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TOKYO 2020
02.09.2021 - 13:080
Aggiornamento : 14:57

Cinque medaglie, di cui tre d'oro, per la Svizzera

Paralimpiadi, nell'altetica Debrunner e Schär dominano i 400 metri (T53 e T54), Hug gli 800, mentre Kratter è bronzo nel lungo. Nuoto, Mesiter bronzo nei 400 sl

a cura de laRegione

Sono cinque le medaglie di una trionfale giornata per la Svizzera alle Paralimpiadi di Tokyo. Dopo il bronzo di Nora Meister nei 400 stile libero di nuoto, sono arrivati tre ori e un bronzo grazie a Chaterine Debrunner nei 400 metri in carrozzina (T53), Manuela Schär, pure lei nei 400 metri ma nella categoria T54, Marcel Hug negli 800 ed Elena Kratter nel salto in lungo. Debrunner, insegnante turgoviese, ha realizzato la classica gara perfetta. Dopo la sfortunata prova di mercoledì (problemi in partenza nei 100 metri chiusi al sesto posto), la 26.enne elvetica ha rimesso il campanile al centro del villaggio in quella che è la sua distanza di predilezione, della quale già detiene sia il titolo europeo, sia quello mondiale.

Sotto la pioggia e su una pista inzuppata, la Debrunner è partita molto forte, tanto da ritrovarsi in netto vantaggio all'entrata dell'ultimo rettilineo. Ciò nonostante, non si è rilassata e ha chiuso in 56”18. Per lei si tratta della seconda medaglia dopo il bronzo ottenuto negli 800 metri... «Speravo che piovesse, perché mi ero preparata per quelle condizioni meteo. Quando ho visto il mio vantaggio all'uscita della seconda curva, mi sono detta che dovevo tenere fin sulla linea del traguardo», ha affermato la turgoviese.

Per quanto riguarda Marcel Hug, siamo già arrivati al terzo titolo personale dell'edizione 2021 delle Paralimpiadi. Dopo aver conquistato il titolo nei 5'000 e nei 1'500, il lucernese ha fatto suoi anche gli 800.

La lucernese Schär ha invece chiuso il suo giro di pista nel tempo di 53”59, al termine di una prova in crescendo e controllata dall'inizio alla fine... «A causa della pioggia, le condizioni erano piuttosto difficili, ma lo stesso potrebbero dire le mie avversarie. Il titolo giunge un po' a sorpresa. Adesso mi restano due giorni di recupero prima di affrontare la maratona», ha affermato la Schär.

Per lei si tratta della quarta medaglia dopo l'oro negli 800 metri e l'argento sia nei 5'000, sia nei 1'500 metri.

Per quanto riguarda Elena Kratter, ha polverizzato il record personale (categoria T63). Giunta in Giappone con una miglior misura di 4,69 metri, nonostante la pedana bagnata si è migliorata ben quattro volte, portando il suo limite a 5,01. Non ha potuto minacciare l'australiana Vanessa Low (oro con il record del mondo di 5,28), ma per l'ortopedica svittese di 25 anni questo podio ha il sapore della vittoria.

Con le medaglie di Debrunner, Schär, Hug, Kratter e Meister, il bottino della delegazione rossocrociata sale a dodici medaglie, dieci delle quali provenienti dall'atletica.

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