Larry Nassar responsabile di un abuso permesso dalla Federazione di ginnastica degli Stati Uniti e dal Comitato olimpico americano» ha aggiunto Simon Biles al termine di una testimonianza toccante, in cui la plurimedagliata campionessa con voce rotta dall’emozione si è chiesta «Qual è il valore di una bambina?».

Larry Nassar, oggi 58enne, sta scontando l’ergastolo dopo essere stato condannato nel 2017 e 2018 per le aggressioni sessuali su più di 250 ginnaste, la maggior parte delle quali minorenni, commesse durante il periodo in cui lavorava alla Michigan State University e in un club ginnico di Lansing.

La polizia federale di Indianapolis nel mirino

Un rapporto dell’Ispettore generale del Dipartimento di giustizia ha affondato i colpi nei confronti dell’ufficio di Indianapolis dell’Fbi, dove il capo della Federazione di ginnastica, per primo, aveva mosso delle accuse nei confronti dell’ex osteopata, nel luglio 2015. L’indagine tuttavia era stata ben presto chiusa, e c’era voluto un altro rapporto otto mesi più tardi affinché una nuova indagine venisse realizzata.

Anche McKayla Maroney scarica la sua rabbia sull’Fbi. «Non solo non ha indagato, ma quando gli agenti federali hanno finalmente presentato il loro rapporto 17 mesi dopo, hanno travisato ciò che avevo detto», ha accusato l’ormai 25enne ex ginnasta, che era stata aggredita quando aveva soli tredici anni. Falsificando la sua testimonianza, «questi agenti dell’FBI hanno commesso un crimine» ha aggiunto Maroney, denunciando la mancanza di sanzioni prese dal Dipartimento di Giustizia, che a suo dire avrebbe «rifiutato di perseguire quegli agenti».

Un racconto simile a quello di Aly Raisman, la quale aveva deciso nel 2015 di denunciare alla Federazione gli episodi avvenuti cinque anni prima. «Tuttavia – dice la ventisettenne originaria del Massachusetts – l’Fbi ha impiegato 14 mesi per contattarmi, nonostante le mie numerose richieste di poter testimoniare».

La prima a denunciare gli abusi è stata però Maggie Nichols, oggi ventiquattrenne, che davanti alla Commissione ha spiegato di sentirsi «perseguitata dal fatto che anche dopo aver denunciato le mie aggressioni, così tante donne e ragazze hanno continuato a soffrire». Dopo le vittime, la commissione del Senato statunitense ascolterà il direttore dell’Fbi Christopher Wray e il capo dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, Michael Horowitz.

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