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2
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16.03.2021 - 17:47

Con 30 punti dagli stranieri, vincere diventa difficile

I motivi della sconfitta della Spinelli Massagno nella finale della Sbl Cup giocata domenica contro Ginevra

con-30-punti-dagli-stranieri-vincere-diventa-difficile

Riandiamo alla finale della Sbl Cup di domenica fra Spinelli Massagno e Lions di Ginevra. Una partita persa in malo modo dai ragazzi di Gubitosa, con un crollo verticale nell’ultimo quarto, all’immagine di un parziale di 19-0 per i Lions fra il 2’ e l’8’ dell’ultimo quarto. Un vuoto inimmaginabile dopo i primi tre quarti di gara, dove la Sam ha giocato alla pari contro i ginevrini, trovando spesso anche vantaggi di 4-5 punti, mai incrementati però anche dopo un paio di possessi o tre. Mettiamoci pure la precarietà di Marko Mladjan, schierato malgrado i dolori alla schiena per complessivi 13 minuti, e la condizione fisica precaria di Slokar, 17’ di campo, a scusante di rotazioni incomplete dal punto di vista dell’efficienza della squadra, ma sono due fattori che non hanno deciso la gara. Perché, a nostro modo di vedere, la Sam vista contro il Neuchâtel in semifinale è stata un vero assieme per la quasi totalità della gara e si è imposta con autorevolezza. Contro Ginevra, il cui spessore tecnico e mentale è superiore, la Spinelli ha giocato alla pari, sfruttando al meglio le caratteristiche dei suoi uomini, con un gioco abbastanza lineare in attacco e una discreta difesa, ottima quella che ha messo la museruola a Derksen per oltre metà gara, tenendolo a zero punti.

Il crollo della squadra ticinese è avvenuto nell’ultimo quarto dove sono cambiate alcune cose: Derksen, che aveva infilato 5 punti nell’ultimo minuto del terzo quarto, ha ritrovato punti, favorendo anche il gioco dei compagni sotto le plance. In difesa Ginevra ha chiuso ancor di più gli spazi, rendendo nullo l’apporto di Dusan Mladjan, zero punti nel secondo tempo contro i 19 a metà gara. Poi la Sam ci ha messo del suo con un Nottage a perdersi in unitili palleggi per 17-20 secondi, prima di mettere in condizione i compagni di tirare: e spesso, troppo spesso, erano tiri sulla sirena e quindi ad alta percentuale di errori. Ai pasticci di Nottage, troppo individuali, si sono aggiunti altri fattori: Williams, 5 punti in 21 minuti e solo 4 tiri tentati, è stato nullo in attacco, e pensare che è stato preso proprio per il suo tiro; Chukwu, 5 punti, 6 rimbalzi e 4 stoppate, ha sofferto sotto canestro lo strapotere fisico dei vari Adam, Nzegue e Ivanov: avesse anche il fisico e mani come tenaglie non sarebbe da noi, ma qualcosa in più ci voleva. Slokar ha fatto molto e con la solita intelligenza, ma anche lui è stato fisicamente sovrastato. Salviamo a metà Dusan, bene Molteni e Andjelkovic. E se i tuoi stranieri mettono assieme 30 punti e quelli avversari 50, pensare di potercela sempre fare diventa complicato, soprattutto in una finale, per altro arbitrata molto bene da Clivaz, Michaelides e Pillet, a dimostrazione che se vogliono, ci sanno fare.

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