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26.04.2021 - 17:18
Aggiornamento: 17:34

La Svizzera riapre le porte, largo al Tour de Romandie

Dopo un 2020 senza grandi corse, si riparte dal TdR alla ricerca dell'erede di Primoz Roglic. Percorso con parecchia salita, ma occhio alle condizioni meteo

Da domani si cambia registro. Fin qui il calendario ha proposto soprattutto corse di un giorno, con tre monumenti su cinque (Sanremo, Fiandre, Liegi, la Roubaix è stata posticipata) e classiche di grande prestigio (Gand-Wevelgem, Freccia, Amstel…). Questo capitolo si è di fatto chiuso con il trionfo di Tadej Pogacar alla Liegi ed è giusto che a traghettare il plotone dalla stagione delle classiche a quella delle grandi corse a tappe sia stato proprio il vincitore dell’ultimo Tour de France.

Domani, dunque, si riparte. E il grande ciclismo torna finalmente in Svizzera, dopo l’annullamento nel 2020 di Tour de Romandie, Tour de Suisse e Mondiali. Si riparte dalle strade romande per una corsa che da qui a domenica dovrà designare il successore dello sloveno Primoz Roglic, vincitore delle ultime due edizioni, ma assente quest’anno in un parterre comunque molto ben rappresentato.

Quella che un tempo veniva chiamata la “corsa verde” scatterà con un prologo da Oron-la-Ville, nel canton Vaud, per un’edizione che rischia di essere bagnata, soprattutto tra giovedì e sabato. Richard Chassot, patron del TdR, è da sempre abituato a compiere salti mortali tra le insidie della meteo e si è portato avanti con il lavoro, stilando un piano B per il tappone di sabato, quello che dovrebbe chiudersi a Thyon, con il plotone che per la prima volta in stagione salirebbe sopra quota 2000 metri. Non rimane che sperare nella clemenza di dio Pluvio, in quanto un eventuale cambio di programma andrebbe a detrimento dell’interesse tecnico e sportivo di un Romandia nel quale la montagna non manca.

Primoz Roglic, come detto, non ci sarà. Lo sloveno ha deciso di non più gareggiare prima del Tour de France e ha ceduto la leadership della Jumbo all’olandese Steven Kuijswijk, tra i potenziali vincitori. I nomi dei papabili a indossare l’ultima maglia gialla in quel di Friborgo sono parecchi, a cominciare dal britannico Geraint Thomas, per passaer all’australiano Richie Porte, allo spagnolo Ion Izaguirre, all’australiano Lucas Hamilton, al colombiano Miguel Angel Lopez (alla “prima” con i colori Movistar), o ancora al portoghese Rui Costa. Attesi con grande interesse anche Chris Froome, Peter Sagan e soprattutto l'elvetico Marc Hirschi, reduce da un'ottima Liegi, nonostante un leggero ritardo di preparazione.

Al via ci saranno pure 17 svizzeri, una pattuglia molto nutrita, in particolare grazie alla presenza di una selezione di Swiss Cycling. Ma quanti di loro hanno davvero la possibilità di salire su un podio che dal 2004 (Fabian Jeker, secondo) non accoglie più ciclisti svizzeri? «Credo che Marc Hirschi o Gino Mäder (quest’ultimo non al via, ndr) abbiano le qualità per salire un giorno o l’altro sul podio – afferma il selezionatore nazionale Michael Albasini, 7 vittorie al TdR –. Ai miei tempi era molto più difficile, ora sono convinto che il podio rappresenti una possibilità nel futuro prossimo. Quest’anno uno svizzero può prendere la maglia nella cronometro iniziale, ma tenerla fino a Friborgo è un’altra storia».

Per vedere uno svizzero in giallo bisognerà fare affidamento soprattutto su Stefan Küng e Stefan Bissegger, i quali nel prologo di Oron cercheranno di mettere in riga il campione del mondo a cronometro, l’italiano Filippo Ganna, in stagione già battuto da entrambi. Ma per i due passisti elvetici, il tracciato del Romandia sarebbe comunque troppo esigente per mantenere l’insegna del primato fino a Friborgo. Già il secondo giorno sono in programma nove salite di terza categoria, mentre giovedì vi saranno cinque Gpm di seconda categoria e uno di prima (la Vue-des-Alpes). Sulla carta, l’unico giorno dedicato ai velocisti dovrebbe essere quello di venerdì, con la corsa in circuito a Estavayer-le-Lac (ci saranno comunque sette strappi di terza categoria da superare). Sabato, poi, il tappone tra Sion e Thyon 2000, con tre salite di prima categoria (Anzère, Suen e Thyon che culminerà a 2’076 metri d’altitudine) e due di terza. L’ultima fatica, domenica, con un cronometro di 16,2 km a Friborgo, con uno strappo di 700 metri in pavé.

Costretto a rispettare i vincoli sanitari, il Tour de Romandie 2021 non sarà accessibile al pubblico nelle aree di partenza e arrivo. Per ammirare il passaggio del plotone a bordo strada, sarà necessario indossare la mascherina.

Matteo Badilatti: ‘Percorso interessante’

Tra i 17 elvetici al via, anche il poschiavino Matteo Badilatti, inserito in una Goupama in gran parte a tinte rossocrociate (con Küng, Reichenbach e Lienhard)… «Per noi svizzeri il Romandia rappresenta sempre una corsa molto bella, anche perché correre in casa, nonostante l’assenza del pubblico, ha un gusto diverso. Quest’anno il percorso sembra piuttosto ondulato, per cui mi ci dovrei trovare molto bene».

La compagine francese ha incassato settimana scorsa la decisione del suo capitano Thibaut Pinot, di non prendere il via al Giro d’Italia che scatterà sabato 8 maggio da Torino. Il transalpino, però, non aveva comunque in programma il TdR… «Al momento non pensiamo al Giro. Siamo molto concentrati su questa corsa. La squadra è equilibrata su tutti i terreni e penso che saprà offrire spettacolo. Cercheremo di adattarci alla corsa giorno per giorno». Nella speranza di dover lavorare per difendere la maglia gialla che Küng potrebbe conquistare domani a Oron.

Matteo Badilatti si trova a suo agio soprattutto quando la strada si alza sotto i pedali, per cui in questo Romandia dovrebbe trovare pane per i suoi denti… «Il percorso sembra interessante, ma devo dire che non conosco le salite in programma. Soltanto lo strappo in pavé di Friborgo per averlo fatto al Tour de Suisse. Non ho mai affrontato l’ascesa di Thyon, così come le altre più importanti della corsa: mi lascerò sorprendere, a dipendenza da come risponderà la gamba».

Le tappe

Martedì, 1ª tappa:¬ prologo a Oron-la-Ville (4,05 km)

Mercoledì, 2ª tappa:¬ Aigle - Martigny (168,1 km)

Giovedì, 3ª tappa: ¬La Neuveville - St-Imier (165,7 km)

Venerdì, 4ª tappa:¬ circuito a Estavayer-le-Lac (168,7 km).

Sabato, 5ª tappa: ¬Sion - Thyon 2000 (161,3 km)

Domenica, 6ª tappa: ¬cronometro a Friborgo (16,2 km)

In totale:¬ 684,05 km per 12'471 m di dislivello.

Squadre e principali protagonisti

Ag2r: ¬Mathias Frank (S), Alexis Gougeard (F)

Astana:¬ Ion Izaguirre (Sp), Alexey Lutsenko (Ucr)

Bahrein: ¬Damiano Caruso (I), Jan Tratnik (Slo), Jack Haig (Aus)

Bora: ¬Peter Sagan (Slc), Lennard Kämna (Ger), Wilco Kelderman (Ol)

Cofidis: ¬Jesus Herrada, Tom Bohli, Natnael Berhane (Eri)

Deceuninck: ¬Rémi Cavagna (F), Stijn Steels (Bel)

Ef Education: ¬Rigoberto Uran (Col), Stefan Bisegger (S)

Groupama:¬ Matteo Badilatti (S), Sébastien Reichenbach (S), Stefan Küng (S)

Ineos:¬ Rohan Dennis (Aus), Filippo Ganna (I), Richie Porte (Aus), Geraint Thomas (Gb), Andery Amarod (Cr)

Intermarché Wanty:¬ Jan Bakelants (Bel), Jan Hirt (Cec), Louis Meintjes (Sa)

Israel SN: ¬Chris Froome (Gb), Patrick Bevin (Nz), Alex Dowsett (Gb), Michael Woods (Can)

Jumbo Visma:¬ Steven Kuijswijk (Ol), Sepp Kuss (Usa), Tony Martin (Ger), Jos van Emden (Ol)

Lotto Soudal: ¬Philippe Gilbert (Bel), Kobe Goossens (Bel), Filippo Conca (I)

Movistar:¬ Dario Cataldo (I), Miguel Angel Lopez (Col), Marc Soler (Sp)

Team BikeExchange: ¬Damien Howson (Aus), Lucas Hamilton (Aus)

Team Dms: ¬Chad Haga (Usa), Nico Denz (Ger)

Team Qhubeka: ¬Sergio Henao (Sol), Dylan Sunderland (Aus)

Terk: ¬Jacopo Mosca (I), Kenny Elissonde (F)

Uae Emirates: ¬Rui Costa (Por), Oliviero Troia (I), Marc Hirschi (S), Diego Ulissi (I)

Swiss Cycling:¬ Mathias Flückiger (S), Simon Pellaud (S), Joel Suter (S)

Gli svizzeri al via

¬Marc Hirschi (Uae Emirates), Mathias Frank (Ag2r Citroën), Tom Bohli (Cofidis), Stefan Bissegger (Ef Education), Matteo Badilatti, Fabian Lienhard, Stefan Küng, Sébastien Reichenbach (tutti Groupama-Fdj), Reto Hollenstein (Israel Start-Up Nation), Johan Jacobs (Movistar), Mathias Reutimann, Joel Suter, Cyrille Thièry, Claudio Imhof, Mathias Flückiger, Joab Schneiter, Simon Pellaud (tutti Swiss Cycling).

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