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laR
 
26.08.2021 - 05:30
Aggiornamento : 11:48

Tra un’acrobazia e l’altra l’Eyfa festeggia 15 anni

L’accademia di freestyle (gobbe) creata nel 2006 da Andrea Rinaldi e ora gestita da Deborah Scanzio conta una ventina di ragazzi e vuole crescere ancora

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Anna ha dieci anni, più o meno tanti quanti i metri di altezza della rampa dalla quale sta per lanciarsi. Ai piedi scarponi e un paio di sci, in testa un caschetto ben saldo, addosso una tuta. Negli occhi, un pizzico di timore ma anche curiosità e la fantasia di potercela fare. Nella testa, chissà che casino. Alza le braccia, segnale di partenza imminente. Ci ripensa, vorrebbe farsi da parte e ripercorrere gli scalini al contrario, ma qualcuno la incita. Prima un adulto, poi una, due e più voci di bambini come lei, chi perché lo ha già fatto e sa che “non succede niente” ed “è fighissimo”, chi arriva dopo e non vede l’ora di (ri)provarci, chi semplicemente vuole sostenere “una del gruppo”. Anna prende allora coraggio, si mette in posizione e si lascia andare: discesa, risalita, stacco, volo, acqua. Gli occhi sgranati e l’espressione smarrita mentre galleggia durano pochissimi istanti, poi, incoraggiata dagli applausi e dai complimenti gridati a gran voce da tutti quelli che stanno a bordo piscina, il suo volto disegna un sorriso e si riempie di una fiera soddisfazione, tanto che il “sono stata brava?” precede di pochi secondi il “posso rifarlo?”.

Il fondatore: ‘Modello internazionale plasmato per la realtà svizzera’

Una scena che al Centro sportivo nazionale di Tenero si ripete regolarmente ogni estate da ormai ben 15 anni, ossia da quando nel 2006 Andrea Rinaldi ha fondato l’Eyfa (European Youth Freestyle Academy), la scuola di sci che permette ai giovani ticinesi di avvicinarsi al freestyle e in particolare alle gobbe in tutta sicurezza (si appoggia a specialisti del settore, la maggior parte ex atleti) e seguendo un approccio che mette il divertimento davanti all’agonismo. Aspetto quest’ultimo comunque non snobbato nel caso interesse e potenziale tecnico vengano espressi da un atleta, basti pensare che proprio dall’accademia sono usciti i due attuali capifila del moguls rossocrociato, Marco Tadè e Nicole Gasparini.

«Effettivamente 15 anni sono un bel traguardo – afferma Rinaldi, ex allenatore capo della Nazionale svizzera di gobbe e dall’aprile 2020 direttore di gara Fis per il settore Moguls e Aerials, che incontriamo a bordo piscina proprio in occasione del secondo camp estivo 2021 dell’Eyfa, dal 2018 lasciata nelle mani della sua ex atleta Deborah Scanzio –. Dopo cinque anni come allenatore di Coppa del mondo nella Nazionale italiana e un po’ di esperienza in quella svizzera avevo ormai girato il mondo e avuto la possibilità di osservare i metodi di formazione delle diverse nazioni, in particolare quelle di spicco come Canada, Stati Uniti e Russia. Quello che ho fatto è stato prendere spunto da quanto osservato plasmando un modello su misura per la realtà svizzera, quindi concentrando le forze in un unico punto e lavorando con atleti e allenatori di Coppa del mondo, integrandoli in una scuola specializzata che potesse raggiungere una qualità a cui i singoli Sci club non potevano ambire a causa di limiti tecnici, strutturali e di know-how. Anche perché il freestyle è una disciplina che più di altre necessita un alto grado di competenza e di qualità del lavoro, in primis bisogna garantire la sicurezza degli atleti, che oltretutto si avvicinano a questo sport sempre più in tenera età. In questo senso devo dire che abbiamo avuto la fortuna di poter da subito contare sul Cst di Tenero e sulla stazione sciistica di Airolo (nel dicembre 2022 a Pesciüm dovrebbe venir inaugurato il Centro nazionale di freestyle, ndr), dove inizialmente eravamo visti un po’ come un gruppo di alternativi, ma poi con la serietà del lavoro e i risultati ci siamo costruiti una buona reputazione. Nel corso degli anni ci sono stati alti e bassi a livello di partecipazione, con in particolare un momento di standby quando ho mollato un po’ nel 2012, ma siamo sempre riusciti a rialzarci. E da quando Deborah una volta chiusa la carriera agonistica ha preso in mano – con l’aiuto dei vari ex atleti, allenatori eccetera – l’organizzazione, c’è stato un forte rilancio, dovuto appunto anche al suo appeal in quanto atleta di successo, oltre all’ottimo lavoro svolto».

Uno degli atout principali che da sempre caratterizza l’Eyfa, è proprio il clima familiare dato dal fatto che negli ultimi 20 anni Moguls in Svizzera ha sempre fatto rima con Ticino, sia a livello di atleti sia di allenatori… «È vero, passando molto tempo assieme sulle piste si sono creati inevitabilmente dei legami che poi in questi anni abbiamo riportato anche nell’accademia, e lavorare bene quando c’è sintonia è più facile – prosegue il 49enne di Rivera, già docente di informatica alla Scuola per sportivi d’élite di Tenero, nonché ex direttore commerciale della Valbianca Sa –. In questi anni sono tanti gli ex atleti e allenatori passati dall’Eyfa e questo oltre a tanta competenza e qualità, ha sempre portato entusiasmo e dato una spinta alla scuola per rigenerarsi. Attualmente Debby può contare davvero su un bel gruppo, di cui fanno parte ad esempio Juan e Mirò Domeniconi (allenatori acrobatici rispettivamente di SwissSki e TiSki, ndr), Giacomo Matiz (responsabile della Nazionale rossocrociata, ndr) e gli ex atleti Nicolò Manna e Claudia Grassi. In sostanza è un gruppo di amici, ognuno con i suoi punti forti che vengono messi a disposizione per coprire tutti i bisogni del progetto, dalla base (il reclutamento dei bambini) passando alla formazione fino alla selezione TiSki ed eventualmente ai quadri nazionali, il tutto seguendo un fil rouge per modalità e approccio di lavoro che dà continuità alla crescita dei ragazzi».

La responsabile: ‘Un grande lavoro di squadra che sta pagando, ma vogliamo ancora crescere’

Una filosofia mantenuta negli anni nonostante la continua evoluzione dell’accademia, nel frattempo inglobata in TiSki e oggi diretta come detto dall’ex atleta internazionale Deborah Scanzio, che con i suoi collaboratori gestisce – oltre agli stage puntuali di una settimana – un gruppo di una ventina di ragazzi e ragazze tra i 7 e i 16 anni che svolgono un’attività regolare (il mercoledì e il sabato) sull’arco dell’anno tra Airolo (inverno) e Tenero (primavera, estate e autunno).

«Quando ho preso in mano l’accademia due anni e mezzo fa contava tre atleti, oggi siamo a tredici “regolari” Eyfa più sette selezionati di TiSki, divisi quasi equamente tra ragazzi e ragazze, una bella soddisfazione – ci spiega tra un “stai più dritto” e tanti “bravo/a” la 34enne di Piotta, che nei 16 anni di carriera tra le gobbe di mezzo mondo ha partecipato a 125 gare di Coppa del mondo (4 podi, tra cui una vittoria), 7 Mondiali (bronzo in Moguls nel 2007 a Madonna di Campiglio) e 4 Olimpiadi (miglior risultato il 9° posto a Torino 2006) –. Per capire, prima i bambini provavano con noi ma nella maggior parte dei casi poi passavano ad altri sport, ora invece c’è chi lascia ad esempio il calcio per venire da noi. Sono i frutti del grande lavoro che è stato svolto e in questo senso devo davvero ringraziare tutto il team e chi sostiene questo progetto, TiSki compresa (il cui responsabile per il freestyle è il fratello di Debby, Mattia, ndr), perché dietro c’è un grande lavoro di squadra senza il quale niente di tutto ciò sarebbe possibile».

Di sedersi sugli allori però non se ne parla… «L’obiettivo è riuscire a espanderci ulteriormente, sia a livello ticinese sia svizzero. Posto che per la natura così tecnica e specifica della disciplina tornare a far effettuare la formazione ai vari Sci club è molto difficile – anche se potrebbero comunque inserire alcuni momenti per far conoscere anche questa branca dello sci ai bambini –, sarebbe interessante riuscire a esportare il nostro modello di struttura nelle altre regioni della Svizzera, in modo da avere altri centri di competenza sul territorio e creare così una sorta di rete nazionale. Le idee non mancano ma a volte si scontrano con la realtà di uno sport che rimane comunque minore e che di conseguenza non ha mezzi infiniti, anzi. Ad esempio noi dell’Eyfa siamo professionisti ma non tutti al cento, io stessa da contratto sono occupata solo al 20 per cento, Claudia e Loris (Battalora, ndr) al 50 ma fanno anche parte di TiSki, che fortunatamente quest’anno ci ha permesso di ingaggiare all’80 per cento quale preparatore acrobatico Mirò Domeniconi, permettendoci di alzare ulteriormente il livello della formazione. In ogni caso avanzando passo dopo passo sono sicura che potremo ancora crescere, d’altronde lo abbiamo già fatto passando da 3 a 20 atleti in pochi anni».

Per farlo, bisognerà in primis «trovare altri allenatori per gestire ancora meglio il gruppo attuale, a quel punto potremo pensare di accogliere altri bambini. In questo senso ci tengo a sottolineare ancora una volta come c’è tanta, tanta professionalità in quello che facciamo. Basti pensare che i nostri bambini possono allenarsi con l’allenatore della Nazionale (Juan Domeniconi, ndr), non succede mica in tutti gli sport. Per cui mi va bene che ci vedano ancora un po’ come degli alternativi, per certi versi lo siamo e lo resteremo, ma sempre con la massima professionalità e sicurezza, non facciamo mai fare nulla a caso ai bambini, dietro c’è una preparazione specifica. E la dimostrazione sta nel fatto che quando le famiglie vengono a vedere quello che facciamo, decidono di continuare a portarci i bambini. Questa è forse la soddisfazione maggiore».

Il preparatore acrobatico: ‘Una linea di sviluppo continua’

Da una decina di anni nel mondo del freestyle dopo un passato nella ginnastica, Juan Domeniconi è ormai una pedina fondamentale della disciplina a livello nazionale e cantonale… «Il sistema attuale ci permette di offrire una linea di sviluppo continua partendo dai più piccoli fino ai più grandi che ambiscono a praticare il freestyle ai massimi livelli, quindi dall’Eyfa fino ai quadri nazionali passando per TiSki – ci spiega il responsabile acrobatico della Nazionale elvetica di Moguls in un raro momento in cui non si trova sulla rampa con i ragazzi –. L’obiettivo è avere appunto una continuità nel modo di lavorare e nell’approccio per permettere ai ragazzi di esprimere tutto il loro potenziale, ad esempio lavorando subito sui salti. Anche perché come tutte le discipline anche il freestyle si evolve e bisogna rimanere al passo con i tempi e il modo migliore per farlo è iniziare a introdurre le novità già con i giovanissimi».

Anche per Domeniconi gli anni passati insieme sulle piste dai membri del team dell’Eyfa e di TiSki gioca un ruolo fondamentale… «È il nostro punto di forza, ci conosciamo tutti, abbiamo una visione comune ma non ci facciamo problemi a portare anche una voce critica in quanto il dialogo tra di noi è ottimo. Su queste basi si lavora decisamente bene e a beneficiarne in primis sono i ragazzi».

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